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Fa discutere l’ordinanza del sindaco di Vico del Gargano, Raffaele Sciscio, relativa al fenomeno del randagismo in paese. Nell’atto, il primo cittadino ordina “la cattura dei 7 cani randagi presenti in via Buca del Carbonaio in località San Menaio e dei 7 cani randagi vaganti in via Resistenza (incrocio con viale Cappuccini) e Via Risorgimento e ricoverarli, per un congruo periodo di osservazione, presso canile convenzionato, considerando che il canile comunale di ricovero temporaneo dei cani randagi non ha capienza sufficiente per ospitare adeguatamente 14 cani”:
Una decisione che è stata bollata dagli animalisti come “chiaro esempio di egoismo e libertinaggio mascherato da libertà”. O almeno così si esprime in una nota stampa l’associazione ‘Un fido per amico’. “Abbiamo cercato più volte di far capire al sindaco, nei nostri incontri, che il problema dei cani randagi (etichettandoli come pericolosi senza alcun fondamento) non si risolve con la reclusione indipendentemente dal tipo di struttura, come ci ha chiesto più volte di fare, è una decisione non solo ingiusta ma anche controproducente. La vera risoluzione risiede nei controlli efficaci: il monitoraggio delle cucciolate casalinghe incontrollate, il controllo e l’obbligo dei microchip, il controllo dei cani vaganti di proprietà, l’obbligo della raccolta delle deiezioni (perché fare un ordinanza senza farla rispettare?), le sterilizzazioni”, spiegano.
“Ma il nostro sindaco sembra ignorare la realtà del suo territorio: quante volte lo abbiamo invitato a venire con noi in loco e non si è mai presentato? Ha preferito stabilire come ci ha espressamente comunicato che i cani vengano allontanati dalla villa e dal centro del paese per “migliorare la facciata” di Vico del Gargano, come se il vero problema fosse la presenza degli animali. Ma la verità è ben diversa: il marcio di questo paese non dipende dai nostri amici a 4 zampe ma dei bipedi vichesi. La proposta di recludere i cani non risolve nulla, ma alimenta solo un sistema che, piuttosto che educare e sensibilizzare, preferisce nascondere i problemi sotto il tappeto”.
L’associazione ricorda che, secondo la legge regionale sulla gestione del randagismo in Puglia, l’approccio giusto prevede una gestione responsabile dei cani sul territorio. Il che significa lavorare per il loro benessere attraverso la sterilizzazione, la microchippatura e l’adozione. L’obiettivo deve essere quello di garantire una vita dignitosa per gli animali, non di eliminarli o di rinchiuderli per sempre.
“Inoltre, il sindaco sembra ignorare l’importanza di una comunità che tuteli gli animali, proprio come accade in molte altre realtà, anche in piccoli paesi della Puglia stessa senza doverci necessariamente spostare al Nord Italia, dove le colonie feline sono segnalate e protette, i cani sterilizzati sono liberi, identificati con un collarino o una medaglietta comunale, così che anche i turisti, che ora arriveranno con la bella stagione, sappiano che sono cani tutelati e seguiti da non spostare e da cui non bisogna avere paura”, Proseguono.
“La questione non riguarda solo la gestione dei cani, ma anche la visione di un paese che vuole evolversi, diventando più moderno e accogliente dove i nostri amici a 4 zampe sono membri effettivi dei nostri nuclei familiari. Oggi, nel 2025, le famiglie cercano destinazioni pet-friendly, dove i propri animali siano benvenuti. Vico del Gargano sembra essere rimasto ancorato a vecchi concetti. Invece di criminalizzare gli animali, dobbiamo educare i cittadini a comportamenti responsabili”, aggiungono.
L’associazione è scettica anche sulla numerazione dei cani indicati nell’ordinanza, poiché nel calderone sarebbero finiti cani fobici (che non si avvicinano quindi alle persone) e anche cani di proprietà attratti da cagne in calore: “È triste vedere come si amplifichi il problema, creando paure infondate e allarmismo proprio dal primo cittadino. Il nostro sindaco non sembra avere molta simpatia per i cani, tanto da attribuirgli anche la responsabilità delle deiezioni sul territorio. Ma la realtà è che le deiezioni provengono da cani di proprietà i cui padroni non si preoccupano di raccoglierle!”
In conclusione, l’associazione chiede al sindaco di Vico del Gargano “di rivedere la sua posizione e di attuare politiche basate sulla tutela e il rispetto degli animali, seguendo le linee guida stabilite dalla Legge Regionale 7 febbraio 2020, n. 2 e Regolamento Regionale 19 dicembre 2023, n. 14. Certamente noi non resteremo fermi a guardare ma inizieremo un iter legale”, assicurano.
www.foggiatoday.it è stato pubblicato il 2025-03-04 17:52:00 da

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