Sergio Mattarella all’Aquila, è l’ottava visita in città: “Vuoti e incertezze province non si prolunghino”

Sergio Mattarella all’Aquila, è l’ottava visita in città: “Vuoti e incertezze province non si prolunghino”


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Ottava visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Aquila: ospite dell’assemblea dell’Unione delle Province italiane che si tiene al Ridotto del teatro comunale.

È l’ottava visita quella di oggi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Aquila. Il capo dello Stato è atterrato in elicottero all’aeroporto di Preturo per poi spostarsi in auto a via Verdi.

aereo mattarella

L’Aquila è stata scelta come sede per l’assemblea nazionale delle province italiane: già da qualche giorno il Quirinale aveva confermato la presenza del presidente della Repubblica, come aveva spiegato il presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso nella conferenza stampa dei giorni scorsi.
Un segnale importante per il territorio e che giunge a pochi mesi dall’ultima visita del Presidente Mattarella in città, in concomitanta con il giuramento degli allievi marescialli della Guardia di Finanza. Ma tante altre visite – sette, nello specifico – hanno portato Mattarella a L’Aquila: l’inaugurazione dell’Anno Accademico di Univaq, la cerimonia di inizio anno scolastico 2019/2020 nella neo ricostruita Mariele Ventre di Pettino, l’inaugurazione della chiesa delle Anime Sante. Una due giorni – oggi e domani, il presidente Mattarella sarà presente solo all’inaugurazione – per tornare a parlare delle province e della restituzione a questi enti locali delle funzioni e delle competenze che avevano prima della riforma Delrio del 2014 , che ha declassato le Province ad enti di secondo livello, impoverendone l’azione nella prospettiva di una graduale abolizione. Un dibattito vivo e non solo fra amministratori, visto che le competenze delle Province si ripercuotono sulla vita di ogni giorno: edilizia scolastica e strade, su tutto.

L’intervento di Sergio Mattarella all’assemblea dell’Unione delle Province italiane

Le norme attualmente in vigore, che disegnano strutture e ambiti delle Province, sono legate a una transizione interrotta e anche per questo, indipendentemente dai giudizi sul merito del percorso allora ipotizzato, giudizi che io non posso esprimere, creano vuoti e incertezze che non possono prolungarsi, rischiando che cittadini e comunità paghino il prezzo di servizi inadeguati, di competenze incerte, di lacune nelle funzioni di indirizzo e coordinamento. La Costituzione richiede di essere attuata“, ha detto nel suo intervento il presidente Sergio Mattarella. “Questa Assemblea è orientata a rinnovare e rafforzare l’istituzione provinciale per rispondere,
con maggiore efficacia, alle esigenze reali dei cittadini; e per consentire alle nostre comunità di affrontare meglio le sfide di questo tempo. Con la Costituzione repubblicana, le Province sono diventate la mappa di un Paese articolato, che rispetta la varietà dei territori e avverte come un valore l’articolazione istituzionale. Questo approdo è dovuto alla solidità del radicamento delle province nella vita d”Italia e alla
determinazione con cui questo ruolo è stato difeso nel tempo”.

“La coesione del Paese, la sua stessa unità civile, richiede una crescita delle potenzialità di tutti territori, anche di quelli delle aree interne, delle zone montane, dei piccoli centri. Interpreto anche in questo senso la vostra richiesta di assegnare alla Provincia, tra le sue
funzioni fondamentali, la pianificazione dello sviluppo, con il chiaro obiettivo della sostenibilità ambientale e sociale, e con l’impegno di far convergere attori privati e pubblici in una rivitalizzazione dei territori oggi più svantaggiati. I progetti che vi riguardano, e che richiedono coinvolgimento in regia delle Province, hanno valenza strategica. Il Paese trarrà un gran beneficio dal loro compimento. La Costituzione disegna un’articolazione della Repubblica tra Stato, Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni. Non un impianto gerarchico, bensì un governo multi-livello, ispirato ai principi della democrazia e della sussidiarietà. Dove le fondamenta poggiano sull’uguaglianza nelle libertà, nei diritti, nei servizi essenziali, nelle opportunità per i cittadini, qualunque sia il territorio dove vivono”.

“Auguro alle Province italiane di servire con onore e successo le loro comunità. E’ tempo di ripresa dopo la transizione che le ha riguardate. E’ tempo di ripartire al più presto” ha concluso il Presidente. A salutarlo, all’uscita dal teatro comunale, tanti cittadini che lo hanno a lungo applaudito. Il Capo dello Stato ha salutato le istituzioni e poi prima di entrare in macchina ha fatto un cenno di saluto con la mano alle persone dietro le transenne. Ora si imbarcherà sull’elicottero di Stato all’aeroporto di Preturo per tornare a Roma.

