“15 anni che hanno cambiato l’Italia”. Marco Travaglio e Marcello Veneziani a Nova

“15 anni che hanno cambiato l’Italia”. Marco Travaglio e Marcello Veneziani a Nova




“15 anni che hanno cambiato l’Italia”. Marco Travaglio e Marcello Veneziani all’assemblea costituente del M5S

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45 Comments

  1. Il 5 stelle ha avuto la possibilità di cambiare tutto ma è stato cambiato da chi se ne è appropriato, da chi lo ha usato. Vedi il direttorio… abbiamo creato le superstar della politica che niente avevano di meglio del clientelismo che combattevamo.. anzi, sono stati peggio. Perché ci abbiamo solo messo più persone nel sistema. Con la differenza che questi sono davvero ignoranti… sono andati in Russia, in Cina, facendo accordi commerciali con chi di diritti umani se ne sbatte. Saluti

  2. Trovo difficile digerire che Marcello abbia sminuito l'idea di democrazia diretta proprio sul palco del M5S, un principio fondante del movimento.
    Inoltre, vorrei ricordare che "woke", in italiano, si traduce "sveglia", lo stesso concetto che ha ispirato lo spirito originario del M5S.
    Mi chiedo sinceramente se questi discorsi di stampo neoliberale abbiano l'obiettivo di strizzare l'occhio agli elettori intellettualoidi delusi del centro-destra o se si voglia spostare il movimento in quella direzione perché considerata "vincente".
    Detto ciò, apprezzo Marco Travaglio: pur non condividendo sempre le sue posizioni, lo considero un pensatore arguto e stimolante.

  3. È bello sentire che col mio voto potrei influenzare la guerra in Ucraina o l'invio di aiuti a Israele, oppure mandare in galera chi ha raccontato balle sulle varie malattie del secolino. È bello sapere che sarei "rappresentato". È bello.
    Certo, se uno non vota, come potrebbe sperimentare di persona tutto questo?
    Il problema sorge se hai 74anni.

  4. Travaglio non dovrebbe mai parlare di politica, viene fuori la sua anima narcisa di destra. Afferma che Lega e 5 Stelle sono state le uniche forze politiche che hanno raccolto voti liberi e di opinione. Poi esprime la sua fascinazione per la sedicente «sinistra conservatrice» tedesca capitanata da Sahra Wagenknecht. Il M5Stelle da Grillo a Travaglio, andiamo bene.

  5. Ciao pseudo giornalisti antisemiti e antisionisti e putiniani vi siete dimenticati che in Russia c'è una dittatura comunista dove nessuno può chiedere le dimissioni xchè se no ti arrestano ma smettela di dire fake news sull'ucraina è su Israele x fare soldi facendo propaganda prohamas e proputin e antisemita e antisionista la feccia dell' umanità purtroppo ci sono tanti nazicomunisti che vanno in piazza ha manifestare x Hamas e fare cori antisemiti xchè certa gente fa soldi spargendo odiò verso gli ebrei è sempre w Israele e w l'Ucraina

  6. Oggi proprio a causa della crisi della POLITICA mi sembra importante fare una PROPOSTA VERA (non quella FALSA del PREMIERATO). L’OBBIETTIVO della PROPOSTA sia: RENDERE i GOVERNI mirati, il più possibile, al BENE COMUNE indipendentemente dal PARTITO attraverso cui hanno avuto il MANDATO.

    Fin dai primi anni 2000, avevo pensato che l’argomento della gestione ECONOMICA dei PARTITI fosse DECISIVO per organizzare una POLITICA SENZA INTRALLAZZI con chi nella SOCIETÀ detiene il POTERE ECONOMICO; mi accorgo oggi che le IDEE di allora avevano il DIFETTO di non prendere in considerazione TUTTE le ATTIVITÀ a cui i CITTADINI della SOCIETÀ si dedicano per VIVERE.

    Gli INTRALLAZZI avvengono, purtroppo, da per TUTTO con DANNO per la SOCIETÀ!

    Oggi è evidente a tutti che la TECNOLOGIA INFORMATICA ci permetterebbe il CONTROLLO di TUTTE le TRANSAZIONI ECONOMICHE.

