La scelta dei Cau va rivista: De Pascale smonta i Centri voluti da Bonaccini – Politica

La scelta dei Cau va rivista: De Pascale smonta i Centri voluti da Bonaccini – Politica


[ad_1]

Il presidente della Regione salva solo una delle tre tipologie di apertura e funzionamento dei Centri Assistenza Urgenza.



Paypal

Da anni Lapressa.it offre una informazione libera e indipendente ai suoi lettori senza nessun tipo di contributo pubblico. La pubblicità dei privati copre parte dei costi, ma non è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge, e ci segue, di darci, se crede, un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di
modenesi ed emiliano-romagnoli che ci leggono quotidianamente, è fondamentale.

‘Vi sono scelte corrette che riteniamo di confermare e altre che è evidente vadano riviste, facendo tesoro degli esempi più virtuosi e delle criticità”. In estrema sintesi è quanto affermato dal Presidente della Regione Michele De Pascale parlando dei Cau, Centri di Assistenza e Urgenza, pensati inizialmente dalla giunta Bonaccini con intento di sgravare i Pronto Soccorso dal carico dei codici cosiddetti a bassa intensità bianchi e verdi, gestibili anche attraverso la rete territoriale e di base. In realtà si è visto, dati alla mano (dati forniti di recente anche dalla stessa Regione già dal primo bilancio di alcune settimane fa), che in molti casi i Cau, in parte anche nei territori in cui sostituivano i punti di Primo Soccorso (per esempio a Modena Fanano, Castelfranco Emilia e Finale Emilia), ma soprattutto dove affiancavano i Pronto Soccorso più grandi (vedi Policlinico di Modena), non solo non contribuivano a sgravare di codici bianchi e verdi i Pronto Soccorso, ma ne aumentavano, in termini assoluti, il numero degli accessi e delle prese in carico.
De Pascale, in un comunicato, cerca di rendere meno amara la realtà e la necessità di cambiarla parlando nel merito del fatto che ‘ci sono scelte corrette che riteniamo di confermare e altre che è evidente vadano riviste, facendo tesoro degli esempi più virtuosi e delle criticità’. Fatto sta che la messa in discussione dell’impianto generale dei Cau, al di la dei distinguo rispetto ad esperienze virtuose e positive, c’è tutta. Di fatto il neo presidente della Regione mette sul banco della revisione due delle tre tipologie nelle quali sono suddivisi e Centri di Assistenza Urgenza.

In particolare, confermata la scelta dei centri in sostituzione dei Punti di primo intervento o dei Pronto Soccorso che avevano un alto livello di inappropriatezza: grazie a queste strutture si è scongiurata la chiusura dei punti di erogazione del servizio. Ruolo centrale per le Case di comunità e le Aggregazioni funzionali territoriali, con un nuovo accordo con i Medici di Medicina Generale

“Come ho avuto modo di spiegare più volte- specifica de Pascale- sotto il nome Cau sono stati attivati tre tipi di servizi: quelli che hanno sostituito Punti di primo intervento o Pronto soccorso che avevano un elevato livello di inappropriatezza in quanto erogavano prestazioni di bassa complessità con personale medico specialista che deve invece essere utilizzato per le prestazioni di emergenza urgenza. Questa tipologia è indiscutibilmente quella che ha funzionato meglio e ha evitato di chiudere punti di erogazione del servizio. Sono questi i Cau che confermiamo con maggiore convinzione e che hanno dato sistematicamente i risultati migliori”.

Il secondo tipo di Cau introdotto è quello in prossimità dei Pronto Soccorso DEA (Dipartimento Emergenza e Accettazione) di primo e secondo livello degli ospedali provinciali o distrettuali, con l’obiettivo di sgravarli dei codici bianchi e verdi. E qui le crepe e le criticità, pur edulcorate nel testo, ci sono

“Su questa tipologia- aggiunge il presidente- il bilancio non è univoco in tutta la regione. In alcuni casi hanno ridotto significativamente gli accessi al PS e la loro funzione è stata ben compresa dai cittadini, in altri non abbiamo registrato analogo effetto e dobbiamo quindi migliorare la risposta.”

Infine, alcuni Cau sono stati introdotti in luoghi dove precedentemente non c’erano né Punti di primo intervento, né Pronto soccorso. “In questo caso- chiude de Pascale- per noi il modello da seguire è quello delle Case di comunità e delle Aggregazioni funzionali territoriali dei medici di Medicina generale, per ricondurre tutto a una gestione univoca nelle cure primarie”.

Gianni Galeotti

Gianni Galeotti

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consiglie..   Continua >>

[ad_2]
Source link


0 Comments