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Facilmente balza agli occhi, non solo dall’astensionismo, la distanza siderale della comunità civile dai giochi di potere della classe politica dominante a tutti i livelli. Non è certo populismo ammettere che la discussione pubblica si innesta quasi esclusivamente su questioni nominalistiche, avulse da un pensiero riconoscibile, senza alcun riguardo alle carenze comuni ed ai percorsi necessari per soddisfarle. Siamo di fronte ad una involuzione in cui si sono persi i legami con i diritti, i bisogni sociali, dove è evidente l’affermazione di una “democrazia senza popolo”.
Da mesi, ad esempio, in maniera stucchevole persino per gli addetti ai lavori, si parla di segretari autosospesi, autocandidature ad una città che ancora non esiste, toto-nomi in giunta comunale. Dei cittadini, del loro benessere, della…
www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2024-01-08 18:28:51 da Redazione Corriere
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