di Simone Tofani
PISTOIA – Il Piccolo Teatro “Mauro Bolognini” ha ospitato uno straordinario evento dedicato alla tradizione e alla memoria collettiva della comunità pistoiese. Lo spettacolo, intitolato “Una storia vera. Retrospettiva per voce e immagini sul Campionato italiano della Bugia”, ha saputo unire risate, emozioni e riflessioni su un’arte singolare, quella della narrazione bugiarda, che ha radici profonde a Le Piastre.
Il pubblico, accorso numeroso, ha potuto immergersi in un viaggio attraverso le origini e gli sviluppi del Campionato della Bugia, nato nel 1966 come iniziativa locale e divenuto nel tempo simbolo di un’identità culturale unica. Le parole appassionate del magnifico rettore dell’Accademia della Bugia, Emanuele Begliomini, accompagnato da Paolo Rinaldi e Aldo Toccafondi, hanno restituito al pubblico il valore storico e sociale di questa tradizione.
Un racconto tra prosa e dialogo dove non sono mancate le incursioni sul palco a mutarne il ritmo. La prima delle quali vede il Maestro Rigotti con il suo flauto e Fausto Livi nella goliardica scena del presentatore un po’ spaesato, che non sa bene se deve presentare l’edizione 2025 del Campionato della Bugia o perché non ci troviamo a Le Piastre, il tutto con i il trio cardine della serata che spunta dai vari lati del palco interrompendolo con all’improvviso. Dopo le presentazioni di rito la serata inizia con l’ingresso della psicologa Giulia Rinaldi, che ha coinvolto il pubblico con un originale test sulle bugie ad apertura di spettacolo, per saggiare il livello di reattività del pubblico e fin dove gli artisti della bugia sul palco si sarebbero potuti spingere.
Si parla di storia oltre che di bugia, si parte da lontano, da fotografie in bianco e nero proiettate sullo sfondo che si fondono con le parole di Begliomini. Racconti che aiutano il pubblico ad immergersi nella quotidianità di quel paese, per poter capire meglio i passi successivi che questo spettacolo affronterà.
Iniziano le bugie, partendo delle edizioni più remote dove il duo Rinaldi e Toccafondi riesce lavorando in sinergia a evocare le prime fragorose risate del pubblico. Questo viaggio nella storia della bugia, da modo anche di apprezzare come la bugia stessa sia mutata nel tempo e di come sia strettamente legata alla vita di paese e alla sua evoluzione. Scorrono i decenni, sullo sfondo le fotografie e i video dei protagonisti di questa storia iniziano a prendere colore, ma sarà tutto vero? certe volte quello che vede lo spettatore non coincide con il racconto che viene proposto. Ci sa tanto di bugia… Giusto il tempo di rifletterci un attimo ed ecco che scattano le risate di più arguti in platea. Fabrizio Scatizzi, plurivincitore del Campionato della bugia, ha rivisitato alcune bugie delle varie edizioni, passando poi al ricordo di Giancarlo Corsini, che faceva l’idraulico e sapeva aggiustare praticamente tutto, anche la verità. Delle sue giornate sulla panchina a raccontare a chiunque volesse ascoltarlo, le sue fantastiche storie, i ricordi e le sue dolcissime follie. Scatizzi conclude scusandosi con l’amico Corsini se per una volta ha detto una verità.
Si entra nella storia più recente, parlando dei primi personaggi famosi che iniziano a ruotare intorno a Le Piastre, come Francesco Guccini che nel 2006 ha ricevuto la laurea di Bugiardo ad honorem e il premio “Il ghiacciolo” al Campionato italiano della Bugia, ma sono tantissimi quelli che hanno calcato il palco di questo campionato giunto alla soglia della 49° edizione, da Ruffini a Vergassola e Paolo Hendel, giusto per citarne alcuni. Lo testimoniano i saluti video mostrati, da quello di Enzo Iacchetti a quello del presidente onorario Gene Gnocchi, che sottopone il quesito del dover rifondare l’accademia, facendola diventare l’accademia della verità perché di bugie forse oggigiorno ce ne sono forse troppe. Emiliano Buttaroni, ci ricorda un altro grande ospite del palco de Le Piastre, Carlo Monni, che nel 2005 oltre a ricevere la laurea di Bugiardo era stato il precursore di questo avvicendamento di volti noti al Campionato della Bugia. Lo fa riportando la magia e regalando al pubblico l’arguzia e il lessico ricercato dello scomparso artista.
Continua il viaggio verso le edizioni più recenti, ed è tempo di ricordare Lucia Prioreschi e del premio per i più piccoli che porta il suo nome. Dal palco alcune delle bugie vincitrici in questa categoria, aprono la scena al giovane Marco Pagliai, vincitore del Premio Under 14 del 2024, ha incantato il pubblico con la sua freschezza.
Un evento con una missione importante quello di ieri sera al Piccolo Teatro Mauro Bolognini. Dove “La Bugia” non è solo memoria e spettacolo: l’iniziativa si è proposta di sostenere la ristrutturazione dell’ex Cinema Italia, progetto ambizioso che l’Accademia della Bugia sta portando avanti con determinazione. I fondi raccolti durante la serata contribuiranno a dare nuova vita a questo luogo emblematico per la comunità, con la speranza di completare i lavori entro l’anno.
Giusto il tempo di una partita a carte tra amici, prima della comparsa del prete che cattura la scena, ricordando cosa successe il giorno che in chiesa si era nascosto un pennuto volatile ed è tempo dei saluti finali, con tanto di goliardica benedizione per il pubblico presente.
Fra momenti di commozione, dedicati a personaggi simbolo come Giancarlo Corsini, e risate genuinamente pistoiesi, il pubblico ha lasciato il teatro con la sensazione di aver partecipato a qualcosa di più di un semplice spettacolo: un frammento vivo della storia e della cultura di Pistoia.
La Bugia, a dispetto del suo nome, continua a raccontare una verità profonda: quella delle radici che uniscono una comunità. Un evento indimenticabile, capace di fare del passato un motore per il futuro.
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