    Per rendere meno possibili gli INTRALLAZZI (non solo quelli dei POLITICI) è NECESSARIO rendere OBBLIGATORIO ed ESCLUSIVO l’USO di MONETA TRACCIABILE collegata ai CODICI FISCALI di chi CONTRAE le TRANSAZIONI. Questa è una INNOVAZIONE contro qualsiasi POSSIBILITÀ di INTRALLAZZO ECONOMICO; vivremmo mediante il DENARO TRACCIABILE e perciò solo mediante le REGOLE ECONOMICHE PERMESSE.

    Siamo così, in condizione di progettare e controllare le REGOLE di TRANSAZIONE dei beni mediante il DENARO e qualsiasi altra MOVIMENTAZIONE del DENARO.

    È chiaro che chi vuole SOPRAFFARE il PROSSIMO o la SOCIETÀ, deve trovare accorgimenti più complicati per cui non siano ancora state PROMULGATE LEGGI che li impediscano.

    Un esempio facilmente pronosticabile è quello dello SCAMBIO dei FAVORI PERSONALI.

    L’ENTE GIUDICANTE che mi sembra più adeguato ad esprimere un GIUDIZIO POLITICO e a spingere a PROVVEDIMENTI di correzione è l’INSIEME dei CITTADINI.

    Sintetizzo quanto fu parte di mie elucubrazioni.

    Si sentono frequentemente molti esponenti politici affermare di essere servitori dello Stato e quindi servitori dei cittadini. Poiché i PARTITI sono le organizzazioni attraverso le quali dovrebbe essere espletato il loro servizio, risulta necessario, per fissare i termini, definire questo servizio e come le attività di queste organizzazioni possano risultare efficaci e rivolte al proprio miglioramento ed a quello degli elettori (utenti). Il bene che il PARTITO si propone di fornire ai CITTADINI dovrebbe essere completamente privo da qualsiasi materialità ma, nello stesso tempo, tale da esprimere, come risultati, effetti sia immateriali (crescita culturale) che materiali (crescita economica) in ogni caso una migliore VIVIBILITÀ sia di ogni CITTADINO che della loro SOCIETÀ. Il PARTITO dopo aver individuato l’obiettivo da raggiungere che consiste in un proprio ben definito modello della SOCIETÀ dei CITTADINI ne fa il motivo della propria ESISTENZA e si propone di fornire ai CITTADINI IDEE per la sua costruzione. Possiamo quindi affermare che un PARTITO svolge una propria ATTIVITÀ di SERVIZIO che equivale a quanto definiamo RAGIONE SOCIALE.

    La differenza basilare fra ‘economia di un partito e di un servizio pubblico sta nelle modalità di ciascuna delle due organizzazioni per il reperimento delle risorse economiche.

    – La società di servizio ricava il sostentamento dalla vendita del servizio alla propria clientela e pertanto dipende da questa e deve attrezzarsi per soddisfarne i bisogni.

    – i partiti politici, oggi, invece acquisiscono potere economico dai cittadini che li eleggono solo nel momento delle votazioni (la sovvenzione è denominata in modo improprio, rimborso delle spese sostenute durante la campagna elettorale) e di questi solo una parte esigua continua a finanziarli in modo diretto (è naturale che i politici soddisfino in modo più concreto chi gli dà il sostegno materiale diretto). Il meccanismo di finanziamento dei partiti falsa evidentemente la democrazia dando maggior peso politico a chi in qualche modo mantiene relazioni economiche con i politici e come vediamo dalle cronache questa modalità si presta ad intrallazzi e corruzioni.

    – La mia ipotesi innovativa è che il partito dovrebbe ricevere la sovvenzione dello Stato periodicamente e sempre in modo proporzionale alle tessere in proprio possesso nel momento della elargizione e che tutti i politici che ne fanno parte dovrebbero ricevere il proprio stipendio dal proprio partito secondo regole interne al partito stesso. La tessera del partito è un contratto di adesione soggetto alla possibilità di recesso da parte dei cittadini, che in questo modo acquisiscono una potenzialità di controllo sulla POLITICA. Rimarrebbero a carico diretto dello Stato gli stipendi di coloro che rivestono cariche pubbliche riguardanti compiti chiaramente esecutivi e cioè gli addetti alle funzioni di governo, sia della Nazione che delle Regioni, delle Province e dei Comuni. Lo scopo di questa impostazione è di creare una struttura basata sul proposito della ricerca continua dell’eccellenza, che parte dalla capacità dei partiti di farsi conoscere dai propri sostenitori non solo per il proprio progetto ma anche per il modo con cui sono capaci di attuarlo nel tempo.

