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La tecnica è sempre la stessa, quella della “pesca a strascico” delle finte mail dalla banca: su milioni di invii, qualcuno che quella banca ce l’ha davvero sempre spunta. E tra questi, una minima parte che “abbocca”, pure. Su grandi numeri, quindi, anche quei “pochi” fanno gola alle organizzazioni criminali che sfruttano fragilità e bisogni delle persone per estorcere soldi o dati sensibili. Questa volta, la truffa punta sul bisogno di lavoro. La “pesca a strascico”…
www.ilcapoluogo.it è stato pubblicato il 2025-03-24 11:33:20 da Natalfrancesco Litterio

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