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CROTONE – C’è il rischio che lo Stato italiano debba pagare se stesso. E’ il paradosso che si delinea dopo la decisione del governo italiano di costituirsi parte civile nel processo contro i presunti scafisti del caicco naufragato il 26 febbraio a Steccato di Cutro. La decisione di Palazzo Chigi comunicata alla vigilia della terza udienza del processo, prevista per mercoledì 29 novembre, non fa altro che alimentare la polemica nata dalla istanza presentata dalla Consap, attraverso l’avvocato senatrice Giulia Bongiorno, di essere estromessa dal processo come responsabile civico. Consap, ente partecipato interamente dal Ministero dell’economia presso cui è istituito il Fondo garanzia vittime della strada e del mare, era stata citata nel giudizio dopo l’istanza presentata, nel corso della prima udienza, dall’avvocato Barbara Ventura, legale di parte civile per conto di alcuni superstiti del naufragio. Una istanza motivata dal fatto che in nessun modo superstiti e parenti delle vittime avrebbero avuto un risarcimento considerate le condizioni economiche degli imputati.
La richiesta di estromissione di Consap, stilata dallo studio legale della senatrice leghista Giulia Bongiorno, aveva suscitato indignazione in quanto era sembrato ai più che un organismo dello Stato non volesse dimostrarsi solidale con i morti di un naufragio in cui sono morte 94 persone di cui 35 bambini e con un numero imprecisato di dispersi. Il vicepremier Tajani aveva spiegato che erano solo schermaglie processuali e che “deciderà l’avvocatura di Stato”, mentre il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, proprio a Crotone lo scorso 17 novembre aveva invece assicurato che “lo Stato non si gira assolutamente dall’altra parte farà tutto quello che gli compete per indennizzare i morti di questa drammatica tragica sciagura accaduta a febbraio”. Insomma, nel governo sulla vicenda ognuno andava per conto suo. Anche la stessa senatrice Bongiorno aveva spiegato che il suo “suo incarico era estremamente circoscritto e si è già concluso”. Tuttavia non c’era stata alcuna retromarcia da parte della Consap nel chiedere l’estromissione dal processo. Ora arriva la nuova decisione da parte di Palazzo Chigi e del Ministero dell’Interno di dichiararsi parte civile. Il rischio è che se il collegio penale del Tribunale di Crotone, nell’udienza di domani, rigetterà la richiesta di estromissione di Consap dal processo, lo Stato attraverso il fondo di garanzia vittime della strada e del mare dovrà pagare il Governo in caso di condanna degli scafisti.
“Apprezzo le intenzioni del Governo, considerata l’estrema gravità dei fatti. Come si suol dire meglio tardi che mai” dice l’avvocato Barbara Ventura che aggiunge: “In realtà, è una decisione tutto sommato prevedibile soprattutto alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal vice Presidente Tajani, il quale in una intervista ha affermato che le valutazioni sarebbero state demandate all’avvocatura dello Stato. La questione centrale, però, resta quella del ruolo della Consap nel giudizio: in mancanza di un dietrofront formale dell’ente, la decisione se il fondo di garanzia per i morti della strada e del mare se debba risarcire è rimessa tutta nelle mani del Tribunale”.
L’avvocato Francesco Verri, che con un pool legale si occupa di un gruppo di superstiti, sottolinea: “La costituzione di parte civile del governo sorprende perché piuttosto tardiva visto che siamo già alla terza udienza. Poi perché dal governo ci saremmo aspettati che ritirasse la richiesta di uscire dal processo presentata da Consap. Invece il governo, costituendosi parte civile, chiede denaro ai presunti scafisti che però non ne hanno né per i familiari delle vittime e né per lo Stato. Quindi questa costituzione sembra più un atto liturgico, simbolico che non un fatto concreto. Un fatto concreto sarebbe stato rimanere volontariamente nel processo e non cercare di uscirne. Invece a questo punto la decisione è rimessa al Tribunale di Crotone. Pero è chiaro che al momento lo Stato non ha fatto marcia indietro nonostante il ministro dell’interno proprio a Crotone qualche giorno fa abbia dichiarato che il governo avrebbe fatto la sua parte. Per ora questo non è successo. E’ vero, lo Stato si è costituito parte civile ma è un fatto completamente eccentrico rispetto al tema. Il tema è: il fondo risarcirà le famiglie delle vittime oppure no? Il verdetto a questo punto è tutto nelle mani del tribunale”.
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www.ilcrotonese.it è stato pubblicato il 2023-11-28 17:02:00 da
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