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Si avvia alle battute finali il processo che vede sul banco degli imputati un uomo accusato di maltrattamenti nei confronti della sua ex moglie. Secondo l’accusa avrebbe anche percosso i suoi figli. Questa circostanze sarebbero proprio state confermate durante l’audizione protetta dei due minori avvenuta nella mattinata del 26 febbraio i quali avrebbero quindi affermato che quanto denunciato dalla loro mamma sarebbe pertanto accaduto.
In aula poi, davanti al collegio di giudici presieduto da Stefano Brusati, ha fornito la propria versione dei fatti l’imputato che ad oggi convive con la nuova compagna incinta e la figlia 14enne di lei. E’ difeso dall’avvocato Carlo Maria Biella, la donna invece è parte civile con l’avvocato Mara Tutone. Nelle scorse udienze si era ripercorsa la vicenda grazie a molti testimoni (tra i quali carabinieri, famigliari, assistenti sociali) mentre la lunga udienza del 26 febbraio è stata dedicata all’ascolto dell’uomo e degli ultimi due testimoni, le sorelle della vittima. «Mai picchiato i miei figli, mai stato violento» ha spiegato l’uomo che ha raccontato tutto il suo matrimonio e il rapporto con i figli che ad oggi non vede salvo sporadici contatti via telefono. «Allora come si spiega quanto detto dai suoi bambini oggi?», gli ha chiesto il giudice ricevendo come risposta un «Non me lo so proprio spiegare».
Poi ha parlato la nuova fidanzata (convivono dal 2020): «Lo hanno fatto diventare un mostro da quando siamo andati a convivere ma lui non ha mai usato violenza né mi ha mai insultata, mai stato aggressivo né con me né con altri. Con mia figlia va tutto benissimo, anzi è lei che lo cerca. Ci conoscevamo dal 2017 ma all’epoca lui era ancora molto frenato dalla presenza molto pesante della ex moglie». Le due sorelle della vittima hanno raccontato di non aver mai assistito alle violenze ma di aver saputo dopo quanto sarebbe accaduto tra le mura domestiche: quindi le percosse ad un figlio perché aveva fatto la pipì a letto ed altri episodi di violenza, come sostenuto dall’accusa e parte civile ma anche di essere rimaste sorprese quando la vittima ha annunciato di volersi separare dal marito («All’inizio lo vedevo premuroso, attento. Ci frequentavamo molto», ha raccontato una delle sorelle). «Per anni l’ho vista sconvolta – ha detto l’altra -, adesso sta un po’ meglio».
Marito e moglie si erano lasciati per poi cercare di ricomporre il matrimonio senza però riuscirci. Problemi economici, gelosie, nuove relazioni, rancori, cambi di casa e strascichi vari hanno fatto il resto fino alla separazione ufficiale. La donna – che ha testimoniato nel corso di precedenti udienze – aveva detto che la famiglia era seguita dai servizi sociali, e raccontato di scenate, di ricatti anche sessuali e minacce di farsi del male se lei lo avesse lasciato (in un caso l’uomo si era anche ferito volontariamente con un coltello), urla, insulti, spintoni, schiaffi davanti ai bambini che piangevano disperati e che non volevano stare con il padre. «Nel 2017 aveva provato a strozzarmi dicendomi ti ammazzo, tu sei la causa di tutto questo», aveva detto. Nel corso degli anni svariati gli interventi dei carabinieri e l’attivazione del Codice Rosso come la legge prevede. Il processo è stato quindi aggiornato per la discussione.
www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2024-02-26 19:10:30 da
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