[ad_1]
Sul Polo Nord di Mercurio, nel passaggio dal buio alla luce, con parte dei crateri sempre in ombra, anche quando la superficie del pianeta viene illuminata. E le vaste pianure create dalla lava, oltre tre miliardi di anni fa. Sono le tre immagini principali inviate dalla missione BepiColombo, che due giorni fa ha effettuato il sesto sorvolo di Mercurio, a 295 chilometri dalla superficie. L’ultimo di nove flyby in tutto – uno sulla Terra, due su Venere, gli altri, da cui erano già arrivate immagini, su Mercurio – necessario per entrare in orbita attorno al pianeta entro il 2026. Nella fase successiva della missione, il modulo spaziale si separerà dai due orbiter, uno dell’Agenzia spaziale europea, il Mercury Planetary Orbiter, e uno dell’Agenzia spaziale giapponese, il Mercury Magnetospheric Orbiter, destinati alle loro orbite polari.
Lanciata nel 2018, BepiColombo è una missione internazionale, europea e giapponese, e ha come obiettivo l’esplorazione di Mercurio, dalla formazione e l’evoluzione, alla composizione, alla magnetosfera. Un piccolo pianeta ancora misterioso, il più vicino al Sole, eppure con alcune delle zone più fredde del sistema solare, nelle parti in ombra dei suoi crateri. Sorvolando il confine tra notte e giorno, in queste ultime immagini spiegate dall’Esa, BepiColombo ha immortalato parte della superficie di Mercurio, i crateri da impatto, compreso il più grande, oltre 1500 chilometri, quelli riempiti anticamente dalla lava, le pianure vulcaniche, le parti che appaiono più chiare e luminose, ritenute più recenti, di un pianeta scuro.
www.rainews.it è stato pubblicato il da
0 Comments