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CAMERANO – In merito al provvedimento del ritiro delle deleghe, attuato al sindaco di Camerano Oriano Mercante nei confronti della sua ex assessora Barbara Mori, interviene il coordinatore locale di Fratelli D’Italia Lorenzo Rabini: «Francamente – spiega – dal Consiglio comunale dell’altra sera, dove al centro dell’attenzione popolare vi erano le comunicazioni sulla revoca dell’assessore Mori da parte del sindaco Mercante, non ci si poteva aspettare nient’altro di quello che è successo, vale a dire una inutile, scontata e pessima rappresentazione di ciò che è la politica oggi a Camerano».
Rabini non risparmia ironia: «Ci sta ovviamente, perché questa sì che è politica, che un Sindaco che non gode più della fiducia di un componente della sua Giunta prenda carta e penna e firmi la sua revoca, al netto delle opinioni se abbia fatto bene o male, ci sta la risposta sui social e in aula consiliare della Mori che ha letto con evidente partecipazione emotiva un suo documento molto dettagliato e preciso». Però «quello che poi non quadra e che rimbalza evidente dimostrando la vera faccia di questa brutta storia in cui la revoca è solo una ulteriore dimostrazione di dilettantismo allo sbaraglio, è che qualche giorno prima del consiglio comunale il Pd cameranese scriva una sua missiva praticamente di “condanna” rispetto all’atteggiamento del sindaco e della sua decisione; che addirittura in aula vengano fatte dichiarazioni ufficiali da parte della maggioranza di sostanziale pensiero negativo su quanto fatto dal sindaco e che la stessa Mori, protagonista della vicenda, abbia espresso la volontà di rimanere nel “gruppo misto di maggioranza” , cosa questa che non ha fondamento quale collocazione “tecnico-politica” dato che o si entra nel gruppo misto o si sta in maggioranza, e ha aumentato ancor più lo sgomento di chi si aspettava invece una decisione vera e seria politicamente parlando da parte dell’ex Assessore».
Insomma, ancora con ironia, per Rabini questo «Baillame che dimostra solo che a Camerano non c’è bisogno di rifare il Teatro Maratti, quello sta già funzionando presso la sede del Comune, con spettacoli però indecorosi che fanno ben capire che senza un vero cambiamento della guida politica, questo paese non ha futuro, privo come è adesso di autorevolezza istituzionale e politica, di amministratori lungimiranti, di azioni amministrative e di progettualità in ogni settore che mettono in risalto il nome del campanile». Il coordinatore di Camerano di FdI conclude: «Siamo già da un pezzo alla frutta, la vicenda della revoca ha solo alimentato la discesa verso il baratro».
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-06-26 17:09:00 da

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