Mattarella all’Assemblea dell’Unione delle Province italiane, le dichiarazioni

“La presenza del presidente della Repubblica sottolinea conferma l’importanza delle province e soprattutto un momento che vede il Parlamento italiano impegnato nel processo di riforma. Presidente ascolterà e sarà sicuramente interprete di un’esigenza di territorio di fabbisogno delle comunità che noi amministriamo. Una presenza unica, va ancora una volta ricordato, nella storia delle assemblee dell’Upi“. Lo ha affermato il sindaco di Castel di Sangro e presidente della provincia dell’Aquila Angelo Caruso a margine della visita del Capo dello Stato Sergio Mattarella all’assemblea Upi all’Aquila.

mattarella l'aquila

Per quanto riguarda i fondi del Pnrr Caruso ha poi continuato: “Abbiamo avuto buone disponibilità dal Pnrr, ma abbiamo le difficoltà di attuazione come avviene del resto in tante altre amministrazioni pubbliche stiamo facendo tutti gli sforzi possibili, per rafforzare l’apparato,  in quanto le tempistiche vanno rispettate rigorosamente. E rappresenta un’occasione unica per il nostro paese e i nostri territori.
Anche qui in Abruzzo le opere progettate e messe in cantiere sono di straordinaria importanza per il rilancio del territorio. E A proposito di Pnrr, ma non solo: nell’ultimo Consiglio provinciale abbiamo approvato lo schema di convenzione per poter svolgere i ruoli stazione unica appaltante per conto dei comuni, per fungere da supporto”.

Biondi, un onore darLe il bentornato all’Aquila

“Signor Presidente, è un onore darLe il bentornato all’Aquila. La ringrazio per il sentimento di forte vicinanza che Lei dimostra nei confronti della nostra città, visto che, dopo le visite ufficiali alla scuola Ispettori e Soprintendenti  della Guardia di Finanza per il trentennale di questa prestigiosa istituzione, ai Laboratori dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare del Gran Sasso d’Italia, in occasione della riapertura della Chiesa delle Anime Sante e all’inaugurazione dell’anno scolastico 2019-2020 – paradigmi degli assi su cui rinasce la città dell’Aquila: gli studenti, coloro che vengono a formarsi in città, la conoscenza e la bellezza – solo per citare alcuni momenti, anche oggi abbiamo il privilegio della Sua presenza”. Così il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, nel suo indirizzo di saluto all’Assemblea nazionale delle Province italiane che ha fatto registrare il ritorno a L’Aquila del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “E per il suo ruolo fondamentale nell’indicazione del Capoluogo d’Abruzzo come sede di questa Assemblea, – ha aggiunto Biondi – un pensiero di profonda gratitudine va al Presidente della Provincia dell’Aquila e vice presidente dell’Upi, Angelo Caruso. Signor Presidente, nel rinnovarLe il saluto a nome della cittadinanza dell’Aquila e mio personale, non posso non condividere con Lei e con gli amministratori presenti la preoccupazione per l’escalation del conflitto che si sta registrando a cavallo della striscia di Gaza. Apprezzo e faccio mie le Sue parole di ferma e convinta condanna per l’attacco a Israele. Siamo di fronte all’ennesimo atto indiscriminato di guerra che interessa tutto il Medio Oriente. Quanto sta accadendo fa emergere nuovamente, e prepotentemente, la considerazione che ormai il Mondo, per contrastare tutti i sanguinosi ed efferati contrasti bellici, per raggiungere una pacificazione tra i popoli efficace, duratura e altamente benefica per l’intera umanità, abbia necessità della presenza di Nazioni autorevoli. Nazioni che siano in grado di garantire sistemi di Governo del territorio validi, stabili ed efficienti, sia a livello centrale, ma soprattutto – mi si consenta – nelle sue articolazioni periferiche. Proprio questo, a mio parere, è il punto nodale. La credibilità e l’autorevolezza di uno Stato passa per le sue capacità di assicurare una forza bilanciata nei rapporti tra gli organismi che costituiscono il cuore di una nazione e quelli che operano per tutelare gli interessi delle singole comunità dei vari territori”.

biondi mattarella

“In tal senso, – sottolinea Biondi – la Sua presenza all’Assemblea nazionale delle Province sottolinea con maggiore forza come il governo locale sia essenziale per le azioni e gli interventi finalizzati al bene comune, seguendo l’indirizzo che la Costituzione della Repubblica pone all’articolo 5: “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”. E non è un caso che la stessa Costituzione, con il principio di sussidiarietà, consegni alle azioni delle autonomie locali, cominciando da Comuni e Province, una decisa priorità, proprio in ragione della loro stretta conoscenza delle problematiche delle aree di competenza e interesse. All’Aquila, il sisma prima e la pandemia dopo, hanno fatto toccare con mano ai cittadini come le articolazioni amministrative territoriali, non solo nell’ordinaria quotidianità, risultino strategiche nell’emergenza e indispensabili nella fase di ricostruzione e di rinascita dei tessuti urbano, sociale ed economico. Guardiamo il PNRR, lo strumento più importante dell’epoca contemporanea per il rilancio del Paese. Ebbene, la conoscenza del territorio da parte delle autonomie locali è stata la materia viva dei progetti di tale Piano, predisposti con un impegno totalizzante da parte della macchina amministrativa, anche se in alcune realtà la carenza di personale e delle necessarie competenze hanno creato non poche difficoltà. Non solo. Le autonomie locali vivono oggi, inscindibilmente con i propri cittadini, le problematiche economiche derivate dall’aumento dei costi dell’energia, effetto indotto dal conflitto ucraino. Sottolineo “con i propri cittadini”, perché le autonomie locali oltre all’interlocuzione con il Governo centrale, nel territorio da loro amministrato operano per valorizzare il dialogo con i cittadini attraverso un rapporto che cerca di parlare il linguaggio della comunità, esercitando l’empatia per capirne i bisogni, ponendo le basi per una relazione fondata sulla fiducia, esprimendo capacità di intervento e quindi tentando di arrivare a quel livello di credibilità che è essenziale per il benessere della gente”.

