Formia, Antonio Bardellino, il fantasma che si aggira nel vecchio villaggio turistico

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Ma davvero per 30 anni o forse più il fantasma di Antonio Bardellino, il boss sanguinario di San Cipriano d’Aversa, si è comodamente aggirato per quell’informe e discreto pezzo di Formia che è Accquatraversa? Né bello, né troppo brutto: è un quartiere balneare con un suo passato glorioso, negli anni 70 lo chiamavano il «villaggio delle svedesi» per via di una convenzione stipulata da quella che all’epoca si chiamava Agenzia di Soggiorno e Turismo con l’Istituto di Svezia del turismo. Bastò per farne un punto di riferimento delle vacanze al mare di Formia e per costruire un sacco di appartamenti e villette, tutte mezze abusive nell’ambito del sacco di cemento che da allora in poi ha quasi distrutto la città. Oggi quello resta, un ammasso di case e casette al lato del fosso di Acquatraversa, piuttosto inquinato ma in via di lento risanamento.

E’ dunque qui, in un posto finanche troppo popolare, che si sarebbe nascosto per decenni Antonio Bardellino, il fondatore del clan dei casalesi, di un impero che importa cocaina, spara, ammazza, infiltra amministrazioni pubbliche, condiziona elezioni, prende appalti da 40 anni nell’agro aversano e pure nel Lazio quando ci riesce. La sentenza passata in giudicato del processo Spartacus, il padre di tutti i processi sui casalesi, attesta che Antonio Bardellino, classe 45, è morto ammazzato in Brasile tra il 24 e il 26 maggio del 1988, quando aveva 43 anni, perito perché perdente nella faida sulla guida dell’impero, poi vinta da Francesco Schiavone, detto Sandokan. Questa versione dei fatti è stata confermata da molti collaboratori di giustizia, ma forse qualcuno ha mentito e altri, ne erano davvero convinti. Dunque se inganno c’è stato sulla morte del boss esso è stato somministrato anche dentro al clan. Dal 2011 però questa ricostruzione ha cominciato ad accumulare smagliature, fino ad arrivare al 26 luglio del 2023, quando all’alba le Dda di Roma e Napoli hanno spedito a Formia cento uomini per effettuare 12 perquisizioni. E una di queste è andata a segno perché ha fatto emergere quello che a tutti gli effetti viene definito il bunker in cui si sarebbe nascosto Antonio Bardellino. Forse non ci ha abitato sempre, perché risulterebbe anche una traccia a Santo Domingo, forse invece ci è stato finché ha potuto.



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www.latinaoggi.eu è stato pubblicato il 2023-07-29 08:57:02 da

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