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Un’intesa che mira a promuovere lo
sviluppo del comparto moda secondo criteri di trasparenza ed
equità, con l’obiettivo migliorare le condizioni di lavoro e
contrastare condotte di sfruttamento o evasione fiscale e
contributiva. È stato sottoscritto oggi in prefettura a Milano
un Protocollo per il contrasto all’illegalità negli appalti
nella filiera produttiva della moda.
Tra i firmatari, il prefetto Claudio Sgaraglia, il presidente
di Regione Lombardia Attilio Fontana, il presidente del
Tribunale di Milano Fabio Roia, la coordinatrice della Sezione
Misure di Prevenzione della Procura di Milano Alessandra Dolci e
il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri Pierluigi
Solazzo. Presenti anche l’Ispettorato di Area Metropolitana di
Milano, il Politecnico di Milano, i rappresentanti delle
principali associazioni del settore e le Organizzazioni
sindacali confederali.
Per raggiungere gli obiettivi prefissati verrà istituito un
“doppio binario” di misure di legalità. Da un lato verrà creata
una Piattaforma “di filiera” ad uso delle imprese produttive, in
grado di raccogliere i dati di dettaglio sugli assetti
imprenditoriali degli operatori economici, sulla manodopera
impiegata e sui reparti produttivi. Dall’altro, i brand potranno
consultare una “green list” elaborata dal sistema informatico,
che raccoglierà le ragioni sociali e i codici fiscali delle
imprese produttive aderenti alla Piattaforma che garantiscono
una filiera “sana”. A sostegno dell’adesione allo strumento, il
Protocollo prevede anche un sistema di premialità per gli
operatori virtuosi.
“Il settore della moda per la Lombardia è fondamentale, sia
in termini economici sia di immagine – ha detto il governatore
Attilio Fontana -. Ieri come oggi Regione Lombardia è in prima
fila per portare avanti le battaglie mirate all’affermazione
della legalità”. Come ha osservato il presidente di
Confindustria Moda Luca Sburlati, “pur trattandosi di un accordo
definito su base territoriale, è evidente la portata anche
nazionale di questo esperimento: ciò sia per la
rappresentatività su base nazionale di molti soggetti firmatari
che per le caratteristiche specifiche delle filiere produttive
della moda, che non conoscono confini territoriali, locali,
regionali e molto spesso nemmeno nazionali”.
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www.ansa.it è stato pubblicato il 2025-05-26 19:43:59 da

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