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ANCONA – La scienza moderna incontra la storia e la fede: San Ciriaco, amato patrono della città, ha ora un volto e persino una voce ricostruiti grazie alle più avanzate tecnologie di intelligenza artificiale e radiologia. Un progetto innovativo, durato due anni e fortemente voluto dall’arcivescovo Angelo Spina, ha permesso di “riportare in vita” l’immagine del santo vissuto nel IV secolo d.C., offrendo dettagli inediti sulla sua figura.
L’iniziativa è stata condotta dal dipartimento di radiologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche. Utilizzando TAC di ultima generazione e sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale – simili a quelli impiegati in ambito clinico per analisi predittive sui tumori, capaci di individuare dettagli invisibili all’occhio umano – gli specialisti hanno analizzato minuziosamente le spoglie del santo, riesumate nel 2023 proprio per questo scopo.
Il risultato è sorprendente. La ricostruzione tridimensionale mostra un uomo alto 1,61 metri, di corporatura definita robusta. Le analisi hanno rivelato anche segni di una pregressa frattura al femore, che probabilmente lo costringeva ad aiutarsi con un bastone. Lo studio delle ossa, perfettamente conservate, ha inoltre suggerito che San Ciriaco potesse soffrire di diabete. Un altro tassello fondamentale è arrivato dall’analisi della dentatura, che ha indicato come molto probabile una sua crescita e sviluppo in Palestina, confermando così un elemento chiave della tradizione agiografica.
Non solo il volto: l’intelligenza artificiale è stata impiegata anche per ipotizzare la voce del santo, alla quale è stata data persino una leggera inflessione che richiama quella anconetana, un omaggio alla città di cui è patrono.
L’arcivescovo Angelo Spina, presentando i risultati in Cattedrale, ha sottolineato l’importanza di questa nuova ricognizione scientifica, che segue quella del 1979 ma con strumenti oggi inimmaginabili. “Un’era geologica fa”, considerando il progresso tecnologico. L’obiettivo primario era proprio quello di verificare, attraverso le più moderne metodologie scientifiche, la corrispondenza tra la tradizione storica e religiosa e le evidenze fisiche conservate.
Le conclusioni dello studio sembrano confermare in pieno questa corrispondenza, gettando un ponte affascinante tra devozione secolare e innovazione scientifica. Il progetto non solo soddisfa la curiosità su come potesse apparire il santo patrono, ma dimostra anche le straordinarie potenzialità della tecnologia applicata alla ricerca storica e antropologica.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-05-01 09:21:00 da

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