la storia di Andrea Oliva sbarca a ‘Le Iene’ (Foto) – Sanremonews.it

la storia di Andrea Oliva sbarca a ‘Le Iene’ (Foto) – Sanremonews.it


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la storia di Andrea Oliva sbarca a ‘Le Iene’ (Foto) – Sanremonews.it

Sbarca in televisione la vicenda del 48enne finito in coma dopo essere stato aggredito a Bordighera nella notte di Capodanno, poco dopo le quattro del mattino. La storia di Andrea Oliva è stata raccontata, in serata su Italia Uno, a ‘Le Iene’, uno dei programmi di approfondimento e attualità che propone inchieste e servizi giornalistici facendo uso di uno stile irriverente e satirico.

L’inviata, Veronica, ha intervistato la compagna di vita, il figlio, alcuni testimoni e l’aggressore che ha sferrato tre pugni ad Andrea in quella notte che gli ha cambiato per sempre la vita. “A mezzanotte abbiamo aperto una bottiglia di champagne per festeggiare” – ricorda la moglie – “Verso le quattro sono arrivati due ragazzi mentre Andrea stava andando a buttare la spazzatura. Loro hanno detto ‘volevamo mangiare un panino'”.

La moglie prepara i panini ma quando Andrea rientra nel locale, probabilmente sente qualcosa, e così si ferma a parlare con i ragazzi. “‘Tu devi portare rispetto a mia moglie’, ha detto. Io gli ho risposto: ‘Andrea a me non hanno detto niente’ e lui mi dice: ‘Non ti preoccupare, so io cosa hanno detto– dice la compagna di vita ricostruendo l’episodio verificatosi nella notte di Capodanno. “‘Cosa stai dicendo, non è vero. Sei fuori di testa. Sei malato'” – afferma la moglie ricordando la risposta di uno dei due ragazzi, Cesar Postu, sottolineando che entrambi avevano bevuto.

I due ragazzi, stando a quanto ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, mostrate anche dalla trasmissione televisiva, escono dal locale e si mettono fuori a mangiare il loro panino. Poco dopo Andrea esce per parlare con loro, non si sa cosa si siano detti ma all’improvviso uno dei ragazzi, Cesar Postu, sferra tre pugni ad Andrea, che finisce così a terra sul marciapiede. “Parlavano tranquillamente” – sottolinea la moglie, che aggiunge, parlando di una ragazza che, a quanto sembra, ha assistito a tutta la scena – “Ha paura di parlare. Ha paura di Cesar, che nel 2021 aveva già mandato in coma un altro ragazzo”.

“Stavo rientrando a casa, volevo mangiare qualcosina. Quando mi sono avvicinato al locale il proprietario era fuori e l’ho salutato” – racconta Cesar Postu dando la sua versione dei fatti – “C’era sua moglie e le ho chiesto: ‘Mi faccia un panino con la cotoletta’”. “‘Tu hai detto qualcosa a mia moglie'” – dice Cesar riportando le parole di Andrea, appena rientrato nel locale – “Io dico ‘ma sei impazzito. Sei fuori di testa, non è vero’. Lei cucinava e io aspettavo con il mio amico. Mi soffermo per togliere la carta, in quell’attimo lui esce, mi si mette davanti e mi dice ‘Devi portare rispetto, stai attento’ e così gli ho detto ‘Andre, ma stai scherzando, cosa stai dicendo?’. Ad un certo punto mi è venuto faccia a faccia e così ho pensato che mi volesse colpire. Avevo gli occhiali con la lente oscurata, li ho tolti perché ho pensato mi stesse confondendo con qualcun altro. Allora si è tolto gli occhiali anche lui e mi ha detto: ‘Cosa vuoi fare? Vuoi fare a botte?’ e mi è venuto contro e, ancora oggi, non ho capito il perché. Io quando parlavo con lui ero assolutamente calmo. Non mi ricordo tutto quello che gli ho detto. Ero in uno stato di ansia, mi sentivo imprigionato. E’ stata una reazione a un suo comportamento che era minaccioso, non è stata una cosa che volevo fare. Non stavo litigando, non c’era cattiveria, non volevo fargli del male. Cercavo di farlo ragionare. A me dispiace perché è finita in un modo disastroso. Sono stato male, non ho mangiato per una settimana, non riuscivo a dormire. Fisicamente posso esserci per loro ma economicamente attualmente non ho un lavoro, sono a casa, sono disoccupato. Se ho la possibilità certo che ci sarò“.

Ora Andrea è ancora in ospedale, in un coma vigile“Non si sa quando e come ne uscirà fuori” – svela la moglie – “E’ paralizzato dalla parte sinistra. Gli hanno dovuto togliere la calotta e asportargli un pezzo di cervello. Il sangue si era coagulato e aveva fatto un macello. Non mi interessa se è dispiaciuto, stiamo morendo tutti i giorni della vita. Tu l’hai fatto, devi pagare”.



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