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«Era un mio paziente. Aveva avuto un problema alla spina dorsale, ma l’avevo guarito. Poi ha iniziato a chiedermi di curargli il cane. Ma io non potevo, non sono un veterinario. Credo sia questo il motivo per cui sono stato aggredito. Ma stiamo parlando di una persona con problemi».
Ha la voce squillante, ma al tempo stesso scossa, l’immunologo Francesco Le Foche mentre risponde al telefono dal letto del policlinico Umberto I dove è ricoverato da giovedì pomeriggio.
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-10-07 01:00:00 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)

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