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Santi Cosenza, presidente dell’Albenga, ha voluto replicare all’intervista rilasciata dall’ormai ex ds bianconero Marco Ferrante a IVG. Inoltre, tiene a sottolineare alcuni punti e a ribattere alle critiche che stanno circolando nell’ambiente ingauno. L’occasione ideale, quindi, per parlare anche dei cambiamenti che sta subendo la rosa e della scelta, un po’ a sorpresa, di mister Antonio Aiello.
Su quale passaggio delle parole di Ferrante vuole puntualizzare?
“Ferrante parla di visioni diverse del calcio – esordisce Cosenza -, ma la realtà è che non ha accettato il nuovo ruolo che gli avevo proposto. Gli avevo chiesto di fare il direttore generale. Secondo me, il ruolo più adatto a una figura come la sua, nota a livello nazionale per il passato da calciatore. Per la direzione sportiva, ho identificato nella coppia Virdis-Cocito il binomio ideale visto che conoscono meglio i giocatori della Serie D di queste zone per averla disputata e vissuta da tempo”.
C’è altro?
“Beh – prosegue – ho letto in alcuni commenti che Ferrante avrebbe allestito la squadra e che ora la stiamo smantellando. In realtà, ha avuto un ruolo importante ma qui ad Albenga abbiamo sempre lavorato come una squadra. Alcuni giocatori sono arrivati per Ferrante, ma altri tramite le conoscenze di Cocito, Virdis, del sottoscritto, di Marzano e non solo. Qui si lavora in team ed è l’ambiente l’elemento più positivo che ha permesso a staff e giocatori di rilanciarsi.”.
Esposito e Barranco in attacco. Masetti in difesa. Likaxhiu a centrocampo. C’è preoccupazione per le partenze, ce ne potrebbero essere altre?
“Allo stato attuale, solo Boloca nel caso si presentasse una formazione professionistica, come da accordi estivi col giocatore e il procuratore. Non tarpo le ali a nessuno. Esposito e Barranco sono andati via perché gli offrono 3mila euro in più al mese rispetto a quanto diamo noi. Gli altri sono sostituibili. Colantonio era arrivato per fare il titolare a centrocampo e ora troverà più spazio senza Likaxhiu. Masetti? Beh in estate la prima scelta era Legal, che presto verrà ufficializzato. Molti giocatori sono ora sulla cresta dell’onda grazie a quello che la nostra società gli ha concesso di fare attraverso la creazione di un ambiente perfetto”.
Quindi è un po’ deluso dai giocatori e da Fossati? Si parla sempre della questione dei pagamenti.
“Sfido a trovare una squadra che ha già pagato novembre in Serie D. I grandi risultati hanno portato i riflettori su di noi e quindi l’intoppo con lo sponsor è stato ingigantito. A conti fatti, inserendo una punta – a cui stiamo lavorando – la squadra non è così indebolita come si pensa. A patto che lo sia. Questa situazione mi ha fatto capire chi era qui per il progetto e chi soltanto per i soldi. I giocatori ma lo stesso Fossati sono venuti ad Albenga perché non avevano alternative. E grazie a noi, alla società, si sono rilanciati. Il merito è del club in primis”.
Il CV di mister Antonio Aiello non ha esaltato la piazza. Perché questa scelta?
“Aiello mi ha colpito dal primo colloquio telefonico. Gli ho posto anche domande tecniche e ho trovato una persona molto intelligente. A me piace scommettere. Anche Fossati era una scommessa visto che ne veniva da alcune esperienze non felicissime. Non guardo solo ai risultati ma anche alla persona.Tutti i nostri giocatori erano scommesse ad agosto, ricordiamolo”.
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