Nell’emergenza terremoto nessuna divisione in nome di un partito: m…

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ASCOLI – A parlare sono gli esponenti locali del Partito Democratico, l’onorevole Curti, la consigliera regionale Casini ed il segretario provinciale Ameli, che hanno fatto il quadro della situazione sugli effetti di provvedimenti governativi e regionali, in fatto di Superbonus, Zes, stabilizzazione del personale Usr e nuova legge urbanistica regionale

Augusto Curti, Francesco Ameli e Anna Casini

 

di Maria  Nerina Galiè

 

«Nel 2016, quando ci fu il terremoto, ero sindaco di Force nel 2016 e Anna Casini vice presidente della Regione Marche. Alla luce di quell’esperienza, e del difficile periodo successivo, possiamo testimoniare che non c’è stata divisione nell’emergenza, in nome di un colore o un partito.

Invece adesso, sull’argomento, la Regione è assente ed il Governo Meloni rema contro tutto quello che è stato fatto per ricostruire le case e, cosa di fondamentale importanza, il tessuto socio economico delle aree colpite».

Con queste parole l’onorevole del Piceno Augusto Curti, oggi 2 febbraio, ha concluso la disamina – targata Partito Democratico – della situazione attuale sul fronte della ricostruzione, affiancato dalla Casini, ora consigliera regionale, e dal segretario provinciale del partito Francesco Ameli.

 

Corale “l’appello” – depurato dai toni imposti dal “politichese” – ai politici locali, di altro schieramento: «Chi più chi meno di loro, conosce il territorio e quello che occorre per sanare le ferite. Che indichino la strada giusta, proprio quando è diversa da quella intrapresa dal Governo centrale».

A far traboccare il vaso, dopo la bocciatura degli emendamenti promossi da Curti in tema di proroga del Superbonus, è stata l’approvazione della legge urbanistica regionale «che ha complicato la ricostruzione – è intervenuta Anna Casiniannullando il piano casa.

In soldoni: il piano casa, prevedendo ampliamenti di poco conto e valore, tollerava i piccolo abusi edilizi, mandando avanti la pratica di ristrutturazione post sisma.

Oggi tutto questo non è più possibile. Anzi, la procedura si è fatta tortuosa e lunga, mettendo in difficoltà, oltretutto, Comuni e tecnici, in balia dell’interpretazione normativa, per cui stanno inviando numerose richieste di chiarimenti».

«Al netto dei tanti proclami sul tema ricostruzione –  la premessa di Ameli –  i fatti sono diversi. Acquaroli e Meloni si vantano per cose che non hanno promosso loro, come Pnrr e incentivi per la rinascita delle aziende.
Ma in realtà disfano e fermano la ricostruzione, tradendo le istanze di imprese e cittadini».

«Non voglio partire dal 2016 – ha detto l’onorevole Curti – ma è stato un evento enorme e la ricostruzione ha subìto un primo momento di comprensibile difficoltà.

Bisogna riconoscere che tutti i governi prima di Meloni, non hanno fatto mancare risorse a terremotati.
Si c’era la burocrazia, snellita con l’ordinanza 100 del Commissario Legnini.

Invece, da un anno a questa parte, non è stata elargita nessuna nuova risorsa. Anzi il Governo ha cercato in maniera quasi scientifica di svuotare il contenitore di risorse e norme che si era creato per affiancare la ricostruzione.

Abbiamo sempre sostenuto la necessità di ricostruire, sì, il patrimonio, ma anche di incentivare la rinascita del tessuto socio economico, con provvedimenti avviati e che ora stiamo perdendo, mentre dovrebbero essere incrementati.

Senza la proroga del superbonus, dal 2025 al 2029, molti terremotati resteranno tagliati fuori dal finanziamento, dovranno fare riparazioni in accollo e molti saranno costretti a bloccare il cantiere».

«E saranno proprio quelli le cui abitazioni hanno subito i danni maggiori – Casini ha  preso la parola – perché essendo nelle zone rosse hanno dovuto ritardare la presentazione dei progetti. Coloro che hanno avuto la casa rasa al suolo, saranno gli ultimi a rientrare a casa ed avranno meno aiuto di altri».

 

Ed ancora sulla zona franca di cui territorio ha beneficato dal 2017. Curti: «Il mio emendamento per prorogare questa misura nella Milleproroghe andrà commissione finanza la prossima settimana, auspico che la destra di governo, ma anche quella regionale, non girino nuovamente le spalle».

 

Le stabilizzazioni del personale degli Usr, «le ultime risalgono a Legnini – ha continuato l’onorevole – e non si sa che fine faranno le risorse messe a disposizione nel 2023.

Nella legge bilancio 2024 non sono proprio previste.

Non parliamo di provvedimenti nuovi, ma che c’erano e che questo governo ha deciso di non rifinanziare».

 

La Zona economico speciale. Ancora Curti: «Come Pd, regionale e nazionale, abbiamo fatto una grande battaglia, fino a che questo governo ha deciso per una riorganizzazione, nella quale le Marche sono rimaste fuori, pur avendo titolo per essere all’interno perché zona di transizione. Anche lì c’è stato un mio emendamento, anche lì bocciato.

Noi non ci siamo fermati e, con una mozione approvata da molti Comuni marchigiani, continueremo la battaglia.

Il rischio, altrimenti, è che le risorse investite nel cratere delle Marche siano vanificate».

Hanno concluso Curti e Casini: «Come? Un esempio per tutti. Nel vicino Abruzzo, grazie alla Zes, si potrà mettere sul mercato un prodotto con un costo di partenza del 30% inferiore rispetto allo stesso realizzato nelle Marche che, quindi, avrebbe difficoltà a posizionarsi sul mercato.

 La Zes “Valle del Tronto-Val Vibrata” era stata proposta perché senza un’osmosi tra le due regioni,  una delle due  restava danneggiata.

».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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www.cronachepicene.it è stato pubblicato il 2024-02-02 21:46:58 da Maria Nerina Galiè

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