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SAN MARTINO IN PENSILIS. Nella serata di sabato scorso, nella meravigliosa piazza Domenico D’Adderio, affrescata da magnifici murales, uno splendido salotto che fa da cornice all’evento inserito nel programma comunale degli eventi estivi. Il sito posto ai piedi della chiesa di San Pietro Apostolo, dove dal 1728 sono custodite le reliquie del Santo Patrono San Leo.
La piazza, il belvedere, la location tutta domina su una lussureggiante vallata, a sottolineare il legale quasi sacro che la comunità sammartinese ha con la propria terra, un legame atavico che ci riporta indietro nel tempo, e ci riporta al Sanniti popolo di pastori, agricoltori e guerrieri.
Uno scenario evocatore che gli organizzatori, L’Amministrazione Comunale di San Martino in Pensilis e l’Associazione Cantieri Creativi, hanno sapientemente scelto per la presentazione del libro “La Tavola Osca di Capracotta/Agnone e la celebrazione dei cereali”, della prof Paola Di Giannantonio edito da Cantieri Creativi, febbraio 2024.
Questo evento culturale è stato inserito nel calendario delle manifestazioni estive sammartinesi. La presentazione del libro inizia con il saluto istituzione del sindaco Giovanni Di Matteo che si dichiara ben lieto di ospitare la presentazione di questo libro che è legato alle tradizioni e alla sacralità della terra e dove la comunità sammartinese devota a San Leo ci si ritrova quale comunità legata alle tradizioni, alle feste religiose, alla devozione degli altari di San Giuseppe dove i cereali sono presenti in modo significativo e adornano gli altari.
A seguire i saluti e i ringraziamenti all’autrice da parte del Vice Sindaco Tiziana D’Adderio e dell’assessore alla Cultura Mara Montanaro.
La coordinatrice, Antonietta Aida Caruso, dell’Associazione Cantieri Creativi, ha tracciato una breve presentazione dell’autrice Paolo Di Giannantonio, già docente di Lingua e Letteratura inglese e tedesca nel Liceo scientifico Galilei di Pescara e nell’istituto Boccardi di Termoli, esperta in lingue classiche e in mitologia pre-ellenica ed ellenica. Ha dedicato buona parte della sua attività di ricerca alla riscoperta all’interpretazione di simboli e archetipi della civiltà sannita presenti ancora oggi nell’immaginario e nella cultura popolare delle popolazioni abruzzesi e molisane. La sua indagine comprende lo studio dei dialetti, delle usanze e degli antichi rituali inglobati nelle feste religiose cristiane
L’autrice nel suo volume analizza i contenuti della tavola osca, attraverso una ricerca condotta per oltre trent’anni con approccio multidisciplinare: dalla filologia all’archeologia pluridisciplinare: dalla filologia all’archeologia, dalla psicoanalisi all’antropologia, dalla mitologia, dalla psicoanalisi all’antropologia, dalla mitologia comparata alla linguistica, dalla preistoria al paleo-clima.
La tavola osca risalente al III secolo a. c., in lingua osca, rinvenuta nel 1848 a Capracotta (Molise), appartenente al popolo italico dei Sanniti e conservata al British Museum di Londra, è una lastra di bronzo delle dimensioni di 28 cm x 16,5 cm, dello spessore di circa 4,00 mm, munita di maniglia e fori, essa è presente su ambedue le facce, 25 righe sulla principale e 23 sulla posteriore.
La tavola è stato oggetto di studio da Theodor Mommsen e altri autorevoli studiosi, ma secondo Paola Di Giannantonio che alla Tavola Osca e al culto dei cereali e alle tradizioni popolari ha dedicato ben tre decenni di studio, è un reperto dove in lingua osca sono incise scritte legate alla terra e alla sua prorompente forza riproduttrice.
Nel corso della presentazione è intervenuta la prof.ssa Luisangela Quici, già allieva della Prof.ssa Di Giannantonio, che trova nell’opera un forte elemento identitario che ancora oggi è presente nella comunità sammartinese, discendente degli antichi sanniti, in particolare il forte legame con la terra e ai suoi prodotti semplici come i cereali, presenti tutt’oggi negli altari di San Giuseppe, tutto ciò è alla base di un legame forte, che unisce un popolo, le sue tradizioni ed il suo territorio in un legame identitario, viscerale, molto forte (vedi la Carrese).
Il culto e la tradizione degli altari che ha descritto Paolo Di Giannantonio, esistente presso i popoli italici, sono ancora vivi e per alcuni aspetti, è stata inglobata nelle feste religiose, mentre alcuni segni antropologici si tramandano ancora tutt’ora, anche se in qualche misura un po’ caotica, attraverso la tradizione popolare.
Il libro, ricco di documentazione e fotografie, apre sicuramente una profonda riflessione sulla continuazione dei diversi culti sanniti che sono ancora presenti nelle nostre comunità anche se con diverse trasformazioni.
La traduzione di Paolo Di Giannantonio della tavola osca ci parla di diversi altari che sono collocati nell’orto cerealicolo come l’altare del cibo, l’altare all’acqua, l’altare al frutto del grano (del pane), ecc., tutti elementi che riportano la parola in lingua osca “Kerres” che significa cereale che è ancora presente in diverse feste religiose e della tradizione in Molise.
I cereali costituiscono ancora oggi, nel culto religioso delle varie feste, l’elemento principe degli altari e delle tavole della “devozione di San Giuseppe” allestite con tredici pietanze, ed è riscontrabile in diversi comuni del basso Molise, territorio dei Sanniti Frentani, e dell’Abruzzo, territorio dei Sanniti Peligni e Marrucini,
In Molise, i cereali sono presenti non solo alla base della nostra principale coltivazione e alimentazione ma con essi si continua il culto dei festeggiamenti attraverso: la Festa del grano di Jelsi, la Processione dei covoni a Pescolanciano, la processione delle donne con gigli e pane a Gildone, gli altari di San Giuseppe con legumi, cereali lessi e panino a forma di chicco di grano a Termoli, il rituale delle pignate, adorate per la cottura dei cereali e legumi nella festa di San Giuseppe a San Martino in Pensilis e Casacalenda, la tavola di San Giuseppe a Casacalenda.
L’autrice ci regala attraverso la lettura del suo libro un caleidoscopio di notizie legate alle nostre tradizioni e ci offre un importante spunto di riflessione sulla Tavola Osca che resta un reperto archeologico ancora affascinante, di notevole interesse e probabilmente avvolto ancora da tanti misteri tutti da scoprire.
Giuseppe Alabastro
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www.termolionline.it è stato pubblicato il 2024-07-29 12:37:36 da
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