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CROTONE – Lo Stato italiano non è disposto a risarcire i morti del naufragio di Cutro. Diventa una questione politica il processo agli scafisti del Summer Love, il caicco che il 26 febbraio scorso è naufragato a poche centinaia di metri dalla spiaggia di Steccato di Cutro causando la morte di 94 persone. A giudizio con il rito ordinario ci sono un cittadino turco – Sami Fuat, di 50 anni – e due pakistani: Khalid Arslan, di 25 anni, e Ishaq Hassnan, di 22 anni. Sono accusati di naufragio colposo, favoreggiamento all’immigrazione clandestina e morte in conseguenza del favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Il quarto presunto scafista, Ufuk Gun, turco di 28 anni ha scelto il giudizio con rito abbreviato e sarà giudicato, per gli stessi capi di imputazione, il 29 novembre dal gup del Tribunale di Crotone, Elisa Marchetto.
La seconda udienza del processo, svolta al Tribunale di Crotone il 15 novembre, ha fatto registrare la costituzione in giudizio, come responsabile civile, del Fondo garanzia vittime della strada che è rappresentato dall’avvocato Giulia Bongiorno, che però ha chiesto l’esclusione dal processo. Il Fondo garanzia vittime della strada, citato in giudizio nella precedente udienza come responsabile civile dall’avvocato Barbara Ventura in rappresentanza di alcuni sopravvissuti al naufragio, è istituito presso la Consap ed ha come scopo quello di coprire i risarcimenti alle vittime anche per incidenti nautici per imbarcazioni che hanno obbligo assicurazione. Il collegio penale del Tribunale di Crotone aveva accolto la richiesta.
In apertura dell’udienza il Fondo – rappresentato in aula dall’avvocato Francesco Colotti dello Studio Bongiorno – si è regolarmente costituito ma si è opposto alla citazione sostenendo che il natante naufragato non era stato utilizzato per diporto e né adibito a trasporto pubblico e per questo motivo non può essere assoggettato al codice delle assicurazioni che regola anche l’intervento del fondo garanzia per i morti della strada. E’ evidente che la richiesta, avanzata attraverso lo studio legale di un senatore della Lega, punta a far uscire dal processo lo Stato Italiano e soprattutto evitare che venga coinvolto il ministero delle infrastrutture in considerazione del fatto che accanto a questo processo c’è una indagine parallela della Procura di Crotone per accertare eventuali responsabilità nei mancati soccorsi che potrebbero chiamare in causa anche le Capitanerie di porto che sono di competenza del dicastero guidato da Matteo Salvini.
Alla richiesta di esclusione del Fondo di garanzia si sono opposti gli avvocati di parte civile. Per tutti in aula ha parlato l’avvocato Francesco Verri ribadendo: “Credo che lo Stato dovrebbe assumere una posizione diametralmente opposta, dovrebbe costituirsi ed assumersi le sue responsabilità perché quel natante, non assicurato, ha potuto liberamente navigare nelle nostre acque finché non è naufragato su quella secca. Perché lo Stato non ha controllato e non ha svolto alcuna operazione di polizia o soccorso che potesse impedire al natante di navigare nelle nostre acque. Lo Stato doveva fare rispettare la legge, cosa che non ha fatto. Lo Stato però ha obblighi solidaristici e quindi ha precisi doveri. Per questo ha istituito il fondo di garanzia per i morti di incidenti stradali o nautici. Il fatto che l’imbarcazione fosse destinata al traffico di esseri umani non preclude l’intervento del fondo: la normativa che concede il fondo non si applica solo al fatto colposo ma anche al fatto colposo che deriva da una condotta dolosa”.
L’avvocato Barbara Ventura che aveva presentato la richiesta di citare nel giudizio anche il fondo garanzia vittime della strada, a margine dell’udienza ha sottolineato: “Non ci si può soffermare ad una interpretazione letterale delle norma. Non ci sono precedenti. Riteniamo che ci siano tutti i presupposti affinché il fondo di garanzia e la compagnia designata possano essere parte di questo giudizio perché lo Stato poteva intervenire e non lo ha fatto. C’è copiosa giurisprudenza che ci dice che il fondo interviene anche in ipotesi di incidenti dolosi per cui non comprendiamo questa richiesta di esclusione dal procedimento”.
Il collegio penale del Tribunale di Crotone ha rinviato il processo al prossimo 29 novembre quando scioglierà la riserva sulla richiesta di estromissione del fondo come responsabile civile.
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www.ilcrotonese.it è stato pubblicato il 2023-11-15 12:36:00 da
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