Primi risultati della protesta agricola, si mette insieme il tavolo del grano


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TERMOLI. Primo risultati della protesta agricola: mercoledì 13 marzo a Roma, al civico numero 20 di via XX Settembre, presso la sede del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, il sottosegretario di stato all’Agricoltura, Patrizio Giacomo La Pietra, ha convocato il Tavolo “Granaio d’Italia”.

Una delle richieste più presenti che gli agricoltori in ambito nazionale hanno fanno nelle loro recenti contestazioni. Richiesta che è stata più volte indicata, anche dagli agricoltori del Basso Molise, con le loro manifestazioni, dal 6 febbraio al 12 marzo a Termoli, sia presso il loro Presidio Fisso in piazza Donatori Sangue, che con i cortei di trattori, e anche a Roma partecipando alla manifestazione nazionale degli Agricoltori che si svolta in piazza della Repubblica. Questo è solo uno dei punti che i nostri agricoltori del basso Molise chiedono e si sono sconfitti, ma restano comunque in attesa di riscontro tutte le altre tematiche di competenza della Regione Molise, che gli agricoltori hanno già rappresentato, con un loro documento, a Campobasso presso la Giunta regionale. Il Tavolo “Granaio d’Italia” prevede l’attivazione di un apposito Registro Telematico dei cereali, maggiori controlli e misure atte a garantire una piena tracciabilità del grano, al fine di assicurare al prodotto italiano le necessarie tutele e la valorizzazione del vero di qualità made in Italy.

Il presidente dell’Associazione Industriali Mugnai d’Italia, Andrea Valente esprime piena soddisfazione per la riunione, convocata dal Sottosegretario La Pietra, e auspica che questo clima di nuova collaborazione possa determinare azioni concrete nell’interesse dell’intera filiera dei cereali che costituisce un fattore trainante del settore agroalimentare. 

L’Associazione Industriali Mugnai ritine che il monitoraggio che il Ministero vuole porre in atto venga esteso anche all’analisi qualitativa dei raccolti nazionali, offrendo la possibilità di disporre di informazioni in grado di garantire una maggiore trasparenza e di conseguenza un miglior funzionamento del mercato. Un monitoraggio sul prodotto grano italiano, agevola sia le Istituzioni che gli operatori del settore. Il Tavolo Grano dovrebbe fornire e assicurare tutte in informazioni in merito alla conoscenza dell’esatta produzione di grano in Italia. Infatti l’informazione sulla quantità, e talvolta qualità, e alla base dell’Industria molitoria italiana la quale deve, a sua volta, rispettare i rigidi protocolli predisposti dall’Industria pastaia per ottenere un prodotto, quale la pasta di grano duro, fiore all’occhiello dell’agroalimentare Made in Italy.

Il comparto agroalimentare, versa in precarie condizioni dettate oltre alla precarietà del reddito agricolo e alle situazioni di crisi internazionali (vari conflitti armati) ai confini dell’Europa, anche dalle massicce importazioni di frumento proveniente da Russia, Ucraina e Turchia. Oltre all’importazione di grano dal Canada. 

Concludiamo con un pilla di storia, per sottolineare come da essa si può solo apprendere insegnamenti utili per il futuro. Oggi, il grano, in particolare il grano duro, alimento principe della nostra alimentazione ritorna fragorosamente di attualità. Il cereale che tra qualche giorno troveremo quale ornamento e alimento rispettivamente sugli altarini e sulle Tavole di San Giuseppe, ha sempre destato interesse e preoccupazione il suo approvvigionamento. 

In epoca romana, già dai primi anni della Repubblica, si hanno evidenze oggettive, sull’importazione di grano da varie zone e anche dalla Campania. In ben cinque occasioni, tra il 508 a.C. e il 433 a.C., sotto la pressione di carestie, i Romani mandarono propri rappresentanti alla ricerca di grano. Livio, nota puntualmente che una delegazione proveniente da Roma, e inviata a Cuma nel 411 a.C., ricevette un netto rifiuto da parte dei Sanniti, divenuti i nuovi padroni della città da loro occupata nel 421. La storia del grano, nell’antica Roma, continua nel corso dei secoli. Nel 338 a.C. l’agro Falerno (area estesa tra i territori dell’attuale città di Sessa Aurunca (CE) e Mondragone (CE)) fu occupato da coloni romani; e sappiamo che durante le guerre sannitiche l’area campana e quella aurunca furono teatro di violenti scontri fra Sanniti invasori e Romani che difendevano le loro nuove terre. 

Questa piccola è modesta pillola di storia ci può invitare a riflettere come la storia si ripete e l’uomo sembra non aver fatto tesoro delle esperienze passate. I problemi ora come in passato vanno affrontati con lungimiranza in un quadro di pianificazione a lungo termine condivisa con tutti gli operatori del settore, perché gli eventi naturali e sociali possono manifestarsi anche in modo repentino e apportare enormi problemi all’approvvigionamento degli alimenti e delle materie prime. 

Speriamo che il prodotto italiano, il grano duro (in questo caso specifico) riesca ad ottenere al più il giusto valore da parte dei mercati e tutelato dalle Istituzioni nazionali. Restiamo fiduciosi in attesa di riscontri positivi affinché anche sulla campagna italiana ritorni presto a splendere un cielo sereno.

Giuseppe Alabastro



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www.termolionline.it è stato pubblicato il 2024-03-18 09:49:07 da


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