Killer delle prostitute, pm Roma chiude inchiesta su De Pau: “Si accanì sulle donne con brutale crudeltà e premeditazione”

Killer delle prostitute, pm Roma chiude inchiesta su De Pau: “Si accanì sulle donne con brutale crudeltà e premeditazione”


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“Quando me se cambia la testa, capito? Dopo divento freddo, non mi altero più, prendo e faccio in modo che la gente muoia, perché muoiono… muoiono di crepacuore, devono morì, devono pagare”.

Diceva così Giandavide De Pau, quando era vicino ai vertici della criminalità romana e decideva vita e morte dei suoi rivali.

Adesso però, l’unico a pagare, sembra essere lui. E potrebbe farlo presto, visto che i pm hanno appena concluso le indagini nei suoi confronti.

Lo accusano di aver ucciso tre donne, con un coltello, “sotto l’azione combinata di sostanze alcoliche, stupefacenti e farmacologiche, con premeditazione, per futili motivi e agendo con crudeltà”.

Il tutto dopo aver “consumato con loro un rapporto sessuale” e “accanendosi in maniera brutale”, si legge negli atti.

Le prove parlano chiaro. Non capita spesso agli investigatori di trovare un cellulare con all’interno il video dell’omicidio, di trovarlo proprio al fianco del cadavere di una donna e di scoprire che quel telefono e riconducibile proprio all’assassino.

Se poi il killer viene ripreso dalle telecamere e gli stessi parenti dell’indagato aiutano polizia e carabinieri a catturarlo, allora ecco che è possibile ricostruire secondo dopo secondo i fatti iniziati il 17 novembre scorso a due passi dal tribunale di piazzale Clodio, in via Riboty.

È qui che Giandavide De Pau, un passato come autista del boss Michele Senese e già avvezzo alle violenze nei confronti delle donne, bussa alla porta del primo piano di uno stabile dove studi legali si alternano a signorili appartamenti-

Sono le 10 del mattino, De Pau chiama le donne, la porta si apre e parte il primo dei due filmati girati all’interno del civico 8.

“Nel primo video si vede l’uomo mentre consuma un rapporto sessuale con Xiuli Guo (che si faceva chiamare Sofia)”, spiega il giudice che ha firmato l’ordinanza di arresto.

“Dopo qualche secondo il De Pau sposta il telefono e s’inquadrano le scarpe che lo stesso indossa, dopo il telefono viene appoggiato oscurando la telecamera ma continua ad essere registrato l’audio e si sente entrare nella stanza l’altra donna cinese, Li Yanrong, che scambia alcune battute in lingua cinese con la donna più giovane. Poi si sente il Pau chiedere alle donne se l’altro cliente è andato via e una delle due donne conferma”.

De Pau insiste: “vuole che non ci sia nessuno in abitazione oltre loro, dicendo che avrebbe offerto più denaro”. Con la vittima l’indagato ha avuto diversi rapporti sessuali e ha offerto anche droga: “io non prende”, rifiuta la donna. “Poi il De Pau riprende il telefono in mano per qualche istante e si vede mentre consuma un rapporto sessuale con l’altra donna, Li Yanrong che indossa un abito dorato su che le copre solo la parte superiore”.

“Subito dopo il De Pau chiede qualcosa da bere”, Proseguono gli atti.
Quindi il secondo filmato: “Per pochi istanti si vede De Pau mentre consuma un rapporto sessuale con Li Yanrong”. Il tempo passa, si sente un urlo e una porta che si apre. È la più anziana delle due cinesi, 55 anni: “Cosa fa a lei?”, urla una donna.

“Subito dopo si sentono le urla strazianti anche della seconda donna che viene aggredita, poi si sente prima il rumore di una porta che sbatte e poi il rumore più forte di un’altra porta, probabilmente quella d’ingresso che viene aperta….si sente il rantolo di Xiuli Guo in fin di vita, ritrovata agonizzante sul pianerottolo”, dice il giudice nell’ordinanza di arresto.

Dopo il duplice omicidio De Pau esce dall’appartamento. Cappello in testa, mani in tasca, “si reca in via Durazzo ed entra nell’appartamento della Castano Torres, dove in quegli istanti la donna viene uccisa con le medesime modalità degli omicidi commessi dall’indagato poco prima, per allontanarsene dopo circa 15 minuti facendo perdere le sue tracce per due giorni, facendosi ospitare da altre due prostitute e inviando una di queste dalla sorella per farsi dare documenti, carta di credito e soldi, nel chiaro tentativo di darsi alla fuga”.
Le indagini coordinate dal pm Giovanni Musarò però gli hanno impedito di fuggire. E adesso che gli accertamenti sono terminati, De Pau deve prepararsi ad affrontare un processo.

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roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-09-25 18:31:45 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)


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