Vaiolo delle scimmie, l’Oms alza il livello di allerta per la variante d…


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Un nuovo ceppo del virus Monkeypox (Clade 1b), più virulento di quello diffuso tra il 2022 e il 2023 e l’aumento significativo dei contagi in Africa, ha alzato nuovamente il livello di allerta.


La nuova variante del virus, negli ultimi mesi, ha fatto salire i contagi, a partire dalla Repubblica Democratica del Congo, che oggi costituisce l’epicentro della epidemia. I numeri esatti non sono certi. L’Africa Centers for Disease Control and Prevention parla di circa 15 mila casi nel continente dall’inizio dell’anno e oltre 500 decessi.


Il virus sta mostrando la capacità di varcare i confini ed insediarsi in aree in cui, fino ad oggi, non era presente. Anche Burundi, Kenya, Costa d’Avorio, Rwanda e Uganda riportano i primi contagi.


Profilo delle persone contagiate


Il profilo delle persone contagiate è diverso da quello degli anni precedenti, in cui ad essere più colpiti erano i maschi adulti. Oggi, tra i morti principali  sono i minori e le donne in gravidanza. Secondo i dati dell’OMS, il 39% dei casi e il 62% dei decessi riportati dall’inizio dell’anno fino a maggio, nel Congo, riguardano bambini con meno di 5 anni di età.


Il 20% delle persone decedute non aveva ancora compiuto 1 anno e negli ospedali – riferisce Save the Children – sono ricoverati a causa della malattia anche neonati di appena due settimane.


L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha dichiarato Mpox una emergenza sanitaria internazionale


Il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’OMS ha convocato un Comitato di esperti ed evidenziato il rischio che il virus possa espandersi ulteriormente se non vengono adottate misure di contenimento adeguate a livello globale.


Il Comitato di emergenza della Organizzazione Mondiale della Sanità si è riunito il 14 agosto ed ha dichiarato Mpox una emergenza sanitaria pubblica di portata internazionale, decisione che comporta l’implementazione di misure straordinarie a livello globale per contenere l’epidemia.


Anche in Italia, la situazione è sotto controllo


I casi descritti in Italia non sono gravi, ma è stato necessario il monitoraggio clinico. Negli ultimi due mesi – emerge dall’ultimo bollettino del Ministero della Salute – si sono verificati 9 nuovi casi: 2 in Friuli Venezia Giulia, 1 in Lombardia e 6 in Veneto.


Il virus Monkeypox sta mostrando potenzialità di diffusione notevole – dicono Esperti Virologi italiani – e pone dei problemi di salute pubblica. Il virus proviene da Paesi che hanno scambi commerciali con l’Europa e l’Italia. Questo nuovo ceppo potrebbe quindi diventare un problema  per casi di importazione legati ai viaggi.


Situazione epidemiologica


Nel biennio 2022-2023 sono stati diagnosticati 93.287 casi confermati a livello mondiale, di cui 26.411 in Europa.


A partire dal maggio 2022, quando in Italia è stato riscontrato il primo caso di infezione, nel nostro Paese, sono stati confermati 1.056 contagi, 262 dei quali collegati a viaggi all’estero, 44 sono stati registrati in Lombardia, 169 nel Lazio e 97 in Emilia Romagna. Le Autorità italiane stanno monitorando da vicino l’evoluzione della epidemia e i contatti stretti dei casi confermati.  


Mpox: modalità di trasmissione, sintomi, clinica, terapia e prevenzione


Il vaiolo delle scimmie (Mpox) è una malattia infettiva zoonotica causata dal virus Monkeypox (MPXV), a DNA, appartenente alla famiglia dei Poxviridae, genere Orthopoxvirus, è stato isolato per la prima volta nel 1970 nei villaggi rurali delle zone delle foreste pluviali dell’Africa centrale e occidentale. Il virus è simile, ma meno grave, di quello che provoca il vaiolo nell’uomo, malattia endemica fino agli anni Settanta anche in Italia, poi eradicata a livello globale, grazie alle vaccinazioni.


La trasmissione interumana attraverso il contatto fisico stretto, compresa l’attività sessuale è un fattore significativo nella attuale epidemia.


Il contagio avviene principalmente attraverso il contatto con cute e mucose infette, soprattutto durante i rapporti sessuali, ma anche tramite il contatto di materiale contaminato.


Un recente lavoro di esperti internazionali, pubblicato sulla rivista Nature Medicine, ha dimostrato alcune caratteristiche peculiari di questo nuovo Mpox virus clade1 del Congo.


 Il virus ha una delezione (un tratto del DNA virale viene a mancare rispetto alla sequenza originaria) e questa modificazione genetica comporta che il virus acquisisca nuovi caratteri che modificano l’epidemiologia.


Il clade 1 centroafricano di Mpox si caratterizzava per il passaggio dall’animale all’uomo e per piccoli focolai di trasmissione interumana.


Il nuovo virus clade 1b, in contrapposizione al clade 1a originario dell’Africa centrale, sembra in grado di essere trasmesso in modo più efficiente da uomo a uomo, attraverso i rapporti sessuali, nella gente giovane adulta, sessualmente attiva. Questo nuovo clade 1b si comporta in modo simile al clade II della epidemia globale del 2022-2023, diffondendosi rapidamente, ma con una letalità oltre dieci volte superiore. Da qui la preoccupazione dell’OMS.


I sintomi, simili a quelli del vaiolo umano, si manifestano dopo un periodo di incubazione di 5-21 giorni, con: febbre, dolori muscolari, cefalea, ingrossamento dei linfonodi, spossatezza e lesioni cutanee.


L’eruzione cutanea si sviluppa di solito da uno a tre giorni dopo l’inizio della febbre ed interessa soprattutto le aree ano-genitali, il tronco, le braccia e le gambe, il viso, i palmi delle mani e le piante dei piedi. Le lesioni cutanee spesso si presentano come macule che tendono ad evolvere in papule, vescicole, pustole e croste.


La malattia, in genere, si risolve spontaneamente in 2-4 settimane, ma può essere più grave nei bambini, nelle donne in gravidanza e negli immunodepressi.


Le complicanze possono includere: infezioni secondarie, broncopolmonite, sepsi, encefalite e infezioni oculari che possono causare perdita della vista.


La terapia è sintomatica, mediante la somministrazione di  antidolorifici ed antipiretici.


Per la prevenzione è disponibile un vaccino MVA-BN, prodotto da Bavarian Nordic, un vaccino di terza generazione contro il vaiolo, basato su un virus vivo attenuato, non replicante, modificato (ceppo di Ankara). Questo vaccino è distribuito in Europa con il nome commerciale di Imvanex.


























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www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2024-08-15 12:03:54 da


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