Operaio precipitato nel cantiere: chiesto il processo per i 6 indagati  – Teramo

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TERAMO. Nei giorni infiniti dell’ennesima strage sul lavoro con altri morti a scrivere la cronaca quotidiana, la Procura teramana stringe i tempi e chiede il processo per i sei indagati accusati di omicidio colposo per la morte del giovane che esattamente un anno fa precipitò da un ponteggio nella chiesa di Sant’Agostino, nel centro di Teramo, dove erano in corso interventi post-sisma. Perché tra le stragi che non si fermano e le nuove misure di sicurezza all’esame del Governo, tocca alle inchieste dover dare le prime risposte, almeno giudiziarie. Pur con i tempi lunghi imposti dagli accertamenti tecnici. Come è avvenuto in questo caso e come succede in tutti quegli infortuni in cui la dinamica va ricostruita nei minimi particolari.
In questo caso c’è voluta una super perizia, disposta con la formula dell’incidente probatorio e quindi aperta ai consulenti di tutte le parti coinvolte, a stabilire che quel ponteggio non era previsto e che l’ancoraggio non era sicuro. L’accertamento tecnico ha circoscritto il perimetro dell’infortunio in cui il 12 aprile dell’anno scorso perse la vita il 24enne senegalese Ibrahima Dramè, giovane padre arrivato in Italia con il sogno di una vita diversa e diventato una delle vittime di una strage infinita. Dopo la riconsegna della super perizia, il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni, uno dei magistrati in prima linea nel pool che si occupa degli infortuni sul lavoro, ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini e di recente la richiesta di rinvio a giudizio. Il numero degli indagati resta quello iniziale, cioè sei, anche se per due di coloro indagati inizialmente c’è una richiesta di archiviazione e al loro posto sono stati iscritti altri due nomi: si tratta, in questo caso, degli operai che hanno allestito il ponteggio che, sempre secondo la super perizia, non era previsto nella progettazione. Gli altri sono l’amministratore unico dell’impresa esecutrice dei lavori e figure tecniche del cantiere. Le normative vigenti non prevedono che della sicurezza nel cantiere risponda il committente che, per quanto riguarda la chiesa di Sant’Agostino, è la Curia. La Procura contesta ai sei i reati di omicidio colposo e lesioni gravi: nell’incidente, infatti, rimase ferito un altro operaio dello stesso cantiere. Ora la parola passa al giudice per le udienze preliminari che dovrà decidere se mandare tutti a processo o disporre il non luogo a procedere.
Al momento dell’infortunio il giovane operaio e il suo collega erano sull’impalcatura che, sempre secondo i risultati della super perizia, avrebbe ceduto facendo precipitare il giovane operaio, trovato senza imbracatura, da un’altezza di dieci metri.
Ibrahima Dramè era arrivato in Italia sette anni prima su uno dei tanti barconi della speranza dopo aver attraversato un deserto a piedi. Aveva fatto di tutto e da qualche tempo aveva trovato lavoro come muratore. Era in attesa di far arrivare in Italia la mogli e i due figli piccoli con il ricongiungimento familiare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA



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www.ilcentro.it è stato pubblicato il 2024-04-14 03:32:00 da

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