Una “casa rifugio” di secondo livello, destinata a ospitare a titolo gratuito le donne (e i loro eventuali figli minori) vittime di violenza e allontanatesi per questioni di sicurezza dalla propria abitazione, sarà realizzata all’interno di un appartamento di via Privata Torino, a Bordighera, confiscato alla criminalità organizzata e trasferito al patrimonio indisponibile del Comune.
in risposta al bando per l’affidamento dell’immobile disposto su una superficie di oltre 100 metri quadrati, composto da sette vani. Nei mesi scorsi, infatti, era stato pubblicato un avviso esplorativo rivolto alle associazioni intenzionate a utilizzare l’appartamento per scopi sociali.
che, superato il pericolo per la propria incolumità, necessitano dell’accompagnamento verso la semi-autonomia. L’immobile era stato confiscato, con decreto del Tribunale di Imperia, su proposta della Direzione Investigativa Antimafia di Genova, a Gennaro Romano, considerato esponente della criminalità organizzata.
intestato alla convivente, a Romano era stato applicato anche il provvedimento di sorveglianza speciale con obbligo di residenza per 5 anni. E’ nel decreto di confisca che vengono illustrati i presunti legami di Romano con la criminalità organizzata.
Gli inquirenti ritengono, infatti, che abbia iniziato a commettere reati sin dai primi anni Settanta, quando ancora ventenne veniva denunciato e condannato per detenzione ed porto di armi, contrabbando, associazione a delinquere finalizzata al falso monetario, falso e altri reati commessi in varie parti di Italia (Napoli, Imperia, Bolzano, Genova, Ventimiglia, Cuneo, Roma, Bordighera) ed anche in Francia (Nizza, Aix en Provence). Lo stesso viene considerato “persona socialmente pericolosa”, abitualmente dedito a traffici delittuosi.
Inoltre, per la condotta e il tenore di vita rispetto alle dichiarazioni fiscali, lo ritengono appartenente ad associazioni di tipo mafioso con il grado di “concorrente esterno”. Molti, infatti, i contatti con persone di spicco della criminalità organizzata, intercettati dagli investigatori.
Fabrizio Tenerelli
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