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PISTOIA – La memoria di Antonio Cariglia rimarrà impressa nella targa che dà il suo nome ad una piazza nel quartiere Scornio da lui fatto edificare insieme all’altro complesso di case nel “villaggio” Belvedere .
La cerimonia di intitolazione, organizzata dal Comune di Pistoia, dopo che il Consiglio comunale aveva dato il benestare all’unanimità, si è tenuta alla presenza dell’assessore comunale all’Urbanistica e all’Arredo e riqualificazione urbana Leonardo Cialdi, del consigliere provinciale Gabriele Giacomelli, del consigliere comunale Giampaolo Pagliai, delle autorità del territorio e del presidente della Fondazione Filippo Turati Onlus, Giancarlo Magni.
La proposta di dedicare una via cittadina a Cariglia, figura di rilievo per la storia politica italiana della seconda metà del Novecento e inventore della Turati, è nata a partire dall’interpellanza presentata durante il consiglio comunale dello scorso 15 luglio dal consigliere Giampaolo Pagliai del gruppo Forza Italia – Amo Pistoia Civica. L’iniziativa fu motivata in primo luogo dal ricordo delle realizzazioni compiute per Pistoia e ricordate durante la cerimonia come “la formazione professionale con la fondazione delSS, a l’edilizia scolastica con la realizzazione dei villaggi di Belvedere e di Scornio e, infine, della riabilitazione e assistenza agli anziani con la creazione della Fondazione Turati”.

La cerimonia giunge a conclusione di un anno in cui la Turati ha ricordato il proprio inventore nel centenario della nascita. A Pistoia e a Firenze sono stati promossi alcuni incontri, incentrati su una serie di pubblicazioni volte a ricostruire l’opera di Cariglia. Sul piano strettamente politico, il presidente della Onlus, Giancarlo Magni, suo decennale collaboratore, lo aveva ricordato con il pamphlet «Cariglia, il laburista», edito dall’associazione Cultura e società. Accanto a «L’alternativa impossibile. L’idea socialdemocratica di Antonio Cariglia tra Italia e Europa negli anni della “prima” Repubblica» di Simone Visciola (Marsilio 2020), nel 2024 è uscito presso Effigi «Le parole e le cose. Antonio Cariglia nei consigli comunali di Pistoia e Firenze (1956-1980)», dove l’autore Simone Fagioli ne ripercorre in particolare l’impegno politico locale.
E ancora, sulla figura del politico pistoiese è di imminente pubblicazione un ulteriore volume, «Non solo case ma luoghi» (Effigi), dedicato al periodo della sua presidenza, dal 1957 al 1963, dell’Istituto autonomo case popolari di Pistoia. Il volume, curato da Marco Bernardi con scritti di Francesco Gurrieri, Sandro Giannini, Alessandro Suppressa, Renzo Innocenti, Luca Talluri e Ottorino Gaburri, sarà presentato nel prossimo mese di maggio assieme a quello di Simone Fagioli.
Ma chi era Antonio Cariglia. Nato a Vieste, sul Gargano, Cariglia si trasferì giovanissimo con la famiglia nella città di Cino dove nacque l’impegno politico. Nel ’47 aderì al Psdi di Giuseppe Saragat, militanza che lo portò prima nelle istituzioni locali, poi alla Camera, in Senato e al Parlamento europeo.
Attraverso la Fondazione Turati, da lui voluta e fondata a metà degli anni Sessanta, realizzò strutture e Centri sociosanitari in grado di erogare servizi per la cittadinanza: prima a Pistoia e a Gavinana (Montagna pistoiese), poi a Vieste e infine, nei primi anni Duemila, a Zagarolo, alle porte di Roma.
www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2025-04-10 23:02:17 da Marcello Paris

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