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Prima riunione in prefettura per l’organismo, che ha il compito di raccogliere ed esaminare dati socio-economico-demografici
L’osservatorio regionale sulle periferie della Basilicata si è riunito oggi in occasione del suo insediamento nella prefettura del capoluogo, Potenza, presieduto dal prefetto Michele Campanaro. L’organismo – che comprende amministrazioni dello Stato, enti territoriali, Istat, associazioni di datori di lavoro, organizzazioni sindacali, atenei, Terzo settore e articolazioni locali della conferenza episcopale italiana – si propone come presidio sul fronte dell’analisi dei dati e dello studio dei fenomeni di illegalità e degrado nelle aree periferiche, a livello locale e in raccordo con l’Osservatorio nazionale sulle periferie urbane, previsto dal “decreto Caivano”, operativo al Viminale.
Tra i suoi compiti quello di studiare dati socio-economici e demografici delle aree prese in considerazione, studiare e monitorare l’evolversi dei contesti periferici, soprattutto nelle aree urbane più grandi, in particolare per quanto riguarda la microcriminalità e il disagio giovanile, seguire andamento e risultati delle iniziative in programma per le periferie, allo scopo di individuare best practice o eventuali problematiche, il tutto sulla base di una serie di indicatori.
L’osservatorio ha affrontato durante la riunione di insediamento una serie di argomenti, a partire dall’analisi dei quartieri di Potenza, elaborata dall’Istat, per proseguire con interventi su specifiche problematiche territoriali e su temi legati alla rigenerazione urbana e all’organizzazione scolastica. Si riunirà con cadenza quadrimestrale e, su proposta del prefetto Campanaro, lavorerà articolato in tre tavoli tematici, relativi rispettivamente a demografia, istruzione, economia/lavoro e vulnerabilità sociale; qualità abitativa, dotazione di servizi e accessibilità; sicurezza. Questo consentirà, ha evidenziato lo stesso prefetto, «di snellire i passaggi e rendere l’osservatorio uno strumento efficace già dalla prima fase della mappatura dei dati».
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