Il bergamasco Foglieni eletto presidente dei giovani avvocati a Bari

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BARI – È il 43enne bergamasco Carlo Foglieni il nuovo presidente nazionale dell’Aiga, l’Associazione nazionale giovani avvocati. Foglieni è stato eletto oggi dall’assemblea del 27esimo congresso ordinario dell’Aiga, che si è tenuto da giovedì a oggi a Bari. Vicepresidente dal 2021, Foglieni prende il posto di Francesco Paolo Perchinunno. Consigliere dell’ordine degli avvocati di Bergamo, si occupa prevalentemente di diritto penale e diritto dell’ambiente, e nel suo discorso di insediamento ha esortato l’associazione ad assumere il potere e la responsabilità di traghettare l’avvocatura nel «terzo millennio». Verso, cioè, figure professionali internazionali, europee, digitali, qualificate e specializzate, in grado di conquistare vecchi e nuovi spazi di mercato.
Foglieni ha esortato inoltre i giovani avvocati «ad alzare la testa ed a rivendicare, con forza, l’orgoglio di essere avvocati», rafforzando in loro la consapevolezza della dignità»; della professione di avvocato e della sua funzione sociale. “Esperienza, competenza e merito saranno le parole chiave del prossimo biennio», si legge nel comunicato stampa che ha annunciato l’elezione di Foglieni. 

LA SCHEDA

Carlo Foglieni è stato eletto oggi alla presidenza dell’Aiga, l’associazione italiana giovani avvocati. Bergamasco, classe 1980, il nuovo vertice dei legali under45 è stato eletto dall’assemblea del XXVII congresso dell’associazione, che si è chiuso questo pomeriggio, a Bari.
Dal 2021 vicepresidente dell’Aiga, Foglieni succede al barese Francesco Paolo Perchinunno. Nel suo discorso di insediamento, riprendendo il titolo dell’assise, il professionista bergamasco ha esortato l’associazione ad «assumere il potere e la responsabilità di traghettare l’avvocatura finalmente nel «terzo millennio», accompagnandola verso un modo di svolgere la professione più al passo con i tempi e incline alla domanda dei servizi legali: un avvocato internazionale, europeo, digitale, qualificato e specializzato che, tramite lo strumento della rete tra professionisti, sappia conquistare vecchi e nuovi spazi di mercato, a partire da quelli legati alla consulenza ed all’assistenza stragiudiziale. Un avvocato al passo con i cambiamenti della società che sappia guardare al futuro, senza timore, governandolo, mantenendo la propria autonomia e indipendenza, baluardi di una professione che, non a caso, si definisce libera. Esperienza, competenza e merito saranno le parole chiave del prossimo biennio», termina la nota.

LA CRONACA DELLA GIORNATA

«Nei miei discorsi programmatici alle Camere e alle commissioni ho posto come primo punto del programma del nostro ministero e del governo quello dell’efficienza della giustizia. Stiamo lavorando molto intensamente, purtroppo gli obiettivi della giustizia fissati nel Pnrr sono difficili da concordare ed eseguire, i tempi sono stringenti e le risorse limitate. La lentezza della macchina giudiziaria ci costa due punti di Pil, per questo la nostra priorità deve essere quella di renderla più efficiente». Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in collegamento da Roma per la giornata conclusiva del 27esimo congresso ordinario dell’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga), in corso al teatro Piccinni di Bari.
Intervistato da Francesco Giorgino, il ministro ha anche toccato il tema della revisione della geografia giudiziaria. «La revisione delle circoscrizioni – ha spiegato – è oggetto di studio, in passato probabilmente sono stati eliminati dei tribunali che andavano mantenuti. Sul punto non abbiamo una risoluzione ma la stiamo studiando, è indispensabile ascoltare tutte le parti per capire realmente le esigenze dei territori. La giustizia di prossimità è condizione essenziale per farla funzionare».

