Il dibattito social sul San Timoteo tra ‘luci’ e critiche


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TERMOLI. San Timoteo, pro e contro. Potrebbe essere un buon titolo per il nostro pezzo, soprattutto dopo la personale testimonianza, pubblicata ieri dalla nostra redazione, del dottor Giuseppe Pranzitelli che, tramite un lungo post, ha dato fiducia ai suoi colleghi facendosi operare dall’equipe di otorinolaringoiatria. 

Dopo la pubblicazione dell’articolo sono stati davvero tanti i commenti che si sono susseguiti. Commenti più o meno positivi ma soprattutto costruttivi e questa volta senza offese. 

Non bisogna criticare a prescindere e, infatti, la maggior parte di coloro che hanno commentato, hanno riportato le loro esperienze presso i vari reparti del nosocomio termolese.

Esperienze positive o negative che, in entrambi i casi, portano a far riflettere.

Un dibattito ampio e discusso da più punti. Dalle esperienze in prima persona di chi ha perso qualcuno di caro per la carenza di specialisti a chi invece è stato salvato da chi veste il camice bianco e lo fa con la dedizione che lo contraddistingue. 

Il dibattito che ne è scaturito ha evidenziato due “fazioni” opposte, da un lato i disfattisti e dall’altro chi invece ha fiducia nell’ospedale. Chi ha pensato che il dottore Pranzitelli fosse “privilegiato e raccomandato” e chi invece ha solo pensato ad augurargli una pronta guarigione. 

Di leoni da tastiera ne è pieno il mondo, così come la gente che critica. 

Il commento più incisivo e spesso ripetuto che ci sentiamo di riportare è questo: «Combattiamo per non far chiudere i reparti ma per migliorarli».

Privilegi e raccomandazioni sono parole che entrano come lame, però fanno riflettere i tanti pazienti che con le loro “segnalazione” denunciano comportamenti diversi nei loro confronti. 

La mancanza di personale è un gravissimo problema che è sotto l’occhio di tutti, ma la mancanza di empatia o la distinzione tra pazienti non viene tollerata da nessuna parte. 

Ed è proprio da questa distinzione che si dovrebbe partire, facendo in modo che non esista. Il paziente, che sia medico, infermiere o altro, deve essere uguale al paziente muratore, barista o netturbino. 

E purtroppo, dai vari commenti, si evince che non è così.



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www.termolionline.it è stato pubblicato il 2024-04-05 16:55:05 da


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