La giovane “Nocchiera” del cinema molisano: sogni e orizzonti di Martina Briglia

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TERMOLI. Di lei abbiamo parlato nell’estate scorsa, pubblicando la menzione ricevuta nell’ambito della rassegna cinematografica Molise Cinema, a Casacalenda. Martina Bruglia ha 26 anni (beata lei) e ora vive a Roma, dove ha studiato cinema e da un anno e mezzo, almeno, lavora come regista, e ora, tra un mese circa, il 2 marzo, avrà la possibilità di giocarsi le chance di un altro premio importante.

La menzione fu conquistata per “La Nocchiera”, un cortometraggio che ebbe molto successo, ambientato a Napoli e scritto insieme allo sceneggiatore campano Vincenzo Scudiero.

Questa la recensione scritta dal giudice e critico cinematografico, Carlo Liberatore: «Per l’originalità di restituire la dimensione dolorosa della maternità non voluta nel contesto di un dialogo generazionale e antitetico. La caratterizzazione dei personaggi attinge a una certa dialettica sorrentiniana che la rende immediatamente riconoscibile dal punto di vista formale. La direzione attoriale in accordo all’attenzione stilistica potenzia così il presupposto drammaturgico massimizzandone la resa».

«Il corto è stato premiato al festival del cinema del Molise lo scorso agosto insieme a “Beati i puri di cuore” di Matteo Giampetruzzi (altro regista molisano) ed entrambi siamo finalisti e quindi candidati alla selezione corti del Sudestival di Monopoli, un festival importante a livello nazionale in collaborazione con Corto Dorico, Sulmona Film festival e appunto il nostro festival molisano. Il festival viene aperto quest’anno da Alessandro Roja e Kasia Smutniak, il giorno della mia proiezione è il 2 marzo», ci riferisce Martina.

Nel suo già significativo curriculum, spiccano il documentario nel periodo accademico, “Sypario” su una drag queen protagonista in vari film tra cui “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino, oltre ad essere arrivato semifinalista a Drag Race Italia 3 quest’anno.

«Adesso sto lavorando alla scrittura di un film documentario insieme alla mia sceneggiatrice Giovanna Delvino, tematica storica LGBT», precisa Martina, che aggiunge: «In realtà mentre frequentavo ancora il liceo avevo già iniziato come fotografa in ambito musicale con Il Volo». Non a caso, è una provetta nikonista.

Chi è Martina Briglia?

«Una persona che deve ancora migliorare tanto, che a prescindere dal percorso artistico, sente la necessità di fare qualcosa per rendere il mondo un posto più inclusivo e che ha imparato soprattutto a celebrare la propria unicità senza preoccuparsi di cosa pensano gli altri».

Martina, soli 27 anni e un grande futuro dietro le spalle… non è un gioco di parole, ma sottolineiamo quanto tu abbia già realizzato nel corso della tua giovane vita, ma come delineeresti i tuoi orizzonti?

«Vorrei sicuramente continuare a fare esperienze, sia di vita che lavorative. Al momento sto lavorando a un progetto in cui credo tanto che unisce il mio impegno come attivista al mondo del cinema, trattando una tematica storico-sociale che non è mai stata raccontata prima».

Quali progetti per il futuro?

«Posso anticiparvi che stiamo cercando di rendere omaggio e raccontare attraverso un progetto cinematografico quelle persone che in passato hanno fatto in modo che la comunità LGBTQIA+ avesse oggi i diritti e la libertà di cui gode, anche se purtroppo non ancora abbastanza, proprio per questo sono impegnata nel raccontare queste storie, cercando di dare il mio piccolo contributo».

Dove ti vedi tra 10 anni?

«Tra dieci anni spero di continuare questo percorso nel cinema, di crescere culturalmente e artisticamente.  Dieci anni fa iniziai le mie prime esperienze come fotografa e non sapevo dove mi avrebbero portata, quindi so che potrebbe succede di tutto da qui a dieci anni».

Come vedi il Molise dalla tua prospettiva?

«Spero di avere la possibilità di girare qualcosa in Molise in futuro, è un obiettivo che ho e che spero di realizzare. È proprio grazie al premio vinto al Molise film festival, con il cortometraggio “La Nocchiera” scritto insieme allo sceneggiatore Vincenzo Scudiero, se oggi sono candidata al Sudestival di Monopoli.  Quello del Molise è un festival che dà spazio ai giovani talenti molisani, perché ce ne sono, io conosco diversi registi e attori con cui sono in contatto. Sono fiera delle mie origini e il Molise per me sarà sempre casa mia».

Un messaggio, da te, ai ragazzi di oggi, per chi volesse intraprendere un percorso analogo al tuo.

«Penso che ognuno di noi ha una qualcosa che merita di essere raccontato, per diventare regista serve fare soprattutto pratica sul campo, vedere tanti film, non si smette mai di imparare.  A me è servito, durante il periodo del liceo, parlare e confrontarmi con registi giovani che stavano iniziando questo lavoro e che per me sono sempre stati dei punti di riferimento».

Ultima domanda: il mondo reale è quello che vediamo coi nostri occhi o quello che immaginiamo?

«Secondo me ognuno di noi sceglie da che prospettiva vedere il mondo, come diceva Walt Disney “se puoi sognarlo puoi farlo”».

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www.termolionline.it è stato pubblicato il 2024-02-03 10:34:33 da

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