


Ci sono serate che finiscono quando si spengono le luci e ce ne sono altre che continuano a vivere, perché lasciano qualcosa dentro. La serata organizzata al Bertolini’s Hall da “Autismo in Movimento” appartiene a questa seconda categoria: non un semplice evento, non una cena di beneficenza, ma un atto concreto di amore civile, di responsabilità e di speranza.
Nella suggestiva cornice del Bertolini’s Hall, Napoli ha mostrato il suo volto più bello,
quello che sa fermarsi, ascoltare, partecipare, quello che sa stringersi attorno a una causa senza trasformarla in spettacolo, ma facendone un impegno condiviso. La sala era gremita di persone, addetti ai lavori, di famiglie, volontari, professionisti, amici, ma soprattutto piena di una parola che troppo spesso viene pronunciata e troppo raramente vissuta davvero: inclusione.
Per una sera, l’autismo non è stato raccontato come un limite, un’etichetta o una distanza, è stato raccontato per ciò che è: una realtà che chiede attenzione, rispetto, strumenti, vicinanza. E soprattutto che merita di essere guardata non con pietà, ma con dignità.
Il momento più intenso è arrivato con la consegna simbolica dell’assegno destinato all’associazione, un’immagine semplice, ma potentissima. Dietro quell’assegno non c’era soltanto una raccolta fondi, c’erano ore donate, mani tese, sacrifici, sorrisi, presenze; c’era la volontà di dire a tante famiglie una frase troppo spesso dimenticata: non siete sole. Dietro questo lavoro quotidiano c’è l’impegno instancabile della presidente Annalisa Vetrano, anima e punto di riferimento di “Autismo in Movimento”. Con discrezione, forza e una rara capacità di trasformare la fragilità in energia, da anni porta avanti un lavoro concreto accanto ai ragazzi e alle loro famiglie, non cerca riflettori, li accende sugli altri. È anche grazie alla sua tenacia se “Autismo in Movimento” è diventata, nel tempo, molto più di un’associazione: una casa, un luogo di ascolto, un presidio umano in cui nessuno si sente invisibile. La serata del Bertolini’s Hall porta anche la sua firma; la firma di una donna che ha scelto di non fermarsi alla sensibilità, ma di trasformarla in azione.
In un’epoca in cui troppo spesso tutto viene misurato in numeri, visibilità e apparenza, “Autismo in Movimento” ricorda una verità semplice e scomoda: le persone non sono statistiche, sono storie, paure, sogni, fatiche e ogni famiglia che affronta il percorso dell’autismo ha diritto non soltanto a servizi e sostegno, ma anche a sentirsi parte di una comunità.
Napoli, in questa occasione, ha risposto presente, senza retorica, senza passerelle, con quel calore autentico che appartiene alle città che sanno ancora emozionarsi davanti al bene. Perché la solidarietà vera non è quella che si fotografa, è quella che resta, il giorno dopo,è quella che costruisce progetti, tende la mano, crea futuro e il futuro, venerdì sera, aveva il volto di chi crede che nessuno debba sentirsi escluso, aveva il volto di tanti ragazzi, di tante famiglie, di tanti volontari; ma aveva anche un nome preciso: “Autismo in Movimento”. E una donna che, con ostinata dolcezza, continua ogni giorno a trasformare l’inclusione da parola a realtà: Annalisa Vetrano.

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