[ad_1]
Serve “più attenzione alla possibile sofferenza psichica delle donne, in gravidanza e nel post parto”. Ed è importante che “l’ambiente attorno alle future mamme possa essere più ricettivo anche a questi disturbi, e sia in grado di cogliere i segnali”. È la riflessione dello psichiatra Benyamin Daniel, responsabile dell’Ambulatorio per i disturbi psichici in gravidanza e nel puerperio di Parma, sentito dall’Adnkronos Salute dopo il caso dei neonati sepolti nel giardino di una villetta proprio in provincia Parma. “Non ho elementi sulla specifica vicenda – precisa – e ogni commento in merito sarebbe superficiale. In generale, però, è auspicabile una maggiore attenzione ai temi delle possibili difficoltà psicologiche e psichiche che si accompagnano a una gravidanza”.
“Il nostro centro – racconta l’esperto – si occupa da una decina d’anni proprio della sofferenza psichica in gravidanza e post partum. Le donne che arrivano da noi con situazioni problematiche il più delle volte manifestano vergogna per i loro sentimenti rispetto alla gravidanza, spesso non desiderata. Un avvenimento che è di fatto naturale, fisiologico, e che nell’immaginario dovrebbe portare con sé vissuti di gioia e di felicità, si trasforma in paura, rabbia, disagio. Questi vissuti il più delle volte non vengono espressi per la vergogna e per la paura della reazione dell’ambiente circostante, in modo particolare l’ambiente familiare e quello sociale, che interpreta la gravidanza sempre come un evento molto gioioso, molto felice per la donna”.
La sofferenza psichica in gravidanza e nel post parto non è rara, “riguarda l’8-10% delle future mamme – ricorda lo specialista – È un problema che va evidenziato e va trattato. E va a preso in carico da specialisti preparati sul tema specifico, perché ha una dimensione particolare. Si tratta di patologie abbastanza simili alle malattie psichiatriche dell’adulto. Ma il trattamento prevede un percorso multidisciplinare specifico. E va sviluppata anche la sensibilità sia degli operatori che della cittadinanza generale”. Ma è possibile individuare i campanelli d’allarme, anche in casi come quello dei neonati sepolti in provincia di Parma? “Se l’ambiente è abbastanza attento e c’è una sensibilità all’argomento, è molto probabile”, risponde Daniel
www.parmatoday.it è stato pubblicato il 2024-09-23 06:34:39 da
0 Comments