Tutti a Santa Fiora, dove il lavoro è “smart”

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SANTA FIORA. «In questi anni tante persone sono arrivate in paese, da tutte le parti del mondo, per lavorare. Era necessario avere una struttura su cui contare, un posto fisico dove potessero andare a lavorare e ritrovarsi». Così Federico Balocchi, il sindaco del Comune amiatino, ha presentato ieri, sabato 21 ottobre, il “Santa Fiora smart village“.

Prende forma a Bagnolo l’ambizioso progetto dell’amministrazione. Proprio nella frazione intende trasformare l’ex albergo del Pratuccio in una “Cittadella del lavoro” in grado di fornire servizi all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, alle imprese e ai lavoratori. Diventando un polo attrattivo per aziende che decidono di delocalizzare, per start up e per liberi professionisti, ai quali vengono messi a disposizione spazi di lavoro o di coworking.

L’investimento complessivo solo per la ristrutturazione dei locali (senza considerare l’acquisto dell’immobile da parte del Comune) supera i 3 milioni e mezzo di euro. I lavori del primo lotto (del valore di 1milione e 800mila euro) sono attualmente in corso e sono stati in parte coperti con finanziamento regionale e fondi Gse per riqualificazione energetica. La ristrutturazione prevista dal primo lotto riguarda l’ex dependance dell’albergo, sul lato della provinciale davanti al Molino Bellini.

Santa Fiora Smart Village, il render del progetto di riconversione dell'ex Hotel Pratuccio, i lavori del lotto 1
Un render grafico dei lavori realizzati nel lotto 1

Questo immobile si sta trasformando nella struttura principale della nuova Cittadella del lavoro, con al piano terra l’ingresso, l’area bar aperta anche all’esterno a servizio del centro abitato e una serie di postazioni di lavoro e uffici. Il piano superiore sarà dedicato interamente agli uffici. Ci sarà anche un piano seminterrato con due sale riunioni e una sala formazione.

Il secondo lotto a inizio 2024

I lavori del secondo lotto partiranno a inizio del nuovo anno, con un investimento di ulteriori 1milione e 700mila euro, finanziati dal Pnrr (il Comune, infatti, ha vinto il “Bando Borghi”). Riguarderanno l’immobile dell’ex albergo, che sarà abbattuto e ricostruito in maniera molto diversa e più compatibile con l’ambiente circostante.

Santa Fiora Smart Village, il render del progetto di riconversione dell'ex Hotel Pratuccio, i lavori del lotto 2
Un render grafico dei lavori realizzati nel lotto 2

Sarà una struttura ad un piano, in modo da lasciare vedere dal livello soprastante il parco pubblico del Pratuccio e viceversa. Ci sarà un piccolo secondo piano nella parte a monte. I due parchi saranno collegati da una scalinata al centro della nuova struttura. Al piano terra saranno realizzati uffici, laboratori e il magazzino, mentre al piano superiore il centro direzionale e una piccola foresteria con due camere e una cucina. Il collegamento tra i diversi immobili sarà costituito da aree verdi: il progetto prevede la riqualificazione del parco e gli edifici avranno ampie vetrate che renderanno le postazioni di lavoro belle e luminose, oltreché funzionali.

Il progetto architettonico è stato curato dagli architetti Francesco Nicolai, Matteo Romanelli, Marco Petrangeli.

Balocchi: «Santa Fiora smart village modello anche per altre realtà»

Santa Fiora Smart Village nasce prima della pandemia. «Quando abbiamo iniziato a lavorare per portare a Santa Fiora la fibra ottica e ci siamo riproposti di sfruttare questa opportunità puntando sul lavoro delocalizzabile – spiega il sindaco Federico Balocchi – L’Amiata ha una notevole tradizione imprenditoriale che è importante difendere e tutelare, ma ci sono opportunità di sviluppo legate alla delocalizzazione delle imprese provenienti da fuori, che potrebbero trovare economicamente vantaggioso investire nel nostro comune. La Cittadella del lavoro è stata pensata anche come incubatore di imprese innovative e polo dello smart working».

Santa Fiora smart village la presentazione
Santa Fiora smart village la presentazione

La pandemia ha dato una spinta decisiva all’utilizzo delle tecnologie informatiche. «Dimostrando che la nostra visione era corretta – dice Balocchi – Quindi il cuore del progetto è attrarre nuove imprese che scelgano di delocalizzare a Santa Fiora delle attività: penso alle attività amministrative, che possono essere aperte ovunque, basta avere gli spazi, la tecnologia informatica e le competenze».

«Sono convinto che il Polo del Pratuccio potrà diventare modello anche per altre realtà simili alla nostra – prosegue il sindaco – e che questa sia l’unica possibile via per contrastare il graduale spopolamento e trattenere e attrarre giovani competenti».

Santa Fiora smart village: alternativa alla città. Ci sono impresa già interessate

Santa Fiora si propone dunque come un’alternativa alla città. «Ci sono tante persone che vivono nei grandi agglomerati urbani perché ci vogliono stare, per scelta, ma tante altre lo fanno perché sono costrette dalla professione che svolgono – precisa il sindaco – A Santa Fiora vogliamo creare i presupposti per garantire le stesse opportunità della città ma con condizioni di lavoro e di vita migliori e a costi più bassi per vivere e fare impresa. Ecco perché il Comune di Santa Fiora ha acquistato l’ex complesso alberghiero del Pratuccio, con l’obiettivo di trasformarlo nel cuore pulsante delle attività, incubatore di giovani imprese, polo dello smart working»

Già ci sono diverse imprese che hanno manifestato il loro interesse a insediarsi nella struttura. «Già dall’inizio sarà occupata da decine di giovani lavoratori– conclude il sindaco Balocchi – Altre importanti realtà imprenditoriali stanno valutando. A breve faremo un incontro pubblico destinato alle imprese per far conoscere la struttura, gli spazi interni e spiegare come sarà possibile fare domanda per insediarsi qua».

 



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www.maremmaoggi.net è stato pubblicato il 2023-10-22 10:03:25 da Federico Catocci

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