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Tensioni geopolitiche,
inquinamento, mutamenti climatici. Sono i diversi fronti sui
quali va difeso il mare secondo il ministro per le Politiche del
mare e la Protezione civile Nello Musumeci che oggi è
intervenuto in collegamento al convegno sull’Economia del mare
organizzato a Genova dal Sole24Ore. “Il Mediterraneo è un mare
malato e se la patologia dovesse persistere e aggravarsi sarebbe
un problema, almeno per alcune filiere delle economie blu: ad
esempio la pesca, ma penso anche alla biologia, l’equilibrio
biologico, e il turismo. Ci sono milioni di tonnellate di
plastica nei fondali del Mediterraneo e chilometri di reti
abbandonate che bisognerebbe recuperare. Poi i fiumi che si
riversano in mare, pressoché avvelenati, sui quali forse
bisognerebbe accentuare alcuni controlli già a monte e ancora,
gli sversamenti di carburante delle navi, soprattutto di quelle
flotte che non si sono adeguate ai criteri introdotti
dall’Unione Europea” ha detto Musumeci. “Poi c’è il clima – ha
aggiunto – Il surriscaldamento: il Mediterraneo diventa sempre
più caldo, il che introduce specie aliene di pesci che
compromettono l’equilibrio della nostra fauna ittica. E c’è il
contesto geopolitico, sul quale vigila la Marina Militare.
Quindi dobbiamo difendere il Mediterraneo da almeno tre insidien
e l?unione europea per questo diventa l’interlocutore
principale”
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