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“Puntava a uno a uno i presenti”. Sono testimonianze di chi è cosciente di essere miracolosamente sopravvissuto a un massacro, in un’assemblea di condominio trasformatasi in una mattanza, quelle
raccolte dai carabinieri tra i consorziati del « Valleverde » , su cui l’11 dicembre scorso ha fatto fuoco il 61enne Claudio Campiti, uccidendo quattro persone e ferendone gravemente altre due.
I verbali, nella mente del killer Campiti. Dolori, paranoie e complotti dal lutto al “pastore” Monti

L’assassino, da oltre dieci anni vittima dei suoi demoni, isolato e sempre più convinto che la causa dei suoi mali fosse il Consorzio di Ascrea, in provincia di Rieti, che gli aveva fatto togliere l’acqua dal magazzino che usava come dimora, ha fatto una strage a Fidene, all’interno del bar « Il posto giusto » , con una pistola appena rubata al poligono di Tor di Quinto che frequentava.
«Non ho visto il momento in cui Campiti è entrato. Posso solo dire che, a un certo punto, ho sentito dei forti rumori e degli strilli » , ha dichiarato la presidente Bruna Marelli, 80 anni, una dei feriti. «Io sono stata colpita sul lato destro, ma sono rimasta pietrificata sulla sedia, anche perché non ho capito bene quello che stava succedendo in quel momento » . Un orrore vissuto terribilmente da vicino anche dalla vice presidente Luciana Ciorbara, seduta accanto alla segretaria Elisabetta Silenzi, 45 anni, una delle vittime: «Eravamo sedute a un banchetto per prendere le firme. Ho visto arrivare Campiti, l’ho visto entrare, ha gridato “vi ammazzo tutti” e ha iniziato a sparare. Mi sono buttata a terra per proteggermi sotto il tavolo e ho invitato la
segretaria Silenzi a fare altrettanto. Lei non l’ha fatto ed è stata colpita » .
A guardare la morte negli occhi è stato anche il segretario della riunione Emilio Brancadoro. « Lui veniva verso di me per spararmi e nel mentre sparava alle altre persone sedute attorno ai tavoli» , ha riferito.
Storie di terrore e anche di coraggio. Quello che ha avuto uno dei feriti, Silvio Paganini, che si è buttato addosso a Campiti atterrandolo. « Mio marito si è avventato contro di lui e in quel momento – ha sottolineato la moglie Antonella Rossi è partito un altro colpo, che feriva mio marito alla guancia sinistra » . «Io e altri
condomini ci siamo gettati contro l’uomo riuscendo a immobilizzarlo e abbiamo allertato i soccorsi » , ha aggiunto Francesco Mari, intervenuto per aiutare Paganini.
Un dramma consumatosi dopo che la pistola è stata rubata da un poligono che già aveva avuto problemi. Tanto che il responsabile dell’armeria Giovanni Maturo, anche lui imputato proprio per la mancata
vigilanza nella struttura di Tor di Quinto, ha rivelato agli investigatori: «Purtroppo già anni fa un socio ha prelevato un’arma e invece di recarsi sulla linea di tiro è uscito del poligono. Ha rubato una pistola con cui ha successivamente consumato una rapina a Firenze».
Oggi il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma, Roberto Saulino, dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio di Campiti. Ventidue le parti civili.
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-10-12 09:58:48 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)

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