La sanità transfrontaliera costa 5 milioni al Piemonte


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Dimezzata ma ancora sbilanciata. La sanità transfontaliera continua a costare al Piemonte molto di più di quanto facciano incassare alle casse regionali i francesi che vengono a farsi curare da questo lato delle Alpi.
E’ il dato che emerge da un monitoraggio della fondazione Gimbe sul 2024 in cui si parla di un passivo di 5,2 milioni di euro: in sostanza questo è quanto spendono in più i piemontesi in Francia di quanto fanno i francesi che scelgono gli ospedali piemontesi. Questi ultimi sono infatti meno di 40 in un anno.
 

Il grosso dei ricoveri, passati da 700 nel 2019 a meno di 400 nel 2023, si concentra a Briançon. Una situazione che dimostra come l’ospedale di Susa e gli altri centri dell’Asl To-3 non siano riusciti a diventare attrattivi oltralpe. La riduzione degli interventi in Francia è invece legata all’irrigidimento della pratiche da parte dell’azienda sanitaria: ai piemontesi sono ora rimborsati solo operazioni che non si possono ottenere nelle asl piemontesi o comunque autorizzate preventivamente.
 

Il progetto europeo ProSATIF-Go che coinvolge Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta punta a rendere più omogenei e chiari i flussi di pazienti, ma dopo la presa di posizione dell’assessore valdostano alla Sanità Carlo Marzi, anche il suo collega piemontese Federico Riboldi è pronto a portare il dossier a Roma per spingere sulla revisione del Trattato del Quirinale che regola i rapporti con la Francia.

 

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