[ad_1]
È stato ascoltato dalla Commissione Parlamentare Antimafia l’ex sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, per raccontare la propria esperienza diretta in seguito allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune sipontino, avvenuto nel 2019. L’audizione si è svolta davanti al III Comitato permanente, presieduto dal senatore Salvo Sallemi, e si è concentrata sulle ricadute personali, politiche e istituzionali di una misura che Riccardi definisce “drammatica e sproporzionata”.
“Provvedimento preventivo solo sulla carta”
Nel suo intervento, Riccardi ha criticato aspramente l’attuale impianto normativo, evidenziando come lo scioglimento degli enti locali per mafia sia ormai diventato “uno strumento che, pur essendo preventivo, assume di fatto la forma di una sanzione, priva di contraddittorio, senza verifica giurisdizionale autonoma e senza il giudizio di un soggetto terzo e imparziale”.
Secondo l’ex sindaco, la norma rischia di trasformarsi in un meccanismo opaco, arbitrario e politicamente orientabile, con conseguenze devastanti sulla vita democratica dei territori. “La legalità – ha detto – non può giustificare la sospensione della giustizia”.
Ricorso alla Corte Europea: “Incandidabilità senza verifica delle responsabilità”
Riccardi ha informato la Commissione di aver presentato ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) contro il provvedimento di incandidabilità scattato dopo lo scioglimento. Il ricorso è stato ritenuto ammissibile, ed è attualmente in attesa di giudizio. “È un provvedimento – ha spiegato – applicato in modo automatico e collettivo, senza analisi delle condotte personali, e per questo lesivo della dignità e del diritto alla partecipazione politica”.
“Giù le mani dai sindaci”: l’associazione per chi subisce provvedimenti sproporzionati
Nel corso dell’audizione, Riccardi ha anche illustrato le attività dell’associazione “Giù le mani dai sindaci”, da lui promossa per offrire supporto e rappresentanza a chi viene colpito da provvedimenti ritenuti ingiusti o eccessivi. Obiettivo dell’associazione è anche elaborare proposte normative concrete per correggere le distorsioni del sistema.
“Commissariamenti inefficaci, spesso con gli stessi dirigenti di prima”
Un altro punto critico sollevato da Riccardi riguarda la mancanza di discontinuità reale durante le gestioni commissariali: “Troppo spesso – ha denunciato – vengono impiegati gli stessi dirigenti e funzionari che operavano nel periodo precedente allo scioglimento, talvolta persino coinvolti nelle criticità accertate”.
L’ex sindaco ha chiesto che i commissariamenti diventino invece occasioni di vero rinnovamento istituzionale, con l’impiego di figure nuove, competenti e autonome.
“Serve una riforma autentica, per tutelare democrazia e giustizia”
La conclusione dell’intervento è un appello alla politica: “Occorre una riforma autentica della normativa sugli scioglimenti per mafia e sull’incandidabilità, per restituire fiducia nelle istituzioni e alla legalità il volto della giustizia vera. Non possiamo continuare ad accettare automatismi che sospendono i diritti senza processo e senza difesa”.
La Commissione, secondo Riccardi, ha mostrato disponibilità all’ascolto. Resta ora da vedere se da queste audizioni potranno nascere cambiamenti capaci di garantire, davvero, una democrazia più giusta e trasparente.
Seguici anche su Instagram – Clicca qui
Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come
[ad_2]
Leggi tutto l’articolo “Scioglimenti facili, democrazia a rischio”: Angelo Riccardi audito in Antimafia racconta il caso Manfredonia
www.immediato.net è stato pubblicato il 2025-06-19 19:15:18 da Redazione
0 Comments