Per rendere i pagamenti del ministero della Giustizia più rapidi, in riferimento alla prestazioni professionali degli avvocati, «stiamo agendo in due direzioni: la prima è quella normativa, perché l’iter burocratico tra la liquidazione della parcella e l’incasso del professionista è intollerabile. Ci sono decine di organismi che devono pronunciarsi per cifre modeste. La seconda è una migliore distribuzione delle risorse: sappiamo che sono limitate ma c’è un forte spreco».
«Nessuno ha mai fatto il calcolo dei costi degli uffici giudiziari nei rispettivi settori. Soprattutto nelle Procure della Repubblica, e lo dico perchè ho esercitato il ruolo di pubblico ministero per 40 anni, non c’è un controllo preventivo di spesa e i soldi vengono spesi come pare. Ho letto – ha aggiunto – qualche giorno fa che in un tribunale periferico sono stati spesi 4 milioni di euro in intercettazioni telefoniche per un’indagine per abuso d’ufficio finita con assoluzione. E poi magari non ci sono soldi per pagare gli avvocati che hanno difeso clienti non abbienti». «Sul gratuito patrocinio – ha concluso Nordio – stiamo lavorando anche sulla compensazione di crediti con oneri previdenziali».

«Vi sono differenze enormi tra carceri e carceri in Italia. In alcune gli spazi sono angusti e si verificano tensioni e rivolte, altre sono carceri modello. Se vogliamo modulare il senso della sicurezza nella prospettiva della rieducazione del detenuto dobbiamo trovare carceri con spazi ampi, che consentano sia il lavoro del detenuto, che va retribuito, sia l’attività sportiva che serve a rilasciare tensione». A dirlo, rispondendo ad una domanda sulla situazione delle carceri italiane, è il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
«La costruzione di un carcere nuovo è molto difficile. Si potrebbero recuperare – ha aggiunto – alcune strutture pubbliche in disuso, come le caserme, che sono già compatibili per ospitare strutture carcerarie. E soprattutto sono dotate di spazi ampi che permettono di svolgere quelle attività, come il lavoro e lo sport, che contribuiscono alla rieducazione del detenuto». «Il lavoro, poi, serve anche – ha continuato – all’attività di ‘recidiva zero’, alla quale stiamo lavorando con associazioni di volontariato, per aiutare i detenuti a costruirsi un futuro una volta usciti dal carcere».
«Veniamo accusati – ha riferito il ministro – di essere giustizialisti o garantisti a seconda dei giorni. Il garantismo è facile: certezza della pena quando viene irrogata, mai contro il senso di umanità e finalizzata alla rieducazione, ed enfatizzazione del principio di presunzione innocenza durante il processo e durante le indagini».
«Nel nostro Paese a lungo – ha concluso Nordio – abbiamo assistito al fenomeno opposto: facile entrare in carcere da presunto innocente e facile uscire quando sei condannato e colpevole».

«Il pacchetto sicurezza approvato dal governo è in favore delle forze dell’ordine, quindi dei cittadini. Ha la sua rilevanza, ma la cosa più importante è che i cittadini si sentano sempre sicuri quando escono di casa». Lo ha detto il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto a margine del suo intervento nel convegno ‘Giustizia, il necessario confronto tra le istituzioni per l’effettività della giurisdizionè, nell’ambito del 27esimo congresso ordinario dell’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga).
«A Bari – ha aggiunto Sisto – c’è un problema sicurezza sia in periferia che in alcune parti centrali, per questo è necessario il lavoro di tutti, dal sindaco alle forze dell’ordine, a seconda delle competenze. A questo proposito avevo proposto l’utilizzo di pattuglie della polizia locale di notte come deterrente».

«Bisogna rivedere i criteri nazionali» per l’eventuale costituzione di nuovi tribunali. «A proposito sarà costituita una task force, alla quale intendo partecipare personalmente, per capire come rivedere i criteri. La giustizia di prossimità è importante, non è normale che ci siano cittadini costretti a viaggiare per centinaia di chilometri per ottenere giustizia». Così il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto a margine del suo intervento nel convegno ‘Giustizia, il necessario confronto tra le istituzioni per l’effettività della giurisdizionè, nell’ambito del 27esimo congresso ordinario dell’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga).
«Sul tema – ha aggiunto – c’è molta sensibilità, lo studio che faremo dovrà essere accurato e compatibile con le risorse. Si potrebbe pensare anche a un coinvolgimento delle Regioni per affiancare i fondi del ministero».

