Le riflessioni di Vincenzo Punzo su una delle più importanti ricorrenze religiose

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2 novembre
2 novembre

Gli anniversari, le festività, le solennità religiose, le commemorazioni sono importanti nel rispetto di chi ci ha preceduto, come i nostri cari defunti.

La chiesa, fin dai primi tempi, ha coltivato con grande pietà la memoria dei defunti. A partire dal VII secolo la commemorazione liturgica appare all’interno dei monasteri con l’uso di consacrare un giorno intero alla preghiera per i defunti, questa forma si diffonderà ulteriormente nei secoli seguenti. La festività viene infine celebrata per la prima volta nel 998 per disposizione di Odilone, abate di Cluny, che ordina a tutti i monaci del suo ordine di fissare il 2 novembre come giorno solenne per la commemorazione dei defunti e dal XIV secolo la chiesa di Roma inizia anche il rito delle esequie come ultima benedizione del defunto, accompagnandolo a dimora eterna al camposanto (o campo del dormiente o campo della pace).

Nella concezione cristiana però i fedeli defunti non sono decessi per sempre, ma sono in attesa di essere trasformati dalla resurrezione, grazie alla vittoria di Cristo sulla morte. Quando perdiamo una persona cara ci accorgiamo che anche nel dramma della perdita, anche lacerati dal distacco, sale dal cuore la speranza che non tutto possa essere finito, che il bene dato e ricevuto non sia stato inutile. Un istinto potente dentro di noi ci dice che la nostra vita non finisce con la morte e che pregare per i nostri cari è anzitutto un segno di riconoscenza per la testimonianza che hanno lasciato e il bene che hanno fatto ed anche un ringraziamento al Signore per averceli donati, la loro rimarrà una presenza diversa che ritroviamo nella presenza eucaristica.

Quando partecipiamo alla santa messa, siamo in comunione con tutta la chiesa celeste: nella preghiera eucaristica il sacerdote pronuncia tale invocazione: –ricordati Signore dei nostri fratelli e sorelle che si sono addormentati nella speranza della resurrezione e di tutti i defunti che si affidano alla tua clemenza ammettili a godere alla luce del tuo volto-.

Come la chiesa non dimentica i suoi fratelli defunti pregando per loro, così possiamo essere vicini ai nostri cari estinti e creare con questi ultimi una sorta di dialogo, facendo celebrare messe, offrendo elemosine, facendo visita al cimitero.

Vincenzo Punzo

Savona, 27 ottobre 2022

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