    – È, inoltre significativa la differenza che esiste fra il cittadino, semplice elettore, che usufruisce dell’offerta dei partiti e il cliente dei servizi offerti da una società di servizi. Il cliente usufruisce di quanto gli viene offerto immediatamente appena usa il servizio e può esprimere immediatamente il proprio giudizio, il cittadino usufruisce di due effetti diversi, quello culturale che è immediato è tanto più realizzato, quanto più non si ferma a semplice informazione propagandistica unidirezionale ma è comunicazione bidirezionale con crescita culturale dei due soggetti e l’effetto finale che può sembrare anche completamente eluso ma che gli addetti alla comunicazione del partito dovrebbero avere la capacità di ridiscutere, sempre in modo costruttivo e reciproco, sia con i cittadini che con la gerarchia del partito alla ricerca di ulteriori miglioramenti delle nuove idee proposte.

    Ho l’impressione che una organizzazione di questo genere, possa conseguire molti effetti positivi ed inoltre servire a togliere alla proposta illusoria del PREMIERATO: “Lasciateci fare che faremo i VOSTRI INTERESSI” ogni attrattiva poco ragionevole di novità.

  7. Porterò un esempio per sostenere una affermazione più generale. Cerco di rispondere a questa domanda: Quali possono essere, se esistono, i principi che dovrebbe seguire chi progetta l'attuazione di una buona ATTIVITA' nella SOCIETA'? Per me il PRINCIPIO FONDAMENTALE è che l'ATTIVITA' persegua già dalla fase di PROGETTAZIONE e prosegua nel perseguire durante la fase di GESTIONE le buone, migliori RELAZIONI possibili fra tutte le PERSONE, i CITTADINI interessati, procurando per quanto possibile bene agli ALTRI e all'AMBIENTE. Ora gli STATI che governano le SOCIETA', costituite da CITTADINI perseguono solo l'OBIETTIVO ECONOMICO finendo col tradire persino lo stesso OBIETTIVO, quando fanno le guerre per nessun altro motivo che l'INTERESSE ECONOMICO. Passo all'esempio:

    Potenza della Famiglia quando nasce un figlio.

    Nasce un figlio; è un avvenimento che interviene in modo molto rilevante sulla FAMIGLIA cambiandola radicalmente. Certo ogni FAMIGLIA è diversa, e lo sono sicuramente il NEONATO, i GENITORI e gli altri FAMILIARI, ma quando si vuole GOVERNARE una MOLTITUDINE di INDIVIDUI facendola appartenere ad una SOCIETÀ con l’OBIETTIVO di evolvere verso una migliore CONVIVENZA si deve riconoscere che esiste per tutti gli INDIVIDUI un NUCLEO FONDAMENTALE di COMPORTAMENTO NATURALE al quale la grande MAGGIORANZA vorrebbe ATTENERSI tanto che quando un singolo o anche molti TRASGREDISCONO diciamo che agiscono CONTRO NATURA. Il desiderio NATURALE della FAMIGLIA e dei GENITORI è di fare crescere il BAMBINO nelle migliori CONDIZIONI, per fargli vivere nel miglior modo la PROPRIA ESISTENZA.

    Abbiamo quindi una enorme spinta, ENERGIA, MIRATA ad un preciso OBIETTIVO. Perchè constatiamo che questa spinta invece di buon vivere si è concretizzata contribuendo a sviluppare la SOCIETÀ attuale in cui chi ha il PRIVILEGIO di VIVERE “BENE” si è adattato a VIVERE contro la propria NATURA che è sicuramente di avere BUONE RELAZIONI col PROSSIMO?

