Protocollo di legalità a Potenza per prevenire infiltrazioni criminali nel turismo e nella ristorazione


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L’intesa siglata dalla prefettura e 21 comuni della provincia punta su verifiche mirate e mappatura degli indicatori di rischio

La prefettura di Potenza è partner insieme con il capoluogo lucano e altri 20 comuni della provincia di un nuovo protocollo di legalità mirato a prevenire infiltrazioni mafiose nell’economia del territorio, in particolare nel campo turistico-alberghiero e della ristorazione.

Sottoscritto questa mattina in prefettura nell’ambito del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dal prefetto Michele Campanaro e dai sindaci degli enti locali coinvolti, l’accordo ha lo scopo di rafforzare l’azione amministrativa di prevenzione e contrasto a riciclaggio, usura, estorsione e tentativi di condizionamento da parte della criminalità organizzata nelle attività dei settori interessati.

In quest’ottica l’intesa prevede un sistema di controlli basato sull’individuazione di indicatori di rischio, sugli esiti di precedenti attività investigative ma anche di controlli a campione e a scadenze prestabilite, anche sulle autocertificazioni previste dall’articolo 89 del Codice antimafia rese dai titolari delle attività.

Sullo sfondo dell’attività di verifica che la prefettura continuerà a portare avanti attraverso il locale gruppo interforze antimafia (Gia), i comuni aderenti – che oltre a Potenza sono Atella, Avigliano, Balvano, Calvera, Castelluccio Inferiore, Castelmezzano, Castronuovo di Sant’Andrea, Lauria, Marsicovetere, Maratea, Melfi, Pietrapertosa, Pignola, Rapolla, Rionero in Vulture, Ripacandida, San Paolo Albanese, Sant’Arcangelo, Venosa e Vietri di Potenza – si impegnano a richiedere la certificazione antimafia per una serie di attività soggette ad autorizzazione e avviate tramite segnalazione certificata di inizio attività (Scia), selezionate in base agli indicatori individuati dall’osservatorio provinciale, con attenzione particolare su nuove aperture, subingressi e variazioni societarie.

Tra i punti di forza del “Protocollo di legalità per la prevenzione ed il contrasto dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore turistico-alberghiero e della ristorazione”, evidenzia la prefettura, c’è anche la previsione di un osservatorio provinciale composto da soggetti pubblici e privati – a titolo di esempio, rappresentanti degli uffici giudiziari, della camera di commercio, dell’Agenzia delle Entrate, dell’Istat, del sistema bancario e postale, degli atenei, degli ordini professionali dei notai e dei commercialisti, oltre che di associazioni di categoria e sigle sindacali – che avrà il compito di analizzare i dati e mappare gli eventuali tentativi di infiltrazione.

L’organismo, operativo a breve, si occuperà anche di produrre report periodici sugli indicatori di rischio di infiltrazione criminale nei settori considerati, utili a orientare l’azione di prevenzione antimafia, e promuovere iniziative di formazione e aggiornamento professionale, workshop e incontri di sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione antimafia per l’economia legale e lo sviluppo del territorio.

Una cabina di regia, insediata in prefettura, svolgerà invece funzioni di impulso e coordinamento delle azioni che scaturiranno dall’accordo, e relazionerà periodicamente sulla sua attuazione.

«Particolarmente soddisfatto della massiccia adesione al protocollo» il prefetto Campanaro, che lo ha definito «segno tangibile di una crescente sensibilità degli amministratori locali sui temi della legalità», sottolineando come «Il modello operativo tracciato dall’intesa consentirà di reagire ai tentativi di inquinamento criminale con una risposta condivisa e strutturata».

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