Keita, debutto con rosso: Mandela come … Messi


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Undici minuti di ordinaria follia: tanti sono bastati a Mandela Keita per rovinare il suo esordio con il Parma e lasciare i suoi compagni in dieci nella partita con l’Udinese. Nel centesimo compleanno del Tardini, ha festeggiato solamente la squadra friulana, brava a ribaltare il 2-0 del primo tempo e a sopprimere il tentativo di controllo della gara del Parma nel secondo, stritolato dal punto di vista fisico e nervoso. Ne ha fatto le spese anche il centrocampista belga che, nel giro di undici minuti appunto, ha rimediato due gialli. Uno per aver caricato irregolarmente Karlstrom, un altro per aver interrotto in maniera illegale la ripartenza di Thauvin. In tutto, la sua partita è durata 18′.

Espulsione corretta

“Le due ammonizioni mi sembrano corrette – ha spiegato l’ex arbitro Calvarese a ParmaToday.it -. L’unica cosa che non mi è piaciuta è che Abisso, nell’azione del primo giallo, concede il vantaggio. L’azione prosegue, poi l’Udinese perde palla e lui lan interrompe. Non c’è un colpo alla testa, non deve interrompere per ammonire. Il Parma stava ripartendo, faccia finire l’azione e ammonisca dopo”. Dettagli che volano via, spazzati dalla prova di forza dei friulani: l’esordio da dimenticare per Keita, invece, resta. Seconda espulsione in due partite per i crociati che chiudono in dieci anche con l’Udinese, dopo Napoli. Tre minuti dopo il secondo giallo al belga, Thauvin ha griffato una vittoria storica che ha lanciato i friulani al primo posto in classifica e ha inchiodato il Parma a quota quattro punti. Nel secondo tempo, la squadra di Pecchia si è liquefatta e, quando l’allenatore di Lenola ha pensato di riequilibrarsi un attimo richiamando in panchina Cancellieri e affidandosi a Mandela Keita, non poteva immaginare quanto stava per succedere. Rosso all’esordio per il centrocampista: non è certo il modo migliore per presentarsi ai tifosi, ma spesso è figlio proprio della voglia di mostrare loro carattere e generosità.

Mandela come… Messi

“Mi dispiace per Mandela – dirà Pecchia a fine gara –  forse è stato tradito anche dalla voglia di dare qualcosa in più. Avremo tempo per parlare e rasserenarci, sono cose che capitano in una partita di calcio”. Assolto. Keita non è certo il primo a essere espulso nel giorno dell’esordio. Era successo anche a Corradi appena sbarcato a Manchester, sponda City, a Gervinho nella gara contro il Newcastle ai tempi dell’Arsenal, a Cassata che detiene il record in Italia: il suo esordio in Serie A è durato 158 secondi quando vestiva la maglia del Sassuolo e pure a … Messi sì. La sua prima con l’Argentina è durata appena 40 secondi. Il 7 agosto 2005 il Ct Pekerman l’ha fatto esordire a 18 anni contro l’Ungheria, al 64′. Vanczak lo trattiene per la maglia, lui si sbraccia per liberarsi e lo colpisce al volto. Rosso diretto e lacrime. Keita avrà pianto nello spogliatoio, con in testa gli undici minuti di ordinaria follia. 

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www.parmatoday.it è stato pubblicato il 2024-09-17 07:32:00 da


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