Legalità per le attività turistiche e di ristorazione: protocollo a Frosinone


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La prefettura e 12 comuni del territorio, tra cui il capoluogo, partners dell’intesa che rafforza la prevenzione antimafia

Sottoscritto oggi a Frosinone, in prefettura, il protocollo di prevenzione amministrativa antimafia nei settori turistico-alberghiero e della ristorazione, che ha la finalità di potenziare l’efficacia del contrasto ai possibili tentativi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata, e ai fenomeni di riciclaggio, racket e usura ai danni delle imprese e attività del ramo.

Il prefetto Ernesto Liguori ha sottoscritto l’intesa insieme con i sindaci di 12 comuni della provincia, compreso il capoluogo, che – tra gli impegni assunti con l’adesione al protocollo – richiederanno la certificazione antimafia per le attività soggette ad autorizzazione avviate tramite segnalazione certificata di inizio attività (Scia), con attenzione ancora maggiore ai casi di nuove aperture, subingressi e variazioni societarie.

Questo nel quadro di un approccio che privilegia il monitoraggio degli indicatori di rischio, come appunto fenomeni di estorsione o cambiamenti opachi nell’assetto delle attività imprenditoriali, avvalendosi dei risultati investigativi.

Gli stessi indicatori, e il loro andamento, potranno contribuire a orientare l’azione di prevenzione amministrativa antimafia da parte dell’osservatorio provinciale. L’organismo, previsto dal protocollo e composto da istituzioni, ordini professionali, associazioni di categoria e sindacati, avrà il compito di fornire report periodici e formulare indicazioni strategiche d’azione.

Presenti alla firma dell’intesa i vertici provinciali delle Forze di polizia e il direttore del centro operativo di Roma della Direzione investigativa antimafia (Dia).

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