“La forma di governo più avanzata al mondo è la democrazia, eppure è sempre più incalzante l’insoddisfazione nei confronti della politica. In questo quadro, le autonomie locali rivestono un ruolo fondamentale quale presidio democratico sul territorio. Si parla periodicamente di crisi della politica, ma spesso si tratta di un’inevitabile trasformazione verso una nuova fase. Gli ideali si evolvono, i compromessi trovano forme di mediazione più complesse; eppure ciclicamente si preferisce privilegiare la teoria della crisi della politica e dare spazio unicamente alle competenze e agli esperti. Questa non è altro che una visione distorta del concetto di sofocrazia di Platone, che continua ad ispirare, o, forse, è meglio dire ad alimentare gli appetiti di molti nella nostra epoca moderna. Poi accade che la politica ‘messa alla porta’ rientri dalla stessa porta e si prenda le sue rivincite, come sta accadendo per la Provincia. I drammi storici di Shakespeare offrono il più ampio panorama politico dai tempi dell’Iliade ed evidenziano che ciò che è reale è razionale, ma ciò che è razionale non necessariamente è reale anche perché, come dice Amleto: ci sono in cielo e in terra assai più cose di quante ne sogna la filosofia. La mezza riforma delle Province è una storia di razionalità che non ha tenuto conto della realtà. Passata l’onda dell’antipolitica, le Province sono diventate così il simbolo della politica che torna a riappropriarsi dei suoi spazi decisionali. Per questo il Testo Unificato per le riforme delle Province e delle Città metropolitane depositato, lo scorso giugno, alla Commissione Affari costituzionali del Senato costituisce un risultato considerevole. Le Province, dimezzate dalla riforma Delrio, hanno continuato ad operare e con i finanziamenti del PNRR sull’edilizia scolastica hanno dimostrato capacità di programmazione, progettazione e investimento”.

“All’Aquila, a causa del sisma, – ha proseguito il sindaco – le scuole rappresentano un obiettivo strategico di grande impatto per la ricostruzione e per porre le basi di un futuro forte e credibile per le giovani generazioni e per il territorio tutto. I rappresentanti della Provincia dell’Aquila non si sono sottratti a questa responsabilità, mettendo in campo le energie necessarie affinché la ricostruzione degli edifici del sapere e della conoscenza fosse una priorità. Nella relazione sulla gestione finanziaria degli enti locali 2019-2020, la Corte dei Conti ammonisce: proprio lo svuotamento della Provincia ha mostrato l’utilità di enti complessivamente in grado di corrispondere alle funzioni di dimensioni vaste, capaci di costituire un riferimento per l’intero sistema delle autonomie e in particolare per i Comuni, specie quelli di dimensioni minori. Signor Presidente, Lei ha osservato che: nelle democrazie tutte le istituzioni, senza eccezioni, possono affermarsi e prosperare solo se sorrette dal consenso dei cittadini. E il consenso dei cittadini – ricordo a me per primo – discende da una politica che sa farsi interprete della realtà, organizzandola con delle regole da seguire in nome di una convivenza civile e per il raggiungimento del bene comune, non destrutturandola a seconda degli umori politici o del sentimento congiunturale di movimenti che poco hanno a che fare con la nobile qualità della partecipazione. Grazie Signor Presidente, Grazie a tutte le autorità presenti e a tutti gli intervenuti”.

La dichiarazione del Presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, nel corso dell’assemblea nazionale delle province d’Italia che inizia oggi all’Aquila. “Spero che l’incontro di oggi, rafforzato dalla partecipazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dia impulso alla ridefinizione del ruolo delle provincie in Italia. È palese il fallimento della riforma Delrio. I territori per troppo tempo sono rimasti sguarniti di un presidio di prossimità la cui assenza ha generato più problemi che vantaggi. Il risparmio non si fa sulla rappresentanza e con il depotenziamento delle province gli unici a pagare sono stati i cittadini. Mi auguro che il governo approvi prima possibile la contro riforma annunciata dal ministro Calderoli”

assemblea province mattarella

(in aggiornamento)

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