«L’intelligenza artificiale sarà – come è stata la ruota, il telefono o la telematica – un utilissimo e indispensabile strumento per l’evoluzione, anche per la giustizia, ma alla fine quello che conta sarà la testa degli avvocati, dei giudici ed anche degli imputati». Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in collegamento per la giornata conclusiva del 27esimo congresso ordinario dell’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga), in corso al teatro Piccinni di Bari, rispondendo ad una domanda su quello che potrà essere il contributo delle innovazioni tecnologiche anche nel suo settore
. «L’intelligenza artificiale potrà aiutare moltissimo, ma non potrà mai sostituire – ha concluso – quella che è l’iniziativa, l’intelligenza, l’emotività ed il buon senso della persona umana».

«Quello della revisione della geografia giudiziaria è un tema estremamente complesso. Bisogna tenere conto di dati giudiziari, economici e sociali, ma di certo l’attuale distribuzione dei tribunali non rispecchia la realtà dell’Italia di oggi. Nel ridisegnare i tribunali dobbiamo tenere conto anche della mutata dimensione economica e sociale di determinati territori rispetto al passato: il cittadino deve sentire la giustizia prossima alle sue esigenze». Così il primo presidente della Corte di Cassazione, Margherita Cassano, a margine del suo intervento nel convegno ‘Giustizia, il necessario confronto tra le istituzioni per l’effettività della giurisdizionè, nell’ambito del 27esimo congresso ordinario dell’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga).
«Ogni scelta in questo senso – ha aggiunto – deve tenere conto dell’esigenza di prevenire le incompatibilità tra giudici che, nello stesso processo, hanno svolto diverse funzioni e diversi ruoli. Al momento non è possibile riaprire i piccoli tribunali perché l’esperienza evidenzia che lì non si possono prevenire le incompatibilità tra i magistrati, destinando i tribunali alla paralisi».
«Dobbiamo poi tenere conto che – ha concluso – con le unità di magistrati attualmente in organico, non è possibile aprire nuovi tribunali se non rivedendo l’effettiva utilità di alcuni uffici giudiziari piccoli». 

Il primo presidente della Corte di Cassazione Margherita Cassano, a Bari per la giornata conclusiva del 27esimo congresso dell’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga), a margine del suo intervento si è soffermata anche sul tema della separazione delle carriere nella magistratura: «L’assetto costituzionale prevede l’unità della magistratura e un unico Csm. Se la politica intende procedere – ha detto – dovrà necessariamente modificare la Costituzione, ma è un problema che non ritengo né drammatico né attuale».
La legge di riforma dell’ordinamento giudiziario del 2006, ha aggiunto Cassano, «ha segnato una fortissima differenziazione tra la figura del giudice e quella del pubblico ministero, prevedendo vincoli stringenti alla possibilità di passare da un ruolo all’altro nello stesso distretto, anzi imponendo ai magistrati di cambiarlo».
«I dati – ha concluso – mostrano che il passaggio dalla funzione requirente a quella giudicante, e viceversa, avviene solo del 2% dei casi».

L’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga) e l’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) hanno firmato un protocollo d’intesa oggi a Bari nella giornata conclusiva del 27esimo congresso Aiga. A siglare l’intesa, nel teatro Piccinni, sono stati il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro, e il presidente uscente dell’Aiga, Francesco Perchinunno.
«Questo protocollo di collaborazione, che firmo a nome dei sindaci di tutta Italia, lo abbiamo costruito in questi mesi – ha detto Decaro – e avvierà un percorso per impegnare le amministrazioni comunali ad adottare criteri di rotazione delle professionalità, di trasparenza, di meritocrazia, di equo compenso nell’affidamento degli incarichi, in particolare nella valorizzazione dei giovani professionisti nel nostro paese». Decaro ha sottolineato come il protocollo sia stato firmato nel luogo che 80 anni fa ha ospitato «il primo comitato di liberazione, per questo in tanti dicono che qui sono state poste le fondamenta dell’Italia repubblicana». «Firmiamo questo protocollo nella speranza di poter continuare questo percorso insieme», ha concluso.
«È un grande risultato per l’Aiga – ha dichiarato Perchinunno – avere sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Anci, un significativo passo in avanti per consentire alla pubblica amministrazione di selezionare professionisti in modo ancor più meritocratico e trasparente, valorizzando competenze e puntando sul principio della rotazione degli incarichi. Tenendo ben saldi i principi previsti dalla legge sull’equo compenso».




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www.lagazzettadelmezzogiorno.it è stato pubblicato il 2023-11-18 17:14:13 da Redazione online

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