Travis Scott rompe il silenzio sulla tragedia di Astroworld: “Ci penso sempre”

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Il rapper Travis Scott ha rotto il silenzio sulle tragiche morti avvenute al suo festival Astroworld nel 2021. Dieci persone morirono e centinaia di altre rimasero ferite durante il concerto del rapper a Houston, in Texas, dopo che un’ondata di folla inarrestabile si è riversata verso il palco.

Nella sua prima intervista sulla tragedia, Scott ha detto di essere “immensamente devastato” da quelle morti. “Ci penso sempre”, ha detto alla rivista ‘GQ’. “Quei fan erano come la mia famiglia. Amo i miei fan al massimo”, ha aggiunto. “Ci sono momenti in cui le cose diventano difficili e… sì. Ti senti male per quelle persone. E per le loro famiglie”, ha sottolineato.

Migliaia di persone sono rimaste ferite al concerto del 5 novembre 2021 quando è scoppiato il panico, durante l’esibizione del rapper, perché tutti hanno cercato di arrivare sotto al palco, per assistere da vicino alla performance del loro beniamino. Dieci persone, di età compresa tra 9 e 27 anni, sono state schiacciate, sono morte per asfissia da compressione.

Alcuni spettatori hanno poi accusato Scott e il collega rapper Drake di aver continuato l’esibizione nonostante “corpi senza vita” venissero portati via tra la folla “in piena vista del palco”. Il capo dei vigili del fuoco di Houston ha dichiarato che Scott avrebbe dovuto interrompere lo spettacolo molto prima di quanto avesse fatto. La star dichiarò di non essere stato consapevole della gravità della tragedia finché non lasciò il palco.

La sua unica precedente dichiarazione pubblica sulla tragedia arrivò nei giorni successivi al concerto, sui suoi canali social. In un comunicato, Scott disse di essere “devastato” e promise di dare al dipartimento di polizia di Houston il suo “totale sostegno” alle indagini sulla “tragica perdita di vite umane”.

In una diretta su Instagram, aggiunse che avrebbe subito fermato il concerto se avesse saputo quanto fosse diventata grave la situazione tra il pubblico.

“Ogni volta che riesco a capire che qualcosa sta succedendo tra il pubblico, interrompo lo spettacolo e li aiuto a ottenere l’aiuto di cui hanno bisogno. Non potevo mai immaginare la gravità della situazione”

Parlando con GQ, Scott ha confermato che una delle tracce del suo recente album, intitolata ‘My Eyes’, fa riferimento alla tragedia. Nel brano, mentre il ritmo aumenta verso la fine della canzone, Scott rappa: “Ripeto quelle notti, e proprio al mio fianco, tutto ciò che vedo è un mare di persone che cavalcano con me. /Se solo sapessero cosa farebbe Scotty per saltare giù dal palco e salvare un bambino”.

“La canzone è emozionante… e quel verso significa molto per me”, ha spiegato nell’intervista. Alla domanda su cosa avrebbe voluto che la gente pensasse ascoltando quella canzone, Scott ha risposto: “Sapere che anch’io soffro”. “Ho delle preoccupazioni, anche per le cose che vedo quotidianamente. E ogni giorno voglio portare un cambiamento nelle cose, migliorare le cose, migliorare me stesso. Affronto cose come tutti gli altri. E anche recentemente attraverso qualcosa che non avrei mai potuto immaginare”, ha sottolineato.

Nel giugno di quest’anno, un gran giurì in Texas ha rifiutato di incriminare Scott e altre cinque persone per qualsiasi accusa penale relativa al concerto.

Un rapporto investigativo sulla tragedia, pubblicato dalla polizia di Houston il mese successivo al concerto mortale, affermava che i lavoratori impegnati nel festival avevano evidenziato i problemi e avvertito di possibili conseguenze gravi prima dello spettacolo. Un addetto alle sicurezza era così preoccupato dalla quantità di gente accorsa che mandò un messaggio ad uno degli organizzatori dell’evento dicendo: “qualcuno finirà morto”. “C’è il panico negli occhi della gente. La situazione potrebbe peggiorare rapidamente”, aveva scritto Reece Wheeler a Shawna Boardman, una delle direttrici della sicurezza privata del festival, pochi minuti prima che Scott salisse sul palco. In un testo successivo Wheeler aggiunse: “So che cercheranno di resistere, ma vorrei che fosse messo a verbale che non avevo consigliato che questa cosa continuasse”.

In un interrogatorio della polizia due giorni dopo l’evento, Scott ha detto agli investigatori che, sebbene abbia visto una persona vicino al palco ricevere cure mediche, la folla in generale sembrava godersi lo spettacolo e non avevo visto alcun segno di problemi seri. Il rapper – e altre persone coinvolte nell’organizzazione del festival – devono ancora affrontare le cause civili da parte di numerose vittime e dei loro familiari nei tribunali statali del Texas. Sia Scott che Drake hanno recentemente rilasciato deposizioni in relazione a questi casi. I dettagli delle udienze non sono noti, a causa di un rigido ordine di secretazione degli atti. Le famiglie di tre delle vittime si sono già accordate con Scott, con Live Nation e con altre parti coinvolte, ma i termini degli accordi non sono stati resi noti.

Il primo processo di omicidio colposo relativo all’evento dovrebbe essere celebrato nel prossimo maggio.


L’articolo Travis Scott rompe il silenzio sulla tragedia di Astroworld: “Ci penso sempre”
www.adnkronos.com è stato pubblicato il 2023-11-16 15:40:39 da webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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