Partenariato pubblico/privato per l’ospedale di Albenga, il sindaco: “Valorizziamolo subito con le professionalità del pubblico”

Partenariato pubblico/privato per l’ospedale di Albenga, il sindaco: “Valorizziamolo subito con le professionalità del pubblico”


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Albenga. Arriverà entro fine mese la valutazione, da parte di Regione Liguria, del progetto di partenariato pubblico/privato riguardo l’ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga.

Martedì scorso il consiglio regionale aveva discusso un’interrogazione in cui il consigliere regionale Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno) ha chiesto alla giunta se sia vero che, secondo quanto riportato, già a gennaio 2025 potrebbe prendere avvio ufficialmente il progetto di partenariato pubblico-privato per l’ospedale di Albenga, e le intenzioni sulla futura gestione futura dell’ospedale.

L’assessore alla sanità Angelo Gratarola ha evidenziato, nella sua risposta, che l’iter si concluderà a fine mese e che attualmente Alisa sta analizzando la proposta, anche per gli aspetti economico-finanziari. Gratarola ha poi aggiunto che, in caso di dichiarazione di fattibilità, i compiti di stazione appaltante saranno assunti dalla Regione.

A questo proposito, il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis afferma: “Come ho più volte ribadito, anche a nome del comitato spontaneo #senzaprontosoccorsosimuore, con il quale stiamo conducendo la battaglia a tutela del Santa Maria di Misericordia, l’ospedale di Albenga, uno dei più nuovi e tecnologicamente all’avanguardia del territorio, andrebbe valorizzato e messo al servizio della sanità pubblica nella quale ci sono grandi risorse umane e altissime professionalità”.

“Come sottolineato dalle parole dell’assessore regionale alla sanità Gratarola, nell’ospedale di Albenga attualmente vi sono reparti funzionanti. Vi è un punto di primo intervento altamente funzionante, che chiediamo con forza possa essere aperto 24 ore anche in vista dell’imminente stagione primaverile/estiva, che vedrà come ogni anno un considerevole aumento delle presenze su tutto il territorio. Vi sono sale operatorie e reparti che funzionano e che potrebbero e dovrebbero essere valorizzati e potenziati fin da subito, così come gli ambulatori medici e la diagnostica”.

“Bisogna dare la possibilità ai medici del servizio pubblico di poter lavorare mettendo loro a disposizione una struttura nuova e sottoutilizzata come è il nostro nosocomio. Non possiamo aspettare oltre. Il territorio non può aspettare. Le tempistiche per l’eventuale arrivo dei privati sono in ogni caso ancora lunghe, ed è impensabile lasciare un territorio come il nostro privo di un servizio di così fondamentale importanza”.



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