Rimpasto di Giunta, Trespidi e Cugini: «Sindaco sotto ricatto»

Rimpasto di Giunta, Trespidi e Cugini: «Sindaco sotto ricatto»


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È avvenuta nel pomeriggio del 16 settembre la staffetta in Giunta e in Consiglio: Gianluca Ceccarelli è il neo assessore al bilancio e alle partecipate, Matteo Bongiorni il neo vice sindaco e il nuovo consigliere comunale è Sandro Spezia (Pc Oltre). La prima seduta consiliare dopo un mese e mezzo di “vacanza” dell’aula è iniziata tra le polemiche: il rimpasto ha fatto inevitabilmente discutere per i modi. Il sindaco Katia Tarasconi ha ringraziato l’ex vicesindaco Marco Perini per il lavoro svolto e letto una sua nota, dove spiega le ragioni del “passo indietro”, avvenuto per «garantire la giusta rappresentanza a tutte le forze politiche». Tarasconi ha fatto sapere anche che «Bongiorni è diventato vicesindaco contro il suo volere» e, inoltre, la delega alla formazione professionale è stata riassegnata a Francesco Brianzi.

FDI: «SCELTA CHE INDEBOLISCE LA MAGGIORANZA»

«Il sindaco – è l’analisi di Nicola Domeneghetti (Fdi) – non finisce di stupirci. Dopo aver tentato di far dimettere Gazzolo dalla presidenza di quest’aula, non essendoci riuscita, fa dimettere il vicesindaco con delega al bilancio, per soddisfare gli appetiti di Piacenza Oltre. Non bastavano le presidenze di Iren Ambiente e Farmacie Comunali… La maggioranza sembra fragile, si poteva immolare qualche altro assessore in bilico, con deleghe meno pesanti, per soddisfare il “bramoso” Ceccarelli. Perini in questi due anni ha cercato di mettere un freno al sindaco spendaccione e alle spese pazze dell’ente. Ora Tarasconi può contare su uno “yes man”, che accetterà qualsiasi spesa. Aumenteranno tasse, tariffe, imposte: povera Piacenza».

«Qualcosa non sta andando nel verso giusto – è la considerazione di Sara Soresi (capogruppo Fdi) – in maggioranza e in Giunta. Un vicesindaco esterno viene eliminato non per incompetenze o divergenze, ma per soddisfare l’appetito della civica Piacenza Oltre. Il messaggio che passa è agghiacciante. La scelta indebolisce una maggioranza debole e il cerchio magico del sindaco si assottiglia».

Per Luigi Rabuffi (ApP) questo è «un allontanamento coatto per un riequilibrio politico. Come non è normale sostituire uno che è stato scelto specificamente dal sindaco come tecnico: era il più preparato sulle complesse dinamiche di bilancio, con pacatezza, serietà e dialogo».

FOSSATI: «PERINI SI E’ FATTO DA PARTE PER IL BENE DELLA SQUADRA»

Fossati. Questa Amministrazione è una casa di vetro, le questioni interne sono pubbliche. Piacenza Oltre non ha mai fatto mistero di questa richiesta dal primo giorno. Dopo due anni era venuto il momento di riequilibrare le forze, c’era una necessità amministrativa. Avremmo potuto dire che Perini aveva impegni professionali, ma si è fatto tutto alla luce del sole. Perini era d’accordo con tutto, le ricostruzioni di Domeneghetti sono estremizzate. Perini venne scelto dal sindaco personalmente e si è fatto da parte per il bene della squadra. Ha anteposto – da tecnico con la passione per la politica – il bene della collettività e della squadra al suo personale. La rinuncia del figlio Francesco ha poi fugato ogni dubbio sulla possibilità che l’ingresso del figlio potesse rappresentare un “contentino”.

«Non scandalizza il rimpasto in sé – il commento di Luca Zandonella (Lega) – ma il sindaco rinneghi dopo aver promesso di non voler mai rimpasti. E non ci aspettavamo che fosse Perini a lasciare, con assessori che da due anni commettono gaffe su gaffe e non portano risultati in Consiglio comunale. Si poteva almeno istituire in questa occasione l’assessorato alla sicurezza».

«È una questione di poltrone – il giudizio di Barbara Mazza (Civica Barbieri) – che però sacrifica una persona di spessore e competente. Spero che i piacentino si ricordino anche questo quando andranno a votare».

SCAFUTO (PD): «BARBIERI CAMBIO’ TRE ASSESSORI IN UN COLPO»

Salvatore Scafuto (Pd) ha difeso il sindaco e la scelta di procedere con il rimpasto. «Un sindaco ha il diritto e il dovere di prendere decisioni che rispecchino la volontà e gli equilibri politici, oltre alle mutate circostanze. Le critiche rivolte a Tarasconi sono ingiustificate. Mi viene da sorridere quanto sento esponenti della minoranze dare lezioni su come gestire la Giunta. Con quale credibilità… la Barbieri sostituì tre assessori in una settimana, e ora ci volete insegnare come si tiene l’unità della maggioranza? Di vergini in questo Consiglio non ce ne sono, chi ha mostrato già i propri limiti non dia lezioni. Un rimpasto non è una crisi o un indebolimento».

