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ANCONA – «Chi è il più bravo politico oggi? Marco Rizzo. Non lo dico per presunzione, ma perché gli altri sono scadenti». Parola di Marco Rizzo. L’ex segretario dei Comunisti Italiani, oggi coordinatore nazionale di Democrazia Sovrana e Popolare (DSP), arriva ad Ancona senza peli sulla lingua e con un obiettivo chiaro: «Noi non siamo sul treno di destra, né su quello di sinistra. Quel treno lo vogliamo far deragliare e ne vogliamo costruire un altro». E la prima locomotiva di questo nuovo convoglio, che partirà proprio dalle Marche, ha un macchinista designato: Claudio Bolletta, 68enne di Chiaravalle, un passato da imprenditore nel settore della sicurezza, è lui il terzo candidato alla presidenza della Regione.
Dopo il governatore uscente Francesco Acquaroli per il centrodestra e l’europarlamentare Matteo Ricci per il centrosinistra, la corsa a Palazzo Raffaello si arricchisce di un protagonista che promette di scuotere il dibattito. La presentazione ufficiale, questa mattina nella suggestiva cornice della Mole Vanvitelliana, si trasforma ben presto in un palco per il leader nazionale di Dsp, che non risparmia nessuno.
«Gli altri fanno finta di litigare, ma non per un’idea di progresso per le Marche, litigano per una poltrona», affonda Rizzo. «Non vedete che i nemici principali li hanno all’interno dei loro stessi partiti?». La proposta di Dsp vuole essere un’alternativa radicale, composta da «persone della classe lavoratrice e del ceto medio produttivo». Una sfida che non ha fretta di vincere, ma che punta a mettere radici. «Partiamo dalle Marche, poi arriveremo nelle altre regioni. Siamo determinati, irriducibili e perseveranti. Delle poltrone non ce ne frega niente».
Accanto a lui, il candidato presidente Claudio Bolletta annuisce e rilancia: «Non siamo qui per fare i terzi incomodi, siamo qui per vincere». Il suo programma parte da un punto che è una vera e propria dichiarazione di guerra al sistema attuale: la sanità. «Vogliamo toglierla alle Regioni, deve essere nazionalizzata», afferma Bolletta. «Da 30 anni la sanità segue un percorso di privatizzazione ed è dominata dal consociativismo. Il concetto di dare alle Regioni questa responsabilità è fallito. Noi vogliamo tornare a una sanità pubblica, efficiente e universale». Nel mirino finisce anche l’Atim, l’Agenzia per il turismo e l’internazionalizzazione. «Un’analisi della Corte dei Conti dice che è un’operazione che può avere senso solo se si vuole fare un regalo a qualcuno. È stato realizzato un doppione, visto che le stesse funzioni appartenevano già alla Regione».
Ma è con Rizzo che il termometro della conferenza stampa schizza verso l’alto. Il coordinatore di Dsp spazia dalla geopolitica alla climatologia, con affermazioni destinate a far discutere. A sorpresa, arriva l’elogio di Bettino Craxi: «Uno degli eroi di questo Paese, si è opposto agli americani e per questo è stato ingiustamente perseguitato e gli è piovuta addosso l’inchiesta di Mani Pulite». Poi l’affondo sulla guerra in Ucraina: «Sulla Russia ci raccontano un sacco di balle: Putin non vuole invadere nessuno, semmai ci vuole vendere il gas a basso costo, questo sì».
Non manca un “consiglio” non richiesto alla premier Meloni. «Se fossi stato in lei, da Trump avrei chiesto due cose: togliere i dazi all’Italia (dell’Europa ce ne freghiam) e avere la lista dei giornalisti foraggiati per raccontarci le balle sul clima». Già, il clima: «Cambia perché c’è il sole, non perché c’è l’uomo. L’uomo inquina, certo, ma il 70% dell’inquinamento mondiale lo fanno le prime 100 multinazionali, quelle che vanno a Davos con i loro elicotteri e jet privati. Noi siamo contro quella gente lì».
La campagna elettorale è ufficialmente partita. E con un attore così, la corsa per le regionali nelle Marche si preannuncia tutt’altro che noiosa.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-07-04 22:03:03 da

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