    Mi sembra che dovrebbe essere compito di un BUON GOVERNANTE, indirizzare in modo diverso la SOCIETÀ! Cerchiamo di seguire quello che avevo prospettato come criterio generale, cioè: proponiamoci di intraprendere ATTIVITA' che perseguano, già dalla fase di PROGETTAZIONE e proseguano perseguendo durante la fase di GESTIONE, le buone, migliori RELAZIONI possibili fra tutte le PERSONE, i CITTADINI interessati, nel nostro caso al BAMBINO, procurando per quanto possibile bene agli ALTRI e all'AMBIENTE. La gran parte dei BAMBINI vive il primo periodo della propria esistenza su un territorio limitato che cresce man mano di dimensioni che possiamo definire il suo TERRITORIO UMANO; è in quel TERRITORIO che svilupperà le proprie relazioni e, nella SITUAZIONE attuale, i suoi GENITORI e FAMILIARI sono sospinti a procurargli più bene possibile. I governanti cercano di mettere una pezza al fatto che le potenzialità dei GENITORI e delle FAMIGLIE sono differenti aiutando i poveri e progettando strutture come ASILI REFETTORI ecc. il difetto di questo criterio è che mentre esiste una problematica comune a tutti i BAMBINI che sono comuni a tutti i BAMBINI nati in uno stesso PERIODO nello stesso TERRITORIO, ciascuno degli stessi subirà una differenza di accudimento. Ma oltre a questo la situazione procura anche riflessi negativi alle FAMIGLIE e GENITORI che si sentiranno diversamente soddisfatti in quello che ritengono uno dei propri OBIETTIVI più IMPORTANTI. Il buon GOVERNANTE deve cercare un criterio il più possibile ACCOMUNANTE! Ma come? Creando una ATTIVITÀ alla quale partecipino tutti GENITORI dei BAMBINI nati in un TERRITORIO della più GIUSTA DIMENSIONE ed in un periodo del più GIUSTO ARCO TEMPORALE. L’impostazione deve essere di predisporre il più GIUSTO INVESTIMENTO ma per fare cosa? Chiaramente indagare sulle NECESSITÀ riconosciute capillarmente per tramite di RIUNIONI dei GENITORI con l’aiuto di esperti COMUNALI. NATURALMENTE dovranno essere riconosciute le situazioni differenti esistenti nelle FAMIGLIE ma si cercherà in tutti i modi di promuovere STRUTTURE che rimarranno buone anche per i BAMBINI che NASCERANNO SUCCESSIVAMENTE. E perché non continuare a perpetrare il sistema per quegli stessi BAMBINI allargando magari il TERRITORIO e i PERIODI?

    La mia PROPOSTA vorrebbe superare il criterio della CARITÀ trasformando l’attività in organizzazione empatica socializzante di tutti gli interessati alla stessa. La CARITÀ è secondo me foriera di assoggettamento consenziente, abitudine a non dare altro contributo che quello richiesto dal SISTEMA, persino chi ne trae vantaggio reale si sente debitore o rancoroso come per umiliazione subita. Guardiamo con attenzione la nostra COSTITUZIONE! Non scambiamo i principi di bilanciamento dei poteri come il fine ultimo della SOCIETÀ che essendo costituita da PERSONE che si dedicano al proprio interesse, ha bisogno enorme di contromisure che si basa sulla contrapposizione dei poteri invece che sulla partecipazione responsabile di tutti ad attività che gestiscano bene comune.

    PARTECIPAZIONE RESPONSABILE è qualcosa di molto diverso da andare semplicemente a VOTARE oppure anche, avendo avuto beneficio per aver raggiunto posizione gerarchica superiore e compenso meritato adeguato, elargire carità a chi è in condizione di necessità; Invece, PARTECIPAZIONE RESPONSABILE dovrebbe significare mettere a buon frutto le proprie capacità personali per l’attuazione di buona SOCIETÀ, rendendosi conto che il vero privilegio gerarchico sta nell’entità del contributo che si percepisce aver dato, escludendo proprio il denaro che oggi pervade deteriorandola ogni valutazione. Ma è RIVOLUZIONE CULTURALE! CERTO ma non si fa con sole chiacchiere! Guardando la STORIA dovremmo averlo imparato.