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27/02/2025
– L’inchiesta Darknet, che ha scoperchiato una rete criminale legata alla camorra, ha raggiunto un nuovo sviluppo con il rinvio a giudizio di 49 persone, tra cui figure legate ai clan Sarno e Casalesi. Il processo, che si terrà a Rimini a partire dall’11 giugno, coinvolge anche la provincia di Pesaro-Urbino, tra le aree dove l’organizzazione aveva esteso le proprie attività illecite.
L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), ha messo in luce un sistema di riciclaggio e reimpiego di capitali illeciti per oltre 71 milioni di euro, attraverso un complesso intreccio di affari illeciti, intestazioni fittizie di beni e operazioni fraudolente. L’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico locale ha coinvolto diverse province italiane, tra cui Avellino, Napoli, Salerno, Potenza, Matera, Pesaro-Urbino, Forlì-Cesena, Parma, Torino e Milano.
Le indagini hanno avuto origine nel 2017 a Cattolica, con la scoperta di una rete criminale in espansione che aveva iniziato la propria attività attraverso l’apertura di una pizzeria. Da questa base, il gruppo ha progressivamente esteso la propria influenza su vari settori economici e imprenditoriali, fino a diventare un vero e proprio network per il riciclaggio di denaro e la turbativa d’asta.
Secondo gli investigatori, le attività illecite si sono rapidamente estese a Pesaro-Urbino, dove sono state individuate operazioni finanziarie sospette e collegamenti con imprese utilizzate per nascondere il flusso di denaro proveniente da attività criminali.
Gli imputati dovranno rispondere di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, intestazione fittizia di beni, turbativa d’asta, corruzione ed emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti. La Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna ha seguito il caso in coordinamento con le autorità locali, portando alla luce una rete ben strutturata, capace di infiltrarsi nei settori commerciali e imprenditoriali con tecniche sofisticate per occultare le origini illecite dei fondi.
L’attenzione ora è rivolta al processo, che sarà un banco di prova per comprendere la reale portata dell’infiltrazione criminale nel territorio e per definire le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti.
www.viverepesaro.it è stato pubblicato il 2025-02-27 09:52:01 da

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