TRESPIDI: «CEDIMENTI NELLA MAGGIORANZA»

«Questa sala consiliare – è l’intervento di Massimo Trespidi (Civica Barbieri-Liberi) – ha sentito parlare di molti rimpasti nella storia locale. A far discutere sono i motivi di queste scelte e questo è il frutto di una sconfitta del sindaco Tarasconi. Due anni fa disse che non voleva condizionamenti nel fare la sua squadra, poi si è scontrata con le richieste di Piacenza Oltre, arrivate attraverso un ricatto-ultimatum. O Tarasconi sbagliò nel 2022, o Piacenza Oltre ha esagerato con le richieste. La maggioranza ha avuto alcuni cedimenti su alcune questioni amministrative, c’era ora la necessità di puntellare la squadra, che dava segni di logoramento, dopo due anni di mal di pancia in Piacenza Oltre, un “tira e molla” disgustoso. Un suo rappresentante, d’altronde, mi telefonò due anni fa chiedendo se la minoranza garantiva un voto diverso da quello per Paola Gazzolo per la presidenza dell’aula». Per Trespidi «il ritiro di Giunta è stato un thriller, con Perini cecchinato per rafforzare la leadership di Tarasconi. Curioso che Ceccarelli non erediti tutte le deleghe, ma solo una parte. Bongiorni ha già tante deleghe, ora pure il ruolo di vice».

SPEZIA: «RIMPASTO IN UN CLIMA TRANQUILLO»

Il neo consigliere di Pc Oltre, Sandro Spezia, è subito intervenuto. «Avevo preparato un altro discorso – ha esordito – ma dopo gli attacchi personale l’ho cestinato. La nostra civica aveva espresso preoccupazioni per un mancato riconoscimento, senza mai far venire meno l’appoggio e senza vincoli o ultimatum. Abbiamo lasciato l’autonomia di decidere al sindaco. Ci dite che il nostro appetito non finisce mai, ma la presidenza delle Farmacie Comunali (a Giovanni Piazza, nda) non è nostra, continuate a dirlo, è una persona competente ma non è dei nostri. Piacenza Oltre aveva indicato una necessità politica. Ci spiace enormemente per il sacrificio di Perini. Abbiamo visto molti rimpasti, ma mai in un clima così tranquillo».

Rimpasto di Giunta, Trespidi e Cugini: «Sindaco sotto ricatto»

«PER CECCARELLI UNA POLTRONA VALEVA L’ALTRA»

«Ceccarelli – è il pensiero di Gloria Zanardi (Fdi) – era entrato nella partita delle nomine delle Farmacie Comunali per Piazza, non ce lo siamo inventato noi, era sui giornali. Piacenza Oltre così si è messa nel sacco due presidenze e ora l’assessorato. E una poltrona in Giunta valeva l’altra per Ceccarelli: finalmente dopo alcune consigliature tra centrodestra e centrosinistra l’ha trovata».

«UNA NARRAZIONE PATACCA SUL RIMPASTO»

Per Stefano Cugini (ApP) «altro che casa di vetro, questa è una presa in giro». «Due anni fa ci si è fatto vanto dell’indipendenza – ha dichiarato l’esponente della sinistra – ora questa autonomia che fine ha fatto? Se Perini era così bravo e meritevole…Avete imbastito una narrazione “patacca” su questa decisione. Chi governa non può subire ricatti, non è giusto dire che i cittadini si chiedevano una rappresentanza in Giunta, non ne ho mai incontrato uno che lo dicesse. Tarasconi avrebbe potuto dire: “se mi ricattate, andiamo tutti a casa”. Speriamo che altri in maggioranza non abbiano appetiti, siamo davanti a scelte importanti per l’ente».

«Se valessero i ragionamenti di Piacenza Oltre – ha detto ancora Trespidi – la Civica Tarasconi dovrebbe avere 3 o 4 assessori. Questa è la peggiore stagione della politica, quando si rivendica uno spazio a danno di altri. Perini non aveva santi in paradiso».

TARASCONI: «HO SCELTO IO, IERI COME OGGI»

«Confermo a Trespidi – ha preso la parola alla fine il sindaco Katia Tarasconi – che la Giunta l’ho scelta io, e anche questa volta. Il tema è stato deciso con la maggioranza e con gli assessori. Ho vissuto momenti politici peggiori che questo, capisco che l’occasione era ghiotta per non entrare a gamba tesa, fa parte della politica. Non mi sembra che quanto successo a Piacenza sia stata la cosa peggiore, se si guarda alla storia locale e al panorama nazionale. Lui si è messo al servizio e quindi ha capito la situazione, sono tutte illazioni quelle sul nostro rapporto. Abbiamo fatto tutto con trasparenza».

Bongiorni, Tarasconi e Gazzolo-2

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www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2024-09-17 06:00:00 da


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