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“Sette stanze multimediali
illustreranno quale è stata la storia della polizia scientifica
lunga 120 anni, dagli albori fino alle odierne tecnologie: campo
forense, biologia, chimica, multimediale, tomografia
computerizzata, balistica e intelligenza artificiale che darà
grandi impulsi nella ricostruzione della scena del delitto, cosa
che già avviene, e che può dare una grande progressione a
beneficio delle indagini”. Lo ha detto il questore di Napoli,
Maurizio Agricola, all’inaugurazione della mostra, nella
stazione Municipio della metropolitana di Napoli, dedicata ai
120 anni della Polizia Scientifica. L’esposizione è intitolata
‘La verità nelle tracce. Oltre 120 anni di polizia scientifica’
visitabile da oggi fino al 6 luglio, nel sottopasso del molo
angioino.
All’inaugurazione hanno preso parte, tra gli altri, il
procuratore dei minori Patrizia Imperato, il presidente del
tribunale di Napoli Elisabetta Garzo e l’assessore comunale ed
ex questore di Napoli Antonio De Iesu.
“La crescita e l’innovazione ci portano a stare al passo con i
tempi, – ha detto Fabiola Mancone, direttore del servizio di
Polizia Scientifica – il futuro è la ‘digital forensic’, cioè la
trattazione delle prove materiali e immateriali, ad esempio
quelle che si trovano in un telefonino o di una telecamera. Oggi
mettiamo in mostra dalla dattiloscopia, al laboratorio 3D, alla
scoperta tridimensionale sulla scena del reato. Noi
utilizziamo talvolta l’intelligenza artificiale ma non ci
affidiamo esclusivamente a essa perché è necessario il
contributo dell’investigatore, che rimane fondamentale. La
componente umana, nel riconoscimento dei volti con il sistema
Sari, un software di cui tanto ai parla, il fattore umano rimane
decisivo: è lui che dirà l’ultima parola”, ha concluso la
dirigente.
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www.ansa.it è stato pubblicato il 2025-06-27 12:14:51 da

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