Salvare l’Enel dalle speculazioni finanziarie, sciopero nazionale l’8 ma…

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PISTOIA – Non è uno sciopero per rivendicare aumenti salariali. Lo protesta nazionale di venerdì 8 marzo dei dipendenti Enel ha una genesi diversa. Le lavoratrici e lavoratori elettrici sono preoccupati per la direzione che sta prendendo l’Enel, che accusano di essere attenta esclusivamente agli aspetti finanziari, vorrebbero la loro azienda “protagonista nel nostro Paese per la transizione energetica e digitale, l’elettrificazione dei consumi ed i progetti previsti, finanziati anche con il PNRR, che avranno un enorme impatto sui suoi ricavi, se il Gruppo sarà capace di cogliere le sfide future tramite gli investimenti sugli asset e sulle persone”.

Lo striscione esposto alla centrate elettrica di Agliana

“Quello che ci viene proposto – scrivono Filcte-Cgil, Flaei-Cisl e Uitec-Uil – è solo una mera razionalizzazione degli investimenti, una contrazione dei costi che avrà ripercussioni sugli standard di qualità e sicurezza e soprattutto sull’occupazione”.

“L’Enel è fortemente indebitata. Si è irresponsabilmente esposta all’estero – scrivono ancora i sindacati del settore – per inseguire business impossibili e ora scarica sul servizio nazionale le contraddizioni delle sue scelte. Lo Stato, privatizzando l’Ente nazionale, si riservò una quota significativa della proprietà aziendale, al punto di preservarsi la nomina dei vertici dell’impresa e di decidere le strategie della costituita S.p.A., la quale, concessionaria dell’86% della rete elettrica nazionale, si presumeva – sbagliando – avesse interesse a garantire al Paese la sicurezza di un primario servizio pubblico essenziale”.

Un ruolo in qualche moto “tradito” per inseguire guadagni in borsa e dividendi annuali.

Quattro milioni e mezzo di italiani acquistarono azioni ENEL al suo collocamento, ben presto dovettero rivenderlo. E oggi quelle azioni hanno un valore inferiore a quello iniziale, ulteriormente abbattuto dall’inflazione. “Ma con i dividendi – sottolineano ancora Filcte-Cgil, Flaei-Cisl e Uitec-Uil – non si mette in sicurezza il Paese, non si accendono le luci. L’opera di deindustrializzazione ha superato i limiti”. Da qui la protesta dei lavoratori Enel per tutto il giorno di venerdì 8 marzo.
“Anche nel pistoiese – spiega Juri Meneghetti, segretario generale Filctem Cgil Prato e Pistoia – la situazione è inquietante: il personale è decisamente scarso ed andrebbe implementato. Da tempo non è garantito un adeguato cambio generazionale. Il servizio che viene erogato è fondamentale per cittadini e imprese, per questo va potenziato e non smantellato”. (m.d.)


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www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2024-03-02 08:00:00 da Redazione

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