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“Quei soldi? Non ho spacciato, ma lavoravo in nero”. Si sarebbe giustificato così ai carabinieri che gli stavano perquisendo casa un 33enne tunisino residente al Pilastro. Poco importa se durante i controlli i militari della stazione di San Ruffillo avevano trovato alcune dosi di eroina e, nella stanza del figlio, cellophane e materiale di confezionamento. Quando gli sono state chieste spiegazioni su quei 1600 euro in contanti rinvenuti nella stanza del figlio minorenne, l’uomo ha precisato che sì, ultimamente era messo a spacciare per sostenere la sua compagna e il ragazzino dopo aver perso il lavoro, ma che quel gruzzolo nello specifico era però il frutto dell’impiego senza contratto e di “regali di compleanno”.
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www.bolognatoday.it è stato pubblicato il 2025-03-29 10:14:29 da

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