Tariffe Cinque Terre, dopo la firma strappata a Villa anche Pecunia sigla la lettera da inviare alla Regione

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Anche la sindaca di Riomaggiore Fabrizia Pecunia ha posto la sua firma in calce alla lettera destinata al presidente della Regione Giovanni Toti per chiedere alcune fondamentali modifiche al pacchetto di aumenti delle tariffe ferroviarie per le Cinque Terre.
All’indomani del complicato consiglio comunale di Vernazza, al termine del quale il primo cittadino Francesco Villa ha firmato obtorto collo il documento, si completa così il quadro dei tre Comuni, dopo che il sindaco di Monterosso Emanuele Moggia aveva sottoscritto per primo la lettera. Missiva che ora approda sulla scrivania della presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre, Donatella Bianchi, in attesa del suo autografo e dell’invio all’attenzione del presidente di Regione e dell’assessore regionale ai Trasporti e al Turismo, Augusto Sartori.

Ieri il sindaco Villa si era trovato da solo a votare contro la mozione presentata dall’opposizione vernazzese: in una sala che raramente aveva visto tanto pubblico presente, anche i consiglieri di maggioranza si erano pronunciati a favore, riempiendo di significato le proteste vibranti dei rappresentanti della associazioni e degli operatori turistici presenti. Il primo cittadino ha motivato la sua decisione spiegando di preferire la trattativa di persona, piuttosto che l’invio di una lettera che potrebbe essere intesa come un’imposizione, ma ha poi dovuto prendere atto del parere pressoché unanime del consiglio comunale e ha impugnato la penna per firmare la lettera.

“Quello di ieri – commenta il costituendo Comitato delle associazioni delle Cinque Terre – è stato un bellissimo esempio di ciò che l’unione di intenti, anche tra persone che mai si sarebbero sognate di trovarsi dalla stessa parte della barricata, può raggiungere. Ringraziamo i membri del consiglio comunale di Vernazza che hanno proposto la mozione e quelli che, abbandonata l’ideologia di parte, hanno votato per difendere cittadini e operatori del proprio territorio. Non abbiamo ovviamente la certezza che le nostre richieste saranno accettate ma presentarci in Regione con un documento sottoscritto da tutti i rappresentanti del nostro territorio ci conferisce senza dubbio molta più forza rispetto ad andare separati come fatto fino ad oggi. Tra gli astanti al consiglio c’erano molti cittadini e una rappresentanza del nostro comitato, a oggi unico istituto evidentemente rimasto a conservare quel senso di unità territoriale che ci ha portati ad essere una meta ambita a livello mondiale”.

“Eravamo d’accordo sulla stesura di un documento unitario – spiega oggi a CDS la sindaca Pecunia – e per questo non avevo ancora firmato: non avrebbe avuto alcun senso inviare alla Regione un messaggio monco, orfano di uno dei tre Comuni del territorio. Appreso che Villa aveva infine posto la sua firma ho immediatamente proceduto a fare altrettanto. Ora attendiamo confidenti che lo faccia anche il Parco e poi la lettera sarà spedita a Genova”.
La prima cittadina di Riomaggiore sottolinea come nei mesi scorsi fossero già stati inviati appelli da parte dei Comuni, ma senza un’azione unitaria, ritenuta invece indispensabile per manifestare alla Regione la voce delle Cinque Terre.
“L’obiettivo è quello di salvaguardare gli operatori del territorio – prosegue – che mi hanno chiesto espressamente di trattare per modificare la decisione di Regione e Trenitalia. C’è in ballo un’economia turistica che riguarda in nostri borghi e il territorio del Parco, ma che ha i suoi effetti sull’intera provincia spezzina. E’ indispensabile che vengano ridotti per lo meno i prezzi della Cinque Terre Card, altrimenti si andrebbe a ottenere il risultato opposto di quello annunciato, penalizzando chi ha scelto di soggiornare per più giorni nelle nostre strutture ricettive con costi che diventerebbero davvero elevati. Come è già stato detto più volte, inoltre, gli aumenti non andrebbero a disincentivare il turismo mordi e fuggi, che affronta la spesa solo per la visita di un giorno. Ed è necessario che la Regione ci ascolti anche nella richiesta degli operatori di non estendere gli aumenti nelle ore serali: in quella fascia oraria non c’è overturism, non ha alcun senso tentare di combatterlo con politiche di prezzo del genere”.

Fabrizia Pecunia

 

La lettera che partirà dalle Cinque Terre con le firme dei sindaci Moggia, Villa e Pecunia, e quella del Parco attesa al più presto, avrà anche il sostegno del Comitato delle associazioni delle Cinque Terre, che mette insieme sette realtà tra Monterosso e Riomaggiore.
Parallelamente le richieste di modifica dell’impianto degli aumenti delle tariffe sono state richieste attraverso un altro documento siglato dal Comune della Spezia, dal Comune di Levanto, dalla Provincia della Spezia e da Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato e Cna.
Piazza De Ferrari sarà quindi sottoposta a una sorta di fuoco incrociato e bipartisan proveniente da tutti i soggetti istituzionali e produttivi interessati dalla manovra di aumento dei prezzi, che, è l’auspicio di tutti, dovrà essere rivista al più presto, per non entrare in vigore nell’imminente stagione turistica, con prevedibili ripercussioni negative a partire soprattutto da quella successiva.

Nei prossimi giorni le attenzione e le energie della Regione dovrebbero essere assorbite dal baraccone di Sanremo: archiviata la kermesse canora, i Comuni, le imprese e le associazioni attendono una pronta convocazione da parte di Toti e Sartori.

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www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2024-02-03 03